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mercoledì 25 ottobre 2017

Trasporti, speranza per Alitalia: il fondo Cerberus la vuole prendere tutta

Alitalia potrebbe esser salvata dagli americani. Le ultime novità riguardo la nostra compagnia di trasporti arrivano dal Financial Times, secondo il quale il fondo Cerberus sarebbe pronto a rilevare l'intera compagnia. Il fondo USA (con asset per oltre 40 miliardi di dollari) avrebbe presentato già una proposta ai commissari, che inizialmente l'avevano lasciata fuori dall'asta a causa dei termini giudicati troppo restrittivi della loro proposta.

La situazione di Altitalia


Le cose però sono cambiate. Dopo aver aperto le buste s'è visto infatti che le proposte messe sul piatto riguardavano soltanto parti dell'azienda e non Alitalia nella sua interezza (proposte presentate da Lufthansa ed EasyJet). Il fondo Cerberus a quanto pare è disponibile a investire tra i 100 e 400 milioni di euro per prendere il controllo dell'intero business Alitalia. Questo comprenderebbe sia le attività di volo che quelle di terra. L'unico paletto messo da Cerberus è la possibilità di avviare un programma di profonda ristrutturazione dell'intera società. Sotto il profilo tecnico, il fondo non potrà avere più del 49%. Sarà necessario quindi allearsi con uno o più partner.

Secondo il Financial Times, Cerberus avrebbe studiato a lungo il dossier Alitalia e avrebbe avuto già dei colloqui con i commissari straordinari scelti dal governo. Pare che possa aver proposto il mantenimento di una quota pubblica nell’azionariato di Alitalia, mentre ai sindacati sarebbe sottoposta una forma di partecipazione ai profitti.
Anche se l'operazione rimane molto complessa da portare avanti, c'è un precedente significativo. Cerberus ha salvato Air Canada a inizio millennio, rilevandola quando era in amministrazione straordinaria e schiacciata da 13 miliardi di debiti. Un anno e mezzo dopo Air Canada è uscita dalla procedura di amministrazione straordinaria con soli 5 miliardi di esposizione e con i conti in ordine.

lunedì 13 marzo 2017

Veneto Banca, proproga al 22 marzo per l'offerta transattiva. Rischio bail-in sempre concreto

Veneto Banca ha prorogato l'offerta di transazione ai propri azionisti, in modo da poter agevolare lo smaltimento delle tante richieste che sono giunte in questi giorni. In questo modo l'istituto potrà anche allinearsi alla scadenza della medesima Offerta di Banca Popolare di Vicenza, che a sua volta ha deliberato di prorogare la conclusione dell'OPT dal 15 al 22 marzo 2017.

La situazione complicata delle due banche venete

Al momento sono stati contattati circa il 95% del totale azioni in perimetro, con un'adesione da parte dei soci che è arrivato al 52%; per un totale del 42% di azioni rappresentate. Sabato sono addirittura state aperte 142 filiali al fine di consentire agli azionisti di aderire all'Offerta di Transazione.

Intanto dalla UE sono giunte nei giorni scorsi delle precisazioni riguardo alla questione delle obbligazioni rischiose di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, dopo che Margrethe Vastager (commissaria alla concorrenza) aveva ventilato l'ipotesi di una possibile compensazione dei creditori frodati. Secondo le accuse, entrambi gli istituti avrebbero collocato obbligazioni rischiose presso risparmiatori non consapevoli.

Per le due banche si profila sempre più concretamente il rischio Bail-in. Serve quindi che le due banche venete trovino presto un compromesso, che andrà trovato anche forse dopo il 22 marzo, ovvero la nuova scadenza per fare un'offerta transattiva ai vecchi azionisti. Per scongiurare il salvataggio, servirà che a questa offerta risponda almeno l'80%.