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mercoledì 31 luglio 2019

Credito al consumo sempre più diffuso: +8,8% in un anno (dal 2017 al 2018)

Il credito al consumo continua a crescere, e alla fine del 2018 lo stock di prestiti delle famiglie ha raggiunto quota 96 miliardi di euro. Rispetto all'anno precedente, c'è stato un incremento di ben 7,2 miliardi, che equivale ad una accelerazione dell’8,8% (appena meno rispetto al +9,3% messo a segno nel 2017).

I numeri sul credito al consumo

A evidenziarlo è un'indagine della Confesercenti, che ha analizzato i dati messi a disposizione della Banca d’Italia. Con il credito al consumo si intendono tutte quelle attività di finanziamento delle persone fisiche e delle famiglie che hanno lo scopo di sostenere i consumi o di rimandare o rateizzare i pagamenti. Ebbene questa modalità di pagamento dilazionato continua a diffondersi sempre di più, anche per piccoli importi. Ciò conferma che le famiglie italiane vedano ancora nel credito al consumo uno strumento valido per realizzare un progetto di acquisto, preferendolo ad altre forme di finanziamento.

La distribuzione geografica

Dal punto di vista geografico, è il Nord Ovest a segnare il tasso di crescita più elevato (+10,3%), seguito da Nord Est e Centro (+9,8% e +9,6%). Andamenti lenti, invece, per quanto riguarda le macro-aree del Sud e nelle Isole che segnano un +7,3%. A livello di regioni, la Lombardia è quella dove il credito al consumo è cresciuto in misura maggiore in termini assoluti: +1,4 miliardi in un anno, quasi il 20% dell’incremento totale nazionale. Seguono Lazio (+810 milioni di euro) e Veneto (+591 milioni). Il credito al consumo fa invece registrare variazioni ridotte in Valle d’Aosta (+17 milioni), Molise (+27) e nelle Province autonome di Trento e Bolzano (+98 milioni).

Il credito al consumo sta diventando una opzione molto interessante anche per le piccole imprese, anche perché si stanno diffondendo strumenti per favorire acquisti dilazionati anche per importi relativamente bassi, come nei negozi di abbigliamento, che potrebbero avere un'efficacia per rilanciare le vendite in una fase difficile di crisi per il commercio.

sabato 15 giugno 2019

Liquidazione o salvataggio? L'incubo per Alitalia non è ancora finito

La vicenda Alitalia si sta trascinando avanti da tantissimo tempo, ma la luce in fondo al tunnel ancora non si vede. Non è ancora scongiurato il pericolo di liquidazione, anche se si sta provando l'impossibile per giungere al salvataggio della compagnia.

Alitalia, proroga per evitare la liquidazione

L'ultimo atto di questa storia è la proroga per l’offerta di Fs. E non è mica la prima volta che succede, è la quarta. Stavolta il termine ultimo è stato portato fino al 15 luglio. Questo prendere tempo da un lato tiene vive le speranze, ma dall'altro non rassicura affatto i lavoratori. I sindacati sono molto preoccupati perché l'incubo liquidazione non è scongiurato, e hanno ottenuto un nuovo incontro - il prossimo 3 luglio - al ministero dello Sviluppo con il ministero del Lavoro e quello delle Infrastrutture, la regione Lazio e i tre commissari Alitalia.

La situazione resta delicatissima. Anche se negli ultimi tempi Alitalia ha visto aumentare il traffico e le perdite si sono ridotte, ogni giorno se ne vanno in fumo circa 700mila euro. Alla fine di maggio i soldi in casa si erano assottigliati a 476 milioni, e continuano a scendere. Il Governo ha lanciato un'altra scialuppa di salvataggio sotto forma di blocco degli interessi (145 milioni) sul prestito ponte da 900 milioni concesso dallo Stato.

L'offerta di Lotito rimane l'unica

La convinzione che ci sarebbero state molte offerte per la nostra compagnia di bandiera, è svanita di fronte alla dura realtà. Finora malgrado numerosi tentativi di coinvolgere questi e quelli, l'unica offerta formalizzata è stata quella di Claudio Lotito, patron della Lazio. Ma ci sono forti dubbi (da parte di FS, Delta e la Lega) sulla sua solidità finanziaria. Gli altri nomi che sono stati accostati ad Alitalia finora rimangono ombre: la famiglia Toto, Atlantia, il fondo QuattroR, ecc ecc.

Sullo sfondo di questa delicata situazione, rimane l'incubo liquidazione. Se l'operazione di salvataggio non riuscirà ad andare in porto, Alitalia dovrà portare i libri in tribunale.