Visualizzazione post con etichetta alitalia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta alitalia. Mostra tutti i post

giovedì 27 maggio 2021

Soldi freschi per la nuova Alitalia, arriva il via libera dalla Ue a 700 milioni di euro

Sono in arrivo soldi freschi per Alitalia, che potrebbe così avere un poco di ossigeno. Roma ha infatti trovato l'intesa con la Commissione europea sui parametri che servono a garantire la discontinuità economica tra ITA (la nuova compagnia) e Alitalia stessa. 

Un piano che servirà a sbloccare la partenza della newco, mentre la Commissione stessa porta avanti la sua indagine sul sostegno che è stato concesso in passato ad Alitalia per evitarne il fallimento.

Dall'Europa un fiume di soldi freschi

Nell'ambito dell'intesa, è prevista anche una erogazione di fondi liquidi da 700 milioni di euro.
Bruxelles verserà i soldi nella nuova società, e dopo questi primi 700 milioni di euro ne seguiranno altri ancora. Infatti è previsto il pagamento di altre due tranche di aiuti: 400 milioni nel 2022 e 250 milioni nel 2023. Grazie a questi fondi, sarà possibile garantire l’operatività per la stagione estiva, l'ultima di Alitalia.
Si spera invece che le newco ITA possa essere operativa il prima possibile, ragionevolmente verso settembre.

Il decollo di ITA è questione di mesi

Ma il cammino per arrivare al decollo di ITA richiede altri passaggi tecnici e non solo.
Nei prossimi giorni si dovrà discutere della questione marchio, tema che ha creato turbolenze tra Roma e Bruxelles. C'è fiducia però riguardo al fatto che la nuova compagnia ITA potrà partecipare alla gara per il marchio di Alitalia.
Sul tavolo delle trattative, però, ci sono anche altri fattori in ballo. A partire dal taglio a aeromobili e personale. Si parla di tagli significativi del personale e flotta ridotta di oltre la metà.

Del resto, se l'obiettivo è quello di restituire al Paese un vettore nazionale aereo che sia efficiente dal punto di vista operativo ma anche in grado di essere economicamente autonomo, qualche sacrificio era necessario. Non era più possibile andare avanti con una compagnia che divorava soldi pubblici ogni giorno (ecco quanto è costata Alitalia in 47 anni).
Il perimetro di ITA sarà quindi più contenuto rispetto ad Alitalia in termini di rotte, flotta e attività collegate. Sarà quindi una piccola compagnia rispetto alla vecchia Alitalia.

sabato 15 giugno 2019

Liquidazione o salvataggio? L'incubo per Alitalia non è ancora finito

La vicenda Alitalia si sta trascinando avanti da tantissimo tempo, ma la luce in fondo al tunnel ancora non si vede. Non è ancora scongiurato il pericolo di liquidazione, anche se si sta provando l'impossibile per giungere al salvataggio della compagnia.

Alitalia, proroga per evitare la liquidazione

L'ultimo atto di questa storia è la proroga per l’offerta di Fs. E non è mica la prima volta che succede, è la quarta. Stavolta il termine ultimo è stato portato fino al 15 luglio. Questo prendere tempo da un lato tiene vive le speranze, ma dall'altro non rassicura affatto i lavoratori. I sindacati sono molto preoccupati perché l'incubo liquidazione non è scongiurato, e hanno ottenuto un nuovo incontro - il prossimo 3 luglio - al ministero dello Sviluppo con il ministero del Lavoro e quello delle Infrastrutture, la regione Lazio e i tre commissari Alitalia.

La situazione resta delicatissima. Anche se negli ultimi tempi Alitalia ha visto aumentare il traffico e le perdite si sono ridotte, ogni giorno se ne vanno in fumo circa 700mila euro. Alla fine di maggio i soldi in casa si erano assottigliati a 476 milioni, e continuano a scendere. Il Governo ha lanciato un'altra scialuppa di salvataggio sotto forma di blocco degli interessi (145 milioni) sul prestito ponte da 900 milioni concesso dallo Stato.

L'offerta di Lotito rimane l'unica

La convinzione che ci sarebbero state molte offerte per la nostra compagnia di bandiera, è svanita di fronte alla dura realtà. Finora malgrado numerosi tentativi di coinvolgere questi e quelli, l'unica offerta formalizzata è stata quella di Claudio Lotito, patron della Lazio. Ma ci sono forti dubbi (da parte di FS, Delta e la Lega) sulla sua solidità finanziaria. Gli altri nomi che sono stati accostati ad Alitalia finora rimangono ombre: la famiglia Toto, Atlantia, il fondo QuattroR, ecc ecc.

Sullo sfondo di questa delicata situazione, rimane l'incubo liquidazione. Se l'operazione di salvataggio non riuscirà ad andare in porto, Alitalia dovrà portare i libri in tribunale.

mercoledì 11 aprile 2018

Alitalia, tre offerte di acquisto. Ma serve anche un nuovo Governo

La partita per dare un futuro ad Alitalia continua ad essere complicata. Il destino della compagnia aerea infatti è legato anche alla formazione di un nuovo Governo in tempi celeri. Finché non ce ne sarà uno, sarà dura arrivare a vedere una schiarita sotto il cielo di Fiumicino. La procedura di vendita avrebbe come scadenza il prossimo 30 aprile, ma il Governo uscente non se ne può occupare e così con ogni probabilità dovrà spostare i termini a dopo l'estate, se non addirittura a fine anno.

Tre offerte per Alitalia

Nel frattempo i tre Commissari continuano nell'opera di risanamento, che passa adesso per il vaglio delle offerte. Alle ore 16 di martedì 10 aprile 2018 i soggetti interessati hanno presentato la loro documentazione per accedere alla gara. Plichi che sono stati presentati allo studio notarile associato Atlante Cerasi di Roma. Nei prossimi giorni i Commissari Straordinari di Alitalia cominceranno ad esaminare tutto il materiale.

Dovrebbero essere tre le proposte sul tavolo: Lufthansa, easyJet e forse gli ungheresi di Wizz Air (che però sono interessati solo al settore corto medio raggio). Tra queste easyJet non procede da sola, ma come parte di un consorzio che forse comprende anche gli americani di Delta Air Lines, Air France-KLM e il fondo americano Cerberus.
Chiunque dei tre dovesse farcela, ha in mente un passaggio necessario: liberare la compagnia di costi e debiti. Il che si traduce essenzialmente in un corposo taglio dei dipendenti, visto che quelli già numerosi effettuati dopo i precedenti fallimenti non bastano.

Questo scenario è la nota indigesta alle forze politiche uscite vincitrici dalle urne, Lega e Cinquestelle, che vorrebbero salvare Alitalia ricorrendo ad una sorta di nazionalizzazione e al doppio Hub, Fiumicino e Malpensa. Tuttavia, questa ipotesi è considerata difficile da praticare anche perché comporterebbe una dispersione di risorse, che non farebbe che aggravare il problema degli alti costi del personale. Inoltre la gestione del doppio Hub sarebbe possibile solo con una consistente flotta di aerei, mentre Alitalia negli ultimi anni è scesa da 250 a 143 aerei.

mercoledì 25 ottobre 2017

Trasporti, speranza per Alitalia: il fondo Cerberus la vuole prendere tutta

Alitalia potrebbe esser salvata dagli americani. Le ultime novità riguardo la nostra compagnia di trasporti arrivano dal Financial Times, secondo il quale il fondo Cerberus sarebbe pronto a rilevare l'intera compagnia. Il fondo USA (con asset per oltre 40 miliardi di dollari) avrebbe presentato già una proposta ai commissari, che inizialmente l'avevano lasciata fuori dall'asta a causa dei termini giudicati troppo restrittivi della loro proposta.

La situazione di Altitalia


Le cose però sono cambiate. Dopo aver aperto le buste s'è visto infatti che le proposte messe sul piatto riguardavano soltanto parti dell'azienda e non Alitalia nella sua interezza (proposte presentate da Lufthansa ed EasyJet). Il fondo Cerberus a quanto pare è disponibile a investire tra i 100 e 400 milioni di euro per prendere il controllo dell'intero business Alitalia. Questo comprenderebbe sia le attività di volo che quelle di terra. L'unico paletto messo da Cerberus è la possibilità di avviare un programma di profonda ristrutturazione dell'intera società. Sotto il profilo tecnico, il fondo non potrà avere più del 49%. Sarà necessario quindi allearsi con uno o più partner.

Secondo il Financial Times, Cerberus avrebbe studiato a lungo il dossier Alitalia e avrebbe avuto già dei colloqui con i commissari straordinari scelti dal governo. Pare che possa aver proposto il mantenimento di una quota pubblica nell’azionariato di Alitalia, mentre ai sindacati sarebbe sottoposta una forma di partecipazione ai profitti.
Anche se l'operazione rimane molto complessa da portare avanti, c'è un precedente significativo. Cerberus ha salvato Air Canada a inizio millennio, rilevandola quando era in amministrazione straordinaria e schiacciata da 13 miliardi di debiti. Un anno e mezzo dopo Air Canada è uscita dalla procedura di amministrazione straordinaria con soli 5 miliardi di esposizione e con i conti in ordine.

domenica 4 giugno 2017

Alitalia, domani scade l'ora X per presentare manifestazioni di interesse

Manca poco prima di conoscere il destino di Alitalia. Domani infatti alle 18 scade il termine fissato per la presentazione delle manifestazioni di interesse da parte delle aziende interessate ad acquisire la compagnia italiana. Queste dovranno far pervenire in busta - presso lo studio del notaio incaricato - la propria proposta, che all'ora X verrà resa nota.

Si tratta comunque solo del primo passo del percorso di cessione della compagnia, e inoltre non si hanno notizie ufficiali riguardo ai soggetti interessati. Solo rumors. Proprio riguardo a questi ultimi, va detto che si vocifera del possibile interesse di Delta Airlines. ma anche dei fondi di private equity come Indigo Capital e Cerberus. Scema invece l'ipotesi più accreditata in un primo momento, ovvero Lufthansa, che ha escluso un intervento. Stesso discorso per Ryanair.

L'iter per salvare Alitalia

Dopo che saranno state aperte le buste, toccherà ai commissari straordinari Gubitosi, Laghi e Paleari vagliare le diverse manifestazioni di interesse e verificare che i soggetti che le hanno proposte abbiano i requisiti di idoneità necessari. Se così dovesse essere, allora i commissari invieranno loro una lettera di procedura che fissa i termini, le modalità e i contenuti delle proposte da presentare di carattere non vincolante. Questa fase dovrebbe completarsi entro la fine di luglio, mentre la presentazione di offerte vincolanti dovrebbe esserci entro l'autunno.

Intanto questa settimana sarà delicata anche sotto una altro punto di vista. Si deve mettere mano infatti al rinnovo del contratto dei dipendenti di Alitalia, che è scaduto il 31 maggio. La compagnia ha convocato i sindacati per l'8 giugno. Quella del rinnovo contrattuale è una vicenda che si trascina da mesi, ed ha generato aspre tensioni soprattutto con il precedente management. Tesnioni che di fatto hanno portato all'applicazione del vecchio contratto nelle more della trattativa per il rinnovo del ccnl, che avrebbe dovuto concludersi - ma così non è stato - entro il 31 maggio.

domenica 22 gennaio 2017

Dirigenti Alitalia censurano Espresso: niente rivista a bordo dei loro voli, ecco perché...

Una prima pagina in cui si parla di operazioni fallimentari poste in essere da Alitalia diventa il motivo, da parte della compagnia aerea italiana, per eliminare la prestigiosa rivista dal bouquet a disposizione dei passeggeri sui suoi voli. Il titolo di copertina è "Chi ha ucciso Alitalia", e proprio non è andato giù ai massimi dirigenti della società, anche perché all'interno si usano toni ancora più diretti, parlando di "fallimento" e di "operazioni finanziarie recenti".

L'autogol dei dirigenti 

Così è scattato l'ordine perentorio dall'alto: quella rivista non deve salire a bordo. Le copie gratuite dell'Espresso che vengono distribuite a bordo degli aerei, questa settimana non saranno su Arbus e Boeing Alitalia.
Peccato che lo siano venuti a sapere tutti, e così l'operazione censoria è diventata un boomerang per la compagnia.

Tanto più che si conoscono per filo e per segno anche le direttive impartite dall'alto: "Vi informiamo che qualora venga imbarcata la rivista l'Espresso, non deve essere distribuita ai passeggeri". Ecco cosa recita la nota ufficiale distribuita agli addetti, con tanto di foto segnaletica di riconoscimento (ovvero la copertina). Ci mancava solo la scritta "wanted".

Ma di cosa si occupa l'articolo incriminato? Del rischio fallimento della vecchia Compagnia di bandiera, ovvero prima che ci fosse il passaggio di consegne ai privati. Si parla di investimenti sbagliati, di operazioni finanziarie avventate e di conti in rosso.