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giovedì 26 marzo 2026

Denaro facile con il "buy now, pay later", ma Bankitalia lancia l'allarme

Uno dei fenomeni finanziari in maggiore ascesa negli ultimi anni è quello del buy now, pay later. È una forma di pagamento dilazionato, che tradotto significa avere denaro facile per comprare oggi quello che con le sole proprie forze non si riuscirebbe ad acquistare. Il punto è che questo fenomeno sta diventando così diffuso da chiamare un rischio per l'eccessivo indebitamento che comporta.

L'allarme dei Bankitalia sul denaro facile

I riflettori sul fenomeno sono stati accesi da Banca d'Italia. L'istituto centrale Nazionale ha sottolineato che questa forma di pagamento era stata adottata dal 4% dei nuclei familiari nel 2022, ma nel 2025 era già schizzata al 30%, nonostante una larga fetta degli utenti lo impieghi soltanto in maniera occasionale.

Il rischio connesso alla formula bnpl

Il buy now, pay later piace molto agli utenti perché consente di effettuare acquisti a rate senza corrispondere interesse o vedersi gravati di oneri aggiuntivi. Certo si tratta di una possibilità accattivante per chi non ha denaro sufficiente da spendere in un dato momento e mira a distribuire le proprie spese nel corso del tempo. 

Ma il rovescio della medaglia però è che la concessione così disinvolta di questo credito può comportare gravi rischi, soprattutto per quelle famiglie che già sono finanziariamente più fragili. A furia di fare ricorso al bnpl si finisce per perdere il controllo e rischiare il default.

L'identikit dell’utilizzatore

Secondo l'analisi di Banca d'Italia, la formula del buy now, pay later sta lentamente cambiando anche l'utilizzatore. Fino a poco tempo fa erano soprattutto giovani e soggetti con redditi medio alti a ricorrere a questo strumento, ma negli ultimi tempi il ricorso al denaro facile sta trovando larghissimo utilizzo nelle fasce della popolazione che sono finanziariamente più fragili. Spesso viene chiesto da chi ha già dei finanziamenti in corso, se non addirittura da chi è già in ritardo con altre scadenze finanziarie.

Forse può interessare: Pagamenti in Italia, il contante resta ancora lo strumento pi utilizzato.

Le novità in arrivo da novembre

In virtù di questi rischi connessi al denaro facile del buy now, pay later, è stata introdotta una direttiva Europea, la CCD2, che a partire da novembre stabilisce delle regole più rigorose di trasparenza contrattuale e di valutazione del merito creditizio connesse alle operazioni di bnpl.

giovedì 27 ottobre 2022

Pagamenti istantanei, la Ue li vuole universali e senza sovrapprezzo

Sta per cambiare qualcosa riguardo ai pagamenti digitali. La Commissione europea ha infatti formulato una proposta per accelerare le transazioni, fino a renderle tutte immediate. Inoltre, a costi più contenuti e quindi più convenienti.

La svolta sui pagamenti

La proposta di Bruxelles è di modificare il regolamento istituito nel 2012 (Sepa, Single euro payments area), così da rendere disponibili universalmente tutte i pagamenti istantanei, equiparando il prezzo a quello dei bonifici tradizionali.
All’inizio di quest'anno, solamente l’11% dei trasferimenti di denaro in Ue sono stati bonifici istantanei, per via di una serie di ostacoli a cominciare dal maggior costo.

Istantaneo è meglio

Ma la UE ritiene di dover intervenire, perché i pagamenti istantanei aiutano a migliorare significativamente il flusso di cassa, generando risparmi sui costi per le imprese, in particolare per le Pmi, compresi i commercianti. Inoltre presentano il grosso vantaggio di liberare il denaro attualmente bloccato in transito nel sistema finanziario, il cosiddetto “fluttuante di pagamento”.

Oggi come oggi, se un cliente dispone un pagamento nel pomeriggio di venerdì, il beneficiario dello stesso se lo vedrà accreditato soltanto il martedì successivo. La Commissione europea intende modificare questa situazione, così che un bonifico che parte alle 19.00 (di qualsiasi giorno) viene recepito un minuto più tardi.

Cosa serve per procedere

La proposta formulata dalla Commissione europea si basa su quattro requisiti.
Anzitutto rendere i pagamenti istantanei in euro universalmente disponibili. I fornitori di servizi di pagamento dovranno quindi predisporre una versione istantanea entro un periodo definito.

In secondo luogo, i fornitori di servizi di pagamento devono garantire un prezzo uguale tra pagamenti istantanei e bonifici tradizionali.
In terzo luogo, i fornitori devono verificare la corrispondenza tra il numero di conto bancario (Iban) e il nome del beneficiario fornito dal pagatore, questo per evitare errori o frodi.
Infine, bisogna eliminare le frizioni nell’elaborazione dei pagamenti istantanei in euro, preservando l’efficacia dello screening delle persone soggette a sanzioni dell’Ue.

mercoledì 19 ottobre 2022

Pagamenti elettronici, aumenta ancora la diffusione

Continuano ad aumentare sempre di più i pagamenti cashless. Secondo una recente indagine effettuata da SumUp, il numero medio di transazioni digitali effettuate dagli esercenti è cresciuto del 17% rispetto allo scorso anno. Addirittura rispetto al 2019, l'anno che ha preceduto la pandemia, la crescita è del 128%.

Digitale e pagamenti

pagamentiE' fuor di dubbio che in Italia ci sia stata una forte accelerazione dei pagamenti cashless, e che ormai i pagamenti digitali hanno lanciato la sfida ai contanti e carte di credito. Ed è altrettanto fuor di dubbio che una spinta forte sia arrivata dall'emergenza sanitaria, con i conseguenti lockdown.
Anche gli incentivi hanno giocato un ruolo in tal senso, basta ricordare il credito di imposta a favore degli esercenti, oppure il Cashback di Stato e la lotteria degli scontrini a favore dei contribuenti. Tutto ciò ha consolidato l'abitudine ai pagamenti digitali nel corso del tempo.

Il decreto PNRR 2

Soprattutto nell'ultimo periodo, un ruolo lo ha recitato anche il decreto PNRR2, che ha introdotto delle sanzioni per quei commercianti che si rifiutano di accettare i pagamenti con carta.
Infatti subito dopo l'entrata in vigore delle sanzioni, il numero medio di transazioni per esercente è cresciuto di oltre il 13%, sebbene non in misura omogenea in tutto il territorio nazionale.

Cala il valore dello scontrino medio

Parallelamente all'aumento dei pagamenti digitali, sono invece calati gli importi medi transati. Nel 2022 il pagamento medio si è attestato infatti sui 40,8 euro, mostrando un calo costante a partire dal 2019 (-30%), quando era a 57,9, successivamente, ha toccato quota 51,3 nel 2020 e 43,4 nel 2021.   

Diffusione geografica e settoriale

A livello regionale la crescita più robusta l'ha registrata la Valle d'Aosta, dove i pagamenti elettronici sono cresciuti del 43,5%. Molto di più rispetto alla seconda regione con maggiore incremento, ossia il Lazio, con 28,7%. Sul podio si colloca anche la Lombardia, +25,4%.
Riguardo invece i settori di attività, l'aumento dei pagamenti elettronici si è registrato specialmente nei trasporti, in particolare nei taxi con + 86,8% rispetto al 2021. Seguono intrattenimento, caffè e ristoranti, tutti oltre la soglia del 50%.

giovedì 4 agosto 2022

Pagamenti digitali, ancora crescita in Italia nel primo semestre 2022

Gli italiani sono sempre più portati ad effettuare i propri acquisti tramite i pagamenti digitali. L'ultima ricerca “Digital Payments Monitor” di Worldline Merchant Services Italia, evidenzia infatti che nel primo semestre i pagamenti digitali in Italia sono cresciuti del 9,7% rispetto all'anno precedente.

I dati sui pagamenti digitali

pagamentiLa crescita ha riguardato tanto i volumi di pagamenti digitali quanto il numero delle transazioni che sono state regolate con le carte.
Il volume è salito dell’11,8% nel primo semestre 2022, rispetto al corrispondente periodo del 2021. La crescita è stata invece del 9,3% se confrontiamo i dati con la prima metà dell’anno del 2019.
Questo dimostra che gli italiani stanno prendendo sempre maggiore confidenza con il cashless, anche se il denaro contante resta un'abitudine che l’Italia non vuole abbandonare.

L'ammontare delle transazioni ha avuto una tendenza simile. Sono cresciute del 9,7% nel 2022 rispetto al 2021, mentre rispetto al 2019 la crescita è stata del 16,5%. Va precisato tuttavia che nel complesso il livello di pagamenti digitali in Italia resta ancora sotto il livello pre-Covid.

Entità delle operazioni

Per quanto riguarda l'ammontare delle transazioni, c'è stata una forte crescita di quelle inferiori ai 10 euro. Rispetto al 2021, la crescita è stata infatti del 14,9%.
Ancora più sostenuto è l'incremento rispetto al 2019: +61,6%, grazie anche al prolungato effetto positivo della operazione “cashback” sui pagamenti di piccolo importo.

Categoria merceologiche e territori

Analizzando i pagamenti digitali per categorie merceologiche, si nota che il settore alberghiero ha vissuto un vero e proprio boom. L'aumento dei pagamenti digitali è stato infatti del 185%. Un rally simile lo ha vissuto anche il settore della ristorazione, dove l'incremento è stato del 111%.

A livello geografico le transazioni regolate con pagamenti digitali sono aumentate più nel Settentrione che nel Meridione. Spicca la Valle d'Aosta, con un +176,6% (e un +85,9% per numero di transizioni). La maglia nera alla Sicilia dove addirittura si è registrato un calo dello 0,9%. Tuttavia le cose sono migliorate parecchio rispetto a qualche anno fa, quando al Sud i pagamenti elettronici crescevano poco creando un divario più ampio rispetto al Nord. 

venerdì 3 maggio 2019

Pagamenti, presto Facebook potrebbe lanciare una sua valuta virtuale

Un nuovo sistema per i pagamenti potrebbe presto rivoluzionare il modo di fare acquisti di miliardi di utenti, mettendo in seria difficoltà soprattutto il settore delle carte di credito. Questo perché lo starebbe per lanciare Facebook, il colosso social di Zuckerberg che ogni mese viene utilizzato da 2,7 miliardi di persone (incluse le applicazioni WhatsApp, Instagram o Messenger).

La Facebook-coin per i pagamenti

La notizia è stata data dal Wall Street Journal, secondo il quale l'azienda starebbe pianificando un sistema per pagamenti basato su criptovaluta, simile al Bitcoin ma con una differenza fondamentale: la moneta virtuale di Facebook non sarebbe fluttuante ma avrebbe un valore fisso. Questo impedirebbe le fortissime fluttuazioni di origine speculativa, che invece caratterizzano le altre criptovalute. Se confermata, la notizia sarebbe durissima per il settore delle carte di credito, dal momento che il “bitcoin” di Facebook non imporrebbe commissioni per gli acquisti online e quindi potrebbe mettere in pericolo il business degli operatori delle carte di credito.

La moneta digitale di Facebook (fulcro di un progetto iniziato più di un anno fa e denominato "Progetto Libra") potrà essere utilizzata sia per acquistare prodotti in rete, sia su Facebook come moneta di scambio tra gli utenti.

L'azienda non si sbilancia
 
Al momento non sono giunte conferme da Facebook, che si limita a dire che sta "esplorando diverse applicazioni per la tecnologia delle criptovalute". Tuttavia, secondo il quotidiano statunitense, l'azienda di Zuckerbeg starebbe già reclutando dozzine di operatori legati a siti di e-commerce o ai servizi finanziari per lanciare la propria rete. Inoltre ha già aperto delle negoziazioni con società di servizi finanziari e di pagamento come Visa e Mastercard, ma anche con società specializzate nei pagamenti elettronici come First Data.