mercoledì 13 dicembre 2023

Prezzi delle assicurazioni in aumento, il Codacons non ci sta

Una brutta sorpresa per i consumatori: il nuovo rincaro del prezzo medio delle tariffe RC Auto, così come indicato dall'IVASS. Il nuovo aumento spinge il costo dell'assicurazione sui livelli dell'ottobre del 2019, scatenando così l'ira dell'Unione Nazionale consumatori, che giudica spropositato questo rincaro.

La battaglia sui prezzi

automobiliIn base ai calcoli effettuati dal Codacons, la nuova crescita delle tariffe RC Auto provocherà un costo aggiuntivo di circa 910 milioni di euro annui a carico degli automobilisti italiani (nel nostro paese circolano circa 43 milioni di veicoli assicurati).
L'incremento medio di una polizza è stato del 7,9%, che spinge così il prezzo medio dell'assicurazione auto a 388 euro. In termini numerici si tratta di un aumento di circa 28 euro per polizza, rispetto ai prezzi dello scorso anno.

La protesta del Codacons

L'Associazione dei Consumatori ritiene che questo rialzo sia del tutto ingiustificato, e che non abbia alcuna motivazione se non quello di incrementare i profitti a scapito dei clienti. A maggior ragione se si pensa che non c'è alcun differenziale degli incrementi tra città virtuose e quelle meno virtuose.
Insomma guardando i numeri degli incidenti e all'andamento dell'inflazione, una crescita del genere delle polizze auto non è assolutamente giustificabile, considerato anche che non si registrano particolari aumenti di tasse e del costo del personale.

Posizioni contrattuali differenti

Il Codacons pone l'accento soprattutto su un aspetto. Se da un lato gli automobilisti sono costretti per legge ad assicurare i propri veicoli, dall'altra parte le compagnie di assicurazione non devono sottostare a nessun limite tariffario. Possono aumentarle a proprio piacimento. E non è neppure un fenomeno recente, visto che già parlammo di tariffe RCA in aumento dal 2016.
Questo squilibrio di forze contrattuali nel corso degli anni ha portato ad una escalation dei prezzi delle RCA auto, ed è per questo che il Codacons chiede un intervento del governo affinché adotti le misure necessarie a limitare questo strapotere contrattuale delle compagnie.

giovedì 7 dicembre 2023

Criptovalute, perché adesso i prezzi stanno volando?

Il settore delle valute digitali continua a vivere una fase di espansione che dura praticamente dall'inizio del 2023. Adesso cercheremo di capire cosa c'è dietro a questa folle corsa delle criptovalute sul mercato finanziario.

I numeri dietro alla corsa delle criptovalute

La più importante delle criptovalute, ossia Bitcoin si è appena affacciata oltre i 44 mila dollari, per la prima volta dopo un anno e mezzo circa. Nel 2023 l'aumento di prezzo della regina del settore è stato pari al 150%. Di per sé già si tratta di una misura enorme, ma questo rally assume ancora più valore se consideriamo che nello stesso periodo l'indice Nasdaq ha guadagnato il 40%.

Anche se mancano pochi giorni alla fine dell'anno, ci sono pochi dubbi che il Bitcoin sarà l'asset finanziario più performante del 2023. E c'è chi già immagina che presto possa andare ad avvicinarsi al record storico di 69.000 dollari, raggiunto a novembre 2021.

Le ragioni del rally

Una delle ragioni, se non la principale, che sta spingendo le criptovalute è il probabile aumento della platea di investitori attorno a questo settore. Ciò dovrebbe essere propiziato da via libera da parte della Sec - la Consob statunitense - alla quotazione del primo Etf sul prezzo spot di Bitcoin a Wall Street. Oltre che il prestigio, aumenterebbe l'interesse degli investitori istituzionali verso quello che molti considerano loro digitale.

NB. Se volete negoziare Bitcoin, anzitutto chiedetevi come fare a sapere se un broker è affidabile.

L'appetito a rischio

La corsa delle criptovalute è frutto anche del clima di appetito a rischio che si è tornato a respirare sui mercati da un po' di tempo a questa parte. La soft landing dell'economia ha infatti reso più ottimisti gli investitori, come dimostra anche il miglior novembre delle borse dal 1963, sulle quali si possono negoziare anche gli indici grazie al trading con paypal broker.

Halving imminente

Un'altra ragione che sta spingendo il prezzo del Bitcoin è l'approssimarsi dell'Halving, che di fatto riduce la disponibilità di questa criptovaluta sul mercato. Proprio per questo la conseguenza è l'aumento del suo prezzo.

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martedì 5 dicembre 2023

Banca Monte Paschi fa sempre più gola all'interno del RisiKo

Continuano ad arrivare notizie positive per Banca Monte Paschi Siena, che corre sul listino azionario milanese e accresce il proprio appeal nei confronti di eventuali pretendenti all'acquisto.

Le ultime notizie su Banca Monte Paschi

L'ultima novità che ha entusiasmato il mercato e fatto drizzare le antenne ai potenziali acquirenti, riguarda il processo di valutazione prudenziale (Srep) svolto dalla Bce. Da esso emerge che il livello minimo di Cet1 ratio di Mps è sceso all’8,56%, ben al di sotto del coefficiente patrimoniale del 16,7% che era stato registrato a fine settembre.

La notizia giunge pochi giorni dopo che una riserva di capitale aggiuntiva di 25 punti base è stata rimossa, sulla scia dell'esclusione di banca Monte Paschi dall'elenco degli istituti con rilevanza sistemica nazionale.

Un tesoretto sul territorio

Bisogna inoltre aggiungere che Banca Monte Paschi, in barba alla convinzione che il futuro degli istituti sia tutto nel digitale, può vantare numeri importanti di raccolta diretta grazie al suo tesoretto fatto di sportelli sparpagliati sul territorio. Sono oltre 1350, dove si vendono prodotti di bancassurance e di Risparmio gestito.

Adesso MPS fa gola a molti

L'istituto senese continua intanto a crescere in borsa (anche grazie alla promozione degli analisti di Deutsche Bank) perché le azioni di banca Monte Paschi sono trattate ancora a sconto rispetto ad altre istituti, e quindi hanno un grosso potenziale.

Quello che cresce ulteriormente è l'appeal rispetto a potenziali acquirenti. A fine novembre il Ministero delle Finanze ha collocato il 25% della propria quota, ottenendo una domanda che è stata cinque volte superiore all'offerta. Adesso non è più l'azionista di maggioranza assoluta (possiede ancora il 39%).
Proprio il destino della banca Senese continua ad essere al centro del RisiKo bancario. I potenziali pretendenti sembrano essere sempre gli stessi, con la galassia Unipol-Bper-Popolare di Sondrio che malgrado le smentite di facciata, potrebbe essere un possibile partner.