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domenica 30 agosto 2026

Tassi di interesse, in attesa della FED i prossimi meeting saranno di BoC e RBNZ

Sarà una settimana molto intensa sul fronte dei dati macroeconomici, soprattutto dopo le parole di Kevin Warsh che ha acceso le probabilità di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nel mese di settembre.

Gli scenari USA sui tassi di interesse

fed kevin warshNei prossimi giorni i dati economici più attesi negli Stati Uniti sono quelli relativi al mercato del lavoro. I Non Farm Payrolls verranno pubblicati venerdì e si prevede che l'economia a stelle e strisce abbia creato 45 mila posti di lavoro nel mese di agosto, dopo l'inattesa marcia indietro di luglio. Ci si attende una leggera salita del tasso di disoccupazione e dei salari orari medi.

Questi indicatori saranno importanti per valutare ulteriormente la probabilità che la Federal Reserve (cos'è e come funziona la banca centrale USA ) alzerà i tassi di interesse nella prossima riunione di politica monetaria.
L'aumento della probabilità di una stretta ha permesso al dollaro USD di rimbalzare con forza prima del weekend e riavvicinarsi nuovamente alla soglia di 100.

Le timestrali in arrivo

Sempre negli Stati Uniti gli investitori terranno sotto controllo le novità in arrivo da Wall Street riguardo ad alcune trimestrali. Spiccano quelle di Broadcom, Dell, Palo Alto networks, che intanto ha disegnato sul grafico un uncino di Ross 123 high low.

Gli appuntamenti in Europa

Nel vecchio continente gli investitori aspettano soprattutto il dato sull'inflazione nella Eurozona, che sarà più importante per le mosse BCE sui tassi di interesse. Sul fronte della crescita verranno pubblicati nuovi report sugli indici PMI manifatturiero in alcuni paesi del blocco.

Il resto del mondo

Settimana di politica monetaria in Canada, mentre con gli USA il clima è sempre più teso sul fronte del commercio internazionale. La Bank of Canada è chiamata a decidere sui tassi di interesse, che probabilmente lascerà invariati al 2,25%. Sono in calendario anche alcuni dati macro nel paese.
I report PMI sul settore manufatturiero dei servizi saranno l'appuntamento più per la Cina, mentre in Giappone c'è una lunga scia di report economici in calendario. In Australia verrà pubblicato il report sul PIL mentre la Reserve Bank of New Zealand dovrebbe aumentare i tassi di interesse per 25 punti base portandoli a 2, 75%.

domenica 25 gennaio 2026

Federal Reserve, cos'è e come funziona la banca centrale USA

Il 23 dicembre del 1913 il Congresso statunitense approvò il "Federal Reserve Act", con cui veniva istituita la banca centrale degli Stati Uniti. Viene conosciuta con il nome di Federal Reserve, ed informalmente come Fed, ma il suo nome intero è Federal Reserve System.
L'istituto ha sede all'Eccles Building, a Washington, e iniziò le sue operazioni nel 1916.

Qual è lo scopo della Federal Reserve

fedIl Federal System è oggi costituito da un'agenzia governativa centrale, il Board of Governors of the Federal Reserve System - con sede nella capitale Washington e composto da 7 governatori nominati dal Presidente degli Stati Uniti - e da dodici Federal Reserve Bank regionali, i cui presidenti sono nominati con complesse procedure. Dalla sua creazione ad oggi, l'organizzazione interna dell'istituto è stata più volte soggetta a revisione e modifica.

La Federal Reserve (Fed) ha due mandati: mantenere l'inflazione al 2% e mantenere la piena occupazione.

Lo strumento della Fed: i tassi di interesse

Il principale strumento di cui dispone la FED per raggiungere questi obiettivi è fissare i tassi di interesse sui prestiti che concede alle banche, sia quello che le banche applicano quando si prestano a vicenda. Le decisioni vengono prese in otto riunioni prefissate all'anno.

titoli di stato usaQuando l'inflazione sale troppo rapidamente e supera l'obiettivo del 2%, la Fed aumenta i tassi di interesse. Questo incrementa i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi (Treasuries), che diventano più attraenti e attirano maggiori afflussi di capitale estero. Come conseguenza, il dollaro USA (USD) tende a rafforzarsi.

Quando l'inflazione scende sotto il 2% o il tasso di disoccupazione è troppo alto, la Fed può abbassare i tassi d'interesse. In questo modo tende a indebolire il dollaro americano man mano che il capitale defluisce verso paesi che offrono rendimenti più elevati. 

Se i tassi restano invariati, l'attenzione si sposta sul tono della dichiarazione del Federal Open Market Committee (FOMC) e se sia aggressiva (aspettativa di tassi futuri più alti) o dovish (aspettativa di tassi futuri più bassi).

Gli strumenti non convenzionali

In situazioni estreme, la Federal Reserve può anche stampare più dollari e attuare politiche di quantitative easing (QE). Con questo processo la Fed aumenta sostanzialmente il flusso di credito in un sistema finanziario bloccato, che può capitare quando le banche non si prestano tra loro (per timore di inadempienza della controparte). È l'ultima carta da giocarsi quando abbassare i tassi d'interesse difficilmente porterà al risultato sperato.

Il quantitative easing (QE) è stato lo strumento preferito dalla Fed per combattere la crisi del credito avvenuta durante la grande crisi finanziaria del 2008. Consiste nel copiare più dollari della Fed e usarli per acquistare obbligazioni statative statunitensi, prevalentemente da istituzioni finanziarie. Il QE di solito porta a un dollaro statunitense più debole.

Il restringimento quantitativo (QT) è il processo inverso in cui la Federal Reserve smette di acquistare obbligazioni dalle istituzioni finanziarie e non reinveste il capitale delle obbligazioni che detiene in scadenza in nuovi acquisti. Di solito è positivo per il dollaro statunitense.

domenica 15 settembre 2024

Investitori, riflettori puntati sulla Federal Reserve

Durante questa settimana, finalmente scopriremo di quanto la Federal Reserve taglierà i tassi di interesse. Il meeting della banca centrale americana sarà senza dubbio l'appuntamento più atteso dagli investitori.

USA nel mirino degli investitori

Nelle ultime settimane si sono rincorse diverse speculazioni sulle mosse della FED. Al momento la maggior parte degli investitori pensa che si limiterà a un taglio di 25 punti base, ma molti pensano che potrebbe essere anche più aggressiva e fare un taglio da 50 pb.

Ad ogni modo, sarà la prima sforbiciata da marzo 2020, e questo inciderà sull'andamento del dollaro (specie se il taglio sarà di 50pb), che nelle ultime settimane si è indebolito dopo essere uscito da una broadening formation (megafono).
La banca centrale fornirà anche proiezioni economiche aggiornate, con gli operatori che si aspettano un intero punto percentuale di allentamento quest’anno.

Europa e Regno Unito

Dopo la riunione della BCE, che ha tagliato i tassi di 25 punti base, per l'Eurozona sarà una settimana più tranquilla. Uno dei dati clou è l’indicatore ZEW del sentiment economico tedesco, che potrebbe scendere al minimo di otto mesi.

In calendario ci sono altri meeting di politica monetaria. Su tutti spicca quello della Bank of England. Si prevede che manterrà i suoi attuali tassi di interesse, dopo il taglio di 25 punti base del mese scorso. Ma la decisione potrebbe essere influenzata dai dati sull’inflazione, previsti per mercoledì, appena un giorno prima dell’annuncio politico della banca centrale.
Ovviamente in quei due giorni ci sarà da aspettarsi un po' di volatilità sulla sterlina, che è salita sopra 1,31 dollari di recente, con una candela spinning top settimanale.

Eventi di interesse nel resto del mondo

Sempre sul fronte della politica monetaria, si prevede che Turchia e Norvegia manterranno invariati i loro tassi di interesse. E potrebbe fare lo stesso anche la Banca del Giappone, con la maggior parte degli investitori che vedranno un altro aumento solo a dicembre o gennaio.
Sempre in Asia, e precisamente in Cina, i mercati rimarranno chiusi lunedì e martedì per il Festival di Metà Autunno. Venerdì la Banca popolare cinese pubblicherà la correzione mensile dei principali tassi di prestito.

mercoledì 23 dicembre 2020

Federal Reserve, buon compleanno. 107 anni fa nasceva la banca centrale più importante al mondo

E' un giorno particolare per la Federal Reserve americana. Si festeggia infatti la sua nascita, avvenuta il 23 dicembre del 1913 dopo una decisione del Congresso americano. Anche se in realtà quel "parto" fu abbastanza lungo e complesso, visto che ci vollero circa 3 anni prima che l'istituto centrale più importante al mondo diventasse operativo.

I centosette anni della Federal Reserve

Nel corso dei suoi 107 anni di storia, la Federal Reserve ne ha viste di cotte e di crude. La banca centrale ha affrontato crisi durissime e guerre sanguinose. Ma anche pandemie, come quella che tuttora ci sta affliggendo sia dal punto di vista sanitario che economico.

Quando si decise di creare la FED, il Congresso si spaccò. Non si voleva infatti una banca centrale nel senso stretto del termine, giacché occorreva rispettare la vocazione federalista degli USA. Si decise così di realizzare una struttura decentrata, il Federal Reserve System, che fosse in grado di recepire i diversi impulsi che gli potevano giungere dalle varie zone del paese.
Nel sistema infatti non è parte solo la Banca centrale con sede a Washington, ma anche diverse banche centrali regionali, sparse in 15 stati del Paese. Il tutto sotto l'autorità del Governo, e con un Segretario al Tesoro che è automaticamente membro del board della Fed.

Le tappe cruciali della storia

La Federal Reserve deve gestire la politica monetaria, a volte allentando i cordoni del credito e a volte stringendoli. Non sempre le sue scelte sono risultate felici. Durante la crisi del 1929 ad esempio, la sua politica monetaria restrittiva finì per rendere più grave la crisi stessa.

Anche a seguito di quegli errori, nel 1935 venne rivista la struttura della FED. Il Federal Reserve Board venne cambiato in Board of Governors, e venne creato il FOMC (Federal Open Market Committee), che è tutt'oggi il comitato che decide la politica monetaria.

L'altra data cruciale per la FED è il 1944, perché gli accordi di Bretton Woods gli conferirono il ruolo di perno del sistema basato sul Gold Standard, che rimase fino al 1971.
Altra tappa importante ci fu pochi anni dopo, quando la Federal Reserve venne svincolata dalla politica economica del Governo, attribuendogli degli obiettivi propri come la stabilità dei prezzi e la crescita nel lungo periodo.

giovedì 2 maggio 2019

Federal Reserve non dà retta a Trump: niente tagli nel 2019

L'appuntamento più atteso dai mercati nel primo giorno di maggio era con la Federal Reserve. Il meeting di politica monetaria della banca centrale americana alla fine non ha prodotto sorprese.

La decisione della Federal Reserve

La FED ha infatti deciso di non toccare i tassi di interesse, così come si aspettavano gli economisti. Il costo del denaro rimane così compreso nell'intervallo tra il 2,25% e il 2,50%. L'ultimo ritocco operato dall'istituto centrale risale allo scorso dicembre, quando il FOMC decise di aumentare i tassi di 25 punti base, per la quarta volta nel 2018. La FED ha quindi deciso di non dare ascolto al presidente Trump, che di recente aveva alzato al pressione sull'istituto centrale chiedendo un taglio dei tassi, così da stimolare la crescita economica a stelle e strisce.

Secondo la Federal Reserve non ci sono motivi per cambiare la propria azione, che viene ritenuta "appropriata al momento", tenendo conto della crescita (PIL a 3,2% nel primo trimestre) e della solidità dell'economia americana. Il capo della FED, Powell ha aggiunto che "non esiste un valido motivo per spostare la politica monetaria, in entrambe le direzioni". In sostanza ha spento le ipotesi di un taglio dei tassi nei prossimi mesi.

La reazione dei mercati

Le parole del capo della Federal Reserve hanno ridotto le probabilità di taglio dei tassi (così come si rilevano dai futures) al 55%, in calo dal 66% di martedì. La conseguenza è che i mercati hanno spinto il dollaro al rialzo, e i migliori segnali forex free hanno cominciato a puntare tutti sul greenback. Prima della parole di PoweIl, il biglietto aveva accusato perdite contro l'euro a causa del rapporto deludente sull'attività manifatturiera degli Stati Uniti. Quest'ultima ha avuto una frenata brusca ad aprile, peggiore delle attese. L'EURUSD si era portato a un massimo settimanale a 1,125, ma in seguito è sceso a 1,1925.

Il dollaro è rimbalzato anche contro yen e sterlina, come si può vedere aprendo uno dei tanti broker online affidabili. Alla fine della sessione USA, l'indice del biglietto verde è salito a 97,73 dopo aver raggiunto un minimo di sessione a 97,15.