giovedì 4 agosto 2022

Pagamenti digitali, ancora crescita in Italia nel primo semestre 2022

Gli italiani sono sempre più portati ad effettuare i propri acquisti tramite i pagamenti digitali. L'ultima ricerca “Digital Payments Monitor” di Worldline Merchant Services Italia, evidenzia infatti che nel primo semestre i pagamenti digitali in Italia sono cresciuti del 9,7% rispetto all'anno precedente.

I dati sui pagamenti digitali

La crescita ha riguardato tanto i volumi di pagamenti digitali quanto il numero delle transazioni che sono state regolate con le carte.
Il volume è salito dell’11,8% nel primo semestre 2022, rispetto al corrispondente periodo del 2021. La crescita è stata invece del 9,3% se confrontiamo i dati con la prima metà dell’anno del 2019.
Questo dimostra che gli italiani stanno prendendo sempre maggiore confidenza con il cashless.

L'ammontare delle transazioni ha avuto una tendenza simile. Sono cresciute del 9,7% nel 2022 rispetto al 2021, mentre rispetto al 2019 la crescita è stata del 16,5%.
Va precisato tuttavia che nel complesso il livello di pagamenti digitali in Italia resta ancora sotto il livello pre-Covid.

Entità delle operazioni

Per quanto riguarda l'ammontare delle transazioni, c'è stata una forte crescita di quelle inferiori ai 10 euro. Rispetto al 2021, la crescita è stata infatti del 14,9%.
Ancora più sostenuto è l'incremento rispetto al 2019: +61,6%, grazie anche al prolungato effetto positivo della operazione “cashback” sui pagamenti di piccolo importo.

Categoria merceologiche e territori

Analizzando i pagamenti digitali per categorie merceologiche, si nota che il settore alberghiero ha vissuto un vero e proprio boom. L'aumento dei pagamenti digitali è stato infatti del 185%. Un rally simile lo ha vissuto anche il settore della ristorazione, dove l'incremento è stato del 111%.

A livello geografico le transazioni regolate con pagamenti digitali sono aumentate più nel Settentrione che nel Meridione. Spicca la Valle d'Aosta, con un +176,6% (e un +85,9% per numero di transizioni). La maglia nera alla Sicilia dove addirittura si è registrato un calo dello 0,9%.

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