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martedì 4 dicembre 2018

Investitori più cauti, il sentiment è peggiorato a novembre

Il mondo degli investitori ha perso un po' di fiducia, stando ai risultati dell'analisi di State Street Global Exchange. L'indice che descrive l'andamento di questo fenomeno è sceso infatti a novembre di 1,7 punti. Pesa soprattutto la componente Nord America, dove è sceso da 81,6 a 79,2 punti. In Europa è salito di 0,4 punti ma comunque il trend è calante, in Asia addirittura la crescita è stata di 2,6 punti.

Il sentiment degli investitori

Il panorama è quindi abbastanza variegato. Ad eccezione degli investitori asiatici il sentiment è peggiorato. Il motivo è da ricercare in un contesto caratterizzato dalle turbolenze di mercato. Di conseguenza gli investitori stanno fortemente modificando la propria esposizione agli asset di rischio. Chi ha visto le previsioni cambio dollaro franco svizzero, avrà notato che molti analisti ritengono che la valuta elvetica, ritenuta da sempre porto sicuro, è data in possibile ascesa.

Non ci si deve sorprendere, se pensiamo a quanto accaduto negli ultimi mesi. In primavera è scoppiata la questione dei dazi commerciali, mentre in estate a dominare la scena è stata la crisi turca, che ha travolto tutte le valute emergenti. Sullo sfondo sono rimaste sempre la tensione Italia-Bruxelles sulla manovra economica del Belpaese, nonché la questione dei negoziati su Brexit. Insomma di fronti caldi ce ne sono stati parecchi, e questo giustifica il perché molti trader hanno seguito strategie trend following (breakout trading) ribassiste più che rialziste su molti asset.

Il calo registrato in quest'ultimo periodo è stato tra i più pesanti degli ultimi dieci anni. I peggioramenti di agosto e settembre sono infatti stati interpretati come un campanello d’allarme della volatilità di mercato, che ha dominato il quarto trimestre. La cosa che per certi versi sorprende è la crescita dell'indice in Asia. Tenuto conto infatti dei timori sulla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, ci si sarebbe atteso un calo forse ancora più drastico che altrove. Invece proprio lì il sentiment degli investitori è migliorato.

mercoledì 5 settembre 2018

Wall Street, la corsa di Amazon taglia il traguardo dei 1000 miliardi

Un altro membro si iscrive nell'elite esclusiva delle società giunte a 1000 miliardi di dollari di capitalizzazione a Wall Street. Il traguardo è stato infatti tagliato anche da Amazon, che raggiunge così l'altro colosso hi tech Apple (che aveva superato la storica soglia lo scorso 2 agosto). La conquista della soglia è avvenuta però più velocemente di quanto abbia fatto l'azienda di Cupertino, Amazon infatti ci ha messo 21 anni, mentre Apple 38.

La corsa di Amazon a Wall Street

La società di commercio elettronico statunitense è riuscita nell'impresa in una sessione non brillante per i listini americani, arrivando a superare la quota dei 2.050,27 dollari per azione. La corsa spedita dei titoli Amazon a Wall Street è cominciata un anno fa, quando valevano meno della metà di quel che valgono adesso. Dall'ultimo "black Friday" ad oggi hanno guadagnato il 109%. Da gennaio invece la crescita è stata di circa il 75%, aggiungendo 435 miliardi di dollari di valore alla società.

Questa performance assume ancora più rilievo se si pensa che a Wall Street, l'indice S&P500 nel frattempo è salito "solo" dell’8%. Niente male se si pensa che 24 anni fa, questa azienda nasceva all'interno di un garage di Seattle (come libreria online). Amazon oggi vanta vendite per 200 miliardi di dollari l'anno, con quasi 600mila dipendenti sparsi su tutto il globo. Il successo di questa azienda lo dimostra un dato: ogni americano che spende un dollaro facendo acquisti online, mezzo lo spende su Amazon.

Va detto che a Wall Street sono quasi tutti convinti che la corsa di Amazon non sembra destinata a fermarsi. Il colosso americano infatti si è introdotto nel settore della sanità a stelle e strisce, si sta affermando sulle raccolta pubblicitaria online, e allo stesso tempo alcune indiscrezioni riportano che ha avviato contatti con Hollywood per finanziare alcuni film in cambio dei diritti online.

lunedì 21 maggio 2018

Market Mover della settimana dal 21 al 25 maggio

Sarà ancora il dollaro il grande protagonista di questa settimana sui mercati valutari. Soprattutto la questione delle tariffe commerciali con la Cina daranno la spinta o meno al biglietto verde nei prossimi giorni, anche se pure il panorama dei market mover macro in uscita potrebbe avere il suo peso.

Come quasi sempre accade, il lunedì è il giorno meno ricco di spunti mentre da domani cominceranno ad arrivare i report più interessanti. Si comincia ad esempio con la pubblicazione dei dati sulle scorte settimanali di petrolio, che verranno pubblicate negli Stati Uniti. Chi conosce i migliori broker CFD, cosa sono e come funzionano, sa bene che questo dato può avere delle ripercussioni sia sul mercato delle commodities che su quello valutario.

Market mover più interessanti

Mercoledì invece sarà una giornata densa di spunti e market mover. Sono in uscita infatti alcuni dati europei di spessore, come il dato tedesco del PIL, atteso in rallentamento allo 0,3% contro il precedente + 0,6%. Sempre in Germania verrà reso noto l’indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero (atteso in lieve flessione). Per l'area Euro ci sarà l’indice composito dei servizi e quello PMI manifatturiero. Occhio poi al dato della UK sull'inflazione annuale, probabilmente stabile al 2,5%. Negli USA, focus sui verbali dell'ultimo meeting del Fomc, nonché sui dati di vendita di nuove abitazioni e sulle scorte di petrolio greggio. Sarà quindi una giornata intensa per chi adotta una strategia scalping Forex 1 5 minuti.

Giovedì in Gran Bretagna sarà tempo di dati sulle vendite al dettaglio, mentre la BCE pubblicherà le minute del meeting inerente le decisioni di politica monetaria, che potrebbe fornire qualche indicazione interessante riguardo al futuro. Infine venerdì prossimo sono in uscita altre interessanti leve per i trader. Ad esempio l’indice IFO sulla fiducia delle aziende tedesche, ma anche il PIL della Gran Bretagna e negli USA i dati sui principali ordinativi di beni durevoli. Parlerà poi il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell.

lunedì 9 aprile 2018

Investitori online, ecco gli eventi settimanali in calendario

Sono focalizzati soprattutto sugli eventi in programma negli USA, gli investitori online. Questa settimana infatti il calendario economico è avaro di appuntamenti rilevanti nel Vecchio Continente, mentre al di là dell'oceano di cose rilevanti ci sono eccome. I trader sono quindi pronti, hanno sottomano gli orari apertura mercati forex e sono pronti a implementare le loro strategie basate sulle notizie.

Appuntamenti in Europa per gli investitori online

Come detto, in Europa non ci sono grandi spunti di rilievo che possono interessare gli investitori online. Settimana scarna di market mover e di indicatori congiunturali. Quelli più importanti saranno di livello nazionale. Infatti è previsto l’aggiornamento sull’andamento della produzione industriale sia in Francia che e in Italia, nonché il report aggregato per l’intera area Euro. Quest'ultimo dovrebbe recuperare a febbraio dopo aver avuto un forte calo a gennaio (anche se il dato era fortemente condizionato da effetti di calendario).

Sempre in Europa sono in uscita i verbali della riunione di marzo della BCE. Non ci si attendono grandissime novità riguardo alle posizioni interne al Consiglio, circa la questione del Quantitative Easing. Il rialzo dei tassi dovrebbe essere rinviato al 2019, quando peraltro Draghi concluderà il proprio mandato alla guida della Eurotower.

Sono invece importanti gli appuntamenti con gli USA. Gli analisti dei miglior broker di trading online autorizzati sono già all'opera per valutare le mosse da farsi. Il focus della settimana sarà la lettura dei verbali della riunione del FOMC. Essi dovrebbero confermare l'intenzione di procedere a un numero minimo di tre rialzi dei tassi sia nel 2018 sia nel 2019. Dovrebbe inoltre emergere maggiore ottimismo circa il raggiungimento dell’obiettivo di inflazione. Ed a proposito di inflazione, gli investitori online sono concentrati sui principali indici di prezzo di marzo. Le indicazioni sembrano essere orientate a un incremento moderato, forse di 0,2% - 0,3% su mese per prezzi al consumo, alla produzione e all’importazione.

mercoledì 28 marzo 2018

Lira Italiana, per i nostalgici ecco la criptovaluta che la riporta in vita

I nostalgici della vecchia Lira Italiana potranno riaverla come moneta. Anche se si tratterà non della valuta tradizionale, bensì di una valuta elettronica. Il progetto è stato messo a punto da un team di sviluppatori provenienti da 5 paesi diversi, che si occupano di dare vita alla "Italian Lira - ITL". Il progetto prevede la creazione di una moneta digitale che sfrutta la Blockchain di Ethereum. I principi di fondo sono i soliti: creare un sistema di pagamento che sia indipendente dal controllo dei governi e delle banche centrali.

Il ritorno della Lira Italiana

Chiaramente i destinatari principali di questo progetto sono italiani. In special modo quelli che vedono nell'euro una delle cause dei problemi del Belpaese, e che vorrebbero un Governo capace di attuare una "Brexit made in Italy", dicendo addio alla UE e riprendendosi la propria identità a cominciare - appunto - proprio dalla moneta. Per loro il bilancio di questi decenni con l'euro sono negativi. Anche se soltanto virtuale.

La nuova Lira Italiana è disponibile su diverse piattaforme di scambi: Stocks Exchange, Token Store, ForkDelta fino, EtherDelta. Il meccanismo di compravendita è identico a quello di tutte le altre altcoin. Si effettuano attraverso i token, così come avviene per Bitcoin e le sue sorelle digitali. Il progetto comunque è ancora in fase di sviluppo, dopo aver concluso la prima fase alla fine del 2017 adesso entrerà nella seconda. Questa prevede la creazione del sito internet (passo già compiuto) e quindi il listing dei token creati e la loro vendita. Secondo il crono-programma degli sviluppatori, a partire dal 2019 ci sarà la distribuzione ai clienti e, per finire, lo sviluppo dei primi POS per i pagamenti.

Il progetto è molto ambizioso quindi, anche se il futuro delle criptovaluta è tutto da decifrare. Basterà fare leva sui nostalgici per ridare appeal alla vecchia Lira Italiana?

mercoledì 14 marzo 2018

Valute, i trader si chiedono che direzione prenderà l'Eur-Usd

La coppia di valute più scambiata a livello globale è stata anche quella che ieri ha animato di più le piazze di trading. L'inflazione Usa e il licenziamento via Twitter del segretario di stato Tillerson sono i due eventi clou del giorno. Anziché imprimere una decisa rotta al cambio Euro Dollaro, però hanno solo finito per alimentare la situazione di incertezza. La giornata di ieri è stata molto movimenta, ma ha finito per non intaccare il canale dentro il quale la coppia si muove da tempo.

I market mover delle valute

Questa mattina il cambio Eur-Usd si muove in area 1,2391, premiando l'euro tra le due valute. Gli analisti dei broker con spread bassi forex continuano a non sbilanciarsi. Dal punto di vista tecnico si può identificare una resistenza verso quota 1,2410, che comunque sembra essere un target non facile da raggiungere. L'eventuale nuova accelerazione della valuta comunitaria infatti dipende anche dall'attivazione di una fase laterale di accumulazione. Cosa che finora non è avvenuta.

I trader che fanno Forex sono stati ieri alle prese con il report sulla inflazione americana. I dati sono stati coerenti con le aspettative: a febbraio è salita al 2,2% dal 2,1% del mese precedente mentre la crescita dei prezzi depurati dalle componenti più volatili (inflazione core) è stata dell'1,8%. Assolutamente inattesa invece è stata la notizia del licenziamento di Tillerson da parte di Trump. L'allontanamento del Segretario di Stato è una mossa da interpretare. C'è chi dice che sia un segnale di perseveranza riguardo alla guerra sui dazi, altri dicono che sia un segnale rivolto all'Iran.

Ad ogni modo, l'andamento del cross Eur/Usd viene visto ancora incerto dagli analisti nel breve periodo. Un dilemma più arduo di quale broker forex scegliere. Ci sono segnali trading molto divergenti tra loro, e proprio per questo non è facile stabilire quale direzione potrebbe essere intrapresa dalla coppia più famosa del mondo del trading online.

martedì 6 marzo 2018

Banca NS, guadagno super con il trading discrezionale

Giornata interessante e ricca di spunti per la Svizzera e per la Banca NS. Anzitutto questa mattina era atteso il dato riguardante l'inflazione. Secondo il Bundesamt für Statistik (Bfs, l'ufficio nazionale di statistica elvetico), nel corso dell'ultimo mese la dinamica dei prezzi al consumo ha registrato un calo allo 0,6% annuo dallo 0,7% registrato in gennaio. Valore comunque in linea con le attese degli economisti. Su base mensile invece l'inflazione sale dello 0,4% contro lo 0,3% del consensus.

Dopo questa rilevazione, il valore del franco sul mercato valutario è andato in lieve discesa. Come abbiamo visto sul miglior Forex broker trading il franco ha perso leggermente sia contro l'euro che contro il dollaro. Rispetto al biglietto verde comunque c'è da ricordare un trend crescente in corso da un mesetto circa. L'inizio di marzo invece ci sta consegnando un euro in deciso apprezzamento rispetto alla valute elvetica. Il CHF si è mosso sull’onda dell’avversione al rischio generata dal voto per posta in Germania e dalle elezioni in Italia.

Il trading discrezionale della Banca NS

C'è anche un'altra notizia che riguarda la Svizzera. Il 2017 infatti è stato un anno eccellente per il trading discrezionale della Banca NS. L'istituto centrale Svizzero infatti ha messo su un guadagno pari a 54,4 miliardi di franchi nel 2017. Il guadagno è addirittura pari al 29% rispetto a quello del 2016 (CHF 24,476 mld). Questo straordinario risultato si deve soprattutto ai rialzi sulle posizioni in valuta estera, pari a 49,7 miliardi, e alle plusvalenze sulle disponibilità in oro (che sono state di 3,1 miliardi). Roba che chi le app bonus trading senza deposito se lo sognano.

A favorire un rally rialzista è stato proprio il massiccio portafoglio in azioni detenuto dalla Banca svizzera (21,5 miliardi netti). I Cantoni possono brindare visto che in base alla legge potranno ottenere dalla distribuzione dei profitti circa 1 miliardo di franchi più un altro ancora come distribuzione supplementare.

venerdì 2 febbraio 2018

Mercati emergenti, ci sono ottime occasioni anche nel 2018

Nel corso dell'ultimo anno, gli investimenti nei mercati emergenti hanno regalato grandi soddisfazioni agli investitori azionari. Qualche dato lo rende palese. Ad esempio, a fronte di un ragguardevole +23,48% messo a segno dall’MSCI world index (ovvero l’indice delle Borse mondiali dei paesi sviluppati), lo stesso indice che però si riferisce ai mercati emergenti (l’MSCI emerging markets) è riuscito finanche a fare molto meglio: +37,98%.

Buona parte di questa super-performance è merito dei BRIC (Brasile, Russia, India e Cina). Se restringiamo il campo solo a loro infatti, il rendimento arriva addirittura al +45,46%.  Insomma, chi ha sfruttato la piattaforma migliore per trading online per fare affari con l'azionario dei paesi emergenti avrà brdinato parecchio.

Dove puntare nei mercati emergenti

Spostiamo adesso l'attenzione su quello che è stato realizzato nei paesi dell'America Latina, dove arriviamo al +27,07%. Certo siamo indietro rispetto ai valori precedenti, ma si tratta di un valore che deve far accendere molte lampadine nella mente dei trader. Infatti il Sudamerica potrebbe essere la grossa sorpresa di quest’anno, tenuto conto del potenziale. Da lì molti si aspettano di assistere al balzo maggiore. Per cui tenetevi pronti con i siti migliori per fare trading online.

Ciò vale specialmente per il Brasile, che sta venendo fuori da una grave recessione e dovrebbe far segnare il maggior tasso di crescita del continente (da 0,6% del 2017 al 2,6%). Discorso analogo si può fare anche per altre economie come Perù, Cile, Colombia, Messico e Argentina. Dal paese argentino ci si aspetta la maggiore contrazione dell’inflazione, che dovrebbe passare dal terribile valore del 24% nel 2017 fino a un molto più moderato 18% del 2018.

lunedì 29 gennaio 2018

Investimenti online, i dati passati non sono sempre amici del trader

Il fattore decisivo quando si fanno gli investimenti online è scegliere il momento giusto per uscire dal mercato. Se la previsione è sbagliati la scelta del momento per uscire argina le perdite, se la previsione è corretta invece ci consente di ampliare i guadagni. Molti trader assumono questa decisione valutando soprattutto i dati delle performance passate, così da orientarsi nelle proprie scelte. In realtà però questo atteggiamento è sbagliato perché ciò che è accaduto prima non è indicativo di ciò che potrà accadere in seguito. Resta comunque valido il principio che bisogna analizzare e contestualizzare quanto è accaduto.

Un rischio per gli investimenti online

Vediamo un esempio applicato ai titoli, in particolare alle azioni, sfruttando una piattaforma trading demo gratis migliore. Possiamo vedere che un paio di anni fa molti erano sicuri che le azioni fossero arrivate al top dopo una lunga corsa degli indici. Un rally lungo addirittura 7 anni, visto che l’indice S&P500 tra il 9 marzo 2009 e i 31 dicembre 2015 ha avuto un rialzo del +202%. Malgrado i presagi funesti, nei 12 mesi successivi non c'è stato alcun calo ed anzi lo S&P500 è salito di un altro 9,5%. E nel 2017 la storia si è ripetuta: anche in questo caso però il bilancio finale è stato +19,4%.

Un discorso simile vale anche per altri settori di investimenti online, come quello valutario. Sul cambio euro real brasiliano previsioni dicevano che sarebbe calato. E' vero che l'economia brasiliana è cresciuta molto, ma al tempo stesso è cresciuta anche quella europea. Alla fine l'euro si è rafforzato.

Tutto questo evidenzia che chi fa investimenti online (specialmente in azioni), deve essere consapevole che vanno considerati molti aspetti e non solo i dati passati. Se c'è un trend prolungato, non è detto che finirà per forza. Ma è probabile che i margini per un ulteriore marcia sono molto più limitati rispetto a prima. Ma non va mai dimenticato il contesto in cui si muove il mercato.

venerdì 26 gennaio 2018

Azionario in volo con Trump: metà dello S&P500 ha guadagnato più del 20%

L'effetto Trump ha fatto felici molti investitori di Wall Street. Da quando il presidente USA è in carica, l'azionario statunitense ha infatti tratto benefici enormi. Come quelli ottenuti da chi ha saputo scegliere con cura il momento in cui entrare e uscire dai mercati. In media chi ha puntato sull’azionario americano dovrebbe aver ottenuto un guadagno del 20%. Tuttavia l'andamento dell'azionario evidenzia una tendenza al rallentamento.

Infatti l’indice S&P500 dal giorno in cui Trump venne eletto (8 novembre 2016) è riuscito a spiccare un rialzo del 30,8% fino al 19 gennaio scorso 2017. Dal giorno dopo, ovvero quando Trump prestò giuramento, la marcia al rialzo dell'indice S&P500 è stata più lenta: 23,6%. Complessivamente da quando Trump è in carica più della metà dei titoli che fanno parte dello S&P 500 è salito del 20% o più. Bene.

L'analisi dei dati del mercato azionario

Se si esamina in modo più analitico l'indice, si scopre inoltre che tre società hanno messo a segno un rialzo superiore al 100%, altre 12 sono state in grado di piazzare uno scatto tra il 75% e il 99%, mentre 44 imprese hanno registrato un incremento più moderato ma comunque oltre il 50%. La maggior parte invece si colloca nella fascia di incremento tra il 25% e il 49%.

C'è però un altro dato importante: anche se alcuni settori sono stati più brillanti di altri (tecnologia, finanziari, healthcare, beni di consumo discrezionali, materiali di base e industriali, beni di prima necessità e energia), la crescita è stata trasversale ovvero ha coinvolto tutti i settori. I meno brillanti sono stati utilities, immobiliare e telecomunicazioni.

Va pure detto che questo clima euforico non sembra destinato a finire. secondo alcuni analisti infatti la festa non sembra ancora finita, e c'è spazio per altri guadagni. In special modo, a Wall Street non sarebbero ancora stati incorporati tutti gli utili aziendali legati ai tagli alle tasse voluti da Trump (diventati legge il 22 dicembre).

venerdì 19 gennaio 2018

Ripple, molto più che una valuta digitale su cui fare trading

Sul mercato delle criptovalute, sotto i riflettori ci sono finiti soprattutto Bitcoin ed Ethereum. Ma nel vasto mercato delle monete digitali c'è un terzo elemento che invece merita molta attenzione. Si tratta di Ripple. Non a caso parliamo di uno degli asset più negoziati in assoluto in Corea del Sud, ovvero il mercato leader per le criptovalute. Giovani e anziani hanno investito molto in questo settore, con la speranza (non sempre verificata) di ottenere un rapido profitto.

Nel corso degli ultimi mesi l'XRP - l'abbreviazione di Ripple - è giunto tra le prime cinque criptovalute per capitalizzazione di mercato su CoinMarketCap. Basta vedere su una qualsiasi piattaforma di trading l'andamento delle quotazioni per verificarlo (qui è spiegato come funziona BDSwiss guida). Un guadagno di quasi il 150% durante la prima settimana di gennaio ha reso uno dei fondatori di Ripple e ora presidente, Chris Larsen, il quinto uomo più ricco del mondo. Egli ha un patrimonio stimato cresciuto fino a circa $ 55 miliardi.

Le differenze tra le altre valute digitali e Ripple

L'omonima azienda che lo elabora si trova a San Francisco, ed è stata fondata nel 2012 come fornitore di un sistema di elaborazione dei pagamenti in tempo reale basato su blockchain. Ebbene, anche se Ripple e Bitcoin sono comunemente associati entrambi al concetto di criptovalute, esistono delle notevoli differenze tra loro. E non ci riferiamo al fatto che ormai si puà fare trading cfd Bitcoin futures Markets.com. C'è molto altro.

Mentre Bitcoin è una valuta digitale basata sulla blockchain, Ripple è una rete di regolamento dei pagamenti in tempo reale con una valuta virtuale che funziona su una blockchain aziendale che afferma di avere più di 100 clienti in tutto il mondo, inclusi American Express, Santander e UBS. Dal punto di vista tecnico, Ripple è la risorsa digitale più veloce che eista, visto che gestisce 1.500 transazioni al secondo contro le 7 di Bitcoin.

Inoltre Ripple non mira a sostituire l'offerta legale esistente, a differenza di Bitcoin, bensì funziona assieme alle valute legali per consentire pagamenti più veloci ed efficienti. La valuta supporta anche pagamenti transfrontalieri più rapidi. Una delle principali critiche rivolte a Ripple è che non è completamente decentralizzata in quanto i validatori della rete distribuita sono entità note come banche e società di servizi finanziari, a differenza della blockchain di Bitcoin che fa affidamento su minatori anonimi. Ed ancora, XRP non consuma energia per il suo mining, visto che pre-esiste nella rete.

lunedì 15 gennaio 2018

Euro e dollaro, settimana calda. Valuta unica alla prova dell'inflazione

La settimana sui mercati finanziari comincia con pochi spunti macro e tanta curiosità di vedere se l'euro cavalcherà ancora il rally rialzista. La valuta unica ha chiuso l'ultima settimana con uno slancio pazzesco che ha avuto due origini. Da una parte il contenuto delle minute della BCE ha evidenziato la possibilità di un cambio di rotta della politica monetaria, ovvero il tanto atteso rialzo dei tassi. Dall'altra l'accordo politico raggiunto in Germania per la formazione del nuovo Governo, ha dato un'ulteriore spinta alla valuta comunitaria.

Gli appuntamenti macro con euro e dollaro

L'avvio di questa settimana pare proseguire sulla falsariga di come si era chiusa la precedente. Questa mattina abbiamo visto su Plus500 che la moneta unica ha guadagnato ancora terreno sul dollaro portandosi oltre 1,22 (qui c'è la guida come usare Plus500 web trader). In giornata non sono attesi grossi dati macro, anche perché negli USA i mercati sono chiusi per le festività del Martin Luther King Day. Il dato più interessante è la bilancia commerciale di novembre dell'Eurozona.

Piatto più ricco quello di domani, dove sono attesi i dati sull'inflazione in Germania, Italia e Gran Bretagna. Nel primo pomeriggio occhio all'Indice Empire State Manufacturing degli USA. Ma è dopodomani che si avrà un dato molto atteso, ovvero quello finale del'inflazione nella Eurozona. Se dovesse essere positivo, è facile attendersi che l'euro salirà ancora contro il dollaro (riguardo al quale alle 20 ci sarà il Beige Book). Non a caso molti per allora avranno scelto il broker con spread bassi forex per poi tuffarsi nel mercato.

Giovedì toccherà ad alcuni dati dalla Cina (PIL, Produzione industriale, Vendite al dettaglio) e sarà seguito con attenzione l'intervento di Weidmann (membro BCE e Bubdesbank), uno di quelli che spinge per il rapido rialzo dei tassi da parte della BCE. Dagli USa arriverà l'Indice Philadelphia Fed Manufacturing gen e le richieste settimanali sussidi disoccupazione. Venerdì si chiude invece con l'Indice fiducia consumatori (Univ. Michigan).

sabato 2 dicembre 2017

Bitcoin sempre più da record: superati gli 11mila dollari


Dopo che Bitcoin è riuscito a raggiungere e superare quota 10mila dollari, l'attività degli speculatori sta raggiungendo altri nuovi picchi estremi. C'è chi vede un futuro irrefrenabile, tanto da ipotizzare quota 100mila dollari, mentre altri (come Jamie Dimon di JP Morgan) continua a bollare il Bitcoin come una frode. Di sicuro c'è una forte preoccupazione riguardo alla possibilità che possa scoppiare una bolla finanziaria.

Chi pensava di averle viste tutte sull'ottovolante della Borsa, mai si sarebbe immaginato di assistere a un fenomeno come Bitcoin. che nel frattempo ha ricevuto un importante riconoscimento. La Cme (Chicago Mercantile Exchange) e la Chicago Board Options Exchange, due listini di Borsa privati, hanno deciso di introdurre la circolazione dei Bitcoin. "Abbiamo avuto discussione rigorose" con le piattaforme di scambio per migliorare i contratti e per "assicurare standard appropriati di supervisione su questi contratto" afferma la Cftc. Una cosa che di fatto rappresenta una tacita approvazione del settore delle criptovalute nel suo insieme.

Altri record per Bitcoin

Quel che è certo è che la criptovaluta più famosa e scambiata al mondo riserva molte insidie. Quando si fa trading su Bitcoin si sa come si comincia ma non si sa come fa a finire. Con rialzi e ribassi da capogiro. Ad esempio, il giorno dopo il record di novembre c'è stato un crollo del 20%. Tutto in sole 24 ore, mandando in crisi quelli che fanno trading con la piattaforma migliore opzioni binarie. Del resto, appena un anno fa, il Bitcoin veniva scambiato a 800 dollari.

Oggi sabato, la criptovaluta più nota al mondo viaggia su 11130 dollari, macinando altri record. Dal punto di vista tecnico,  seguendo la strategia Parabolic sar forex evidenziamo una tendenza ancora fortemente rialzista. Del resto il prepotente rally degli ultimi mesi, in scia al balzo della domanda e all’imminente arrivo di futures ed ETF sulla criptovaluta, ha portato a quotazioni più che decuplicate rispetto ai livelli di inizio anno.

venerdì 10 novembre 2017

Mercato del Bitcoin in altalena: giù del 13% in due ore, poi la risalita

La giornata di ieri è stata intensissima per Bitcoin. Verso il tardo pomeriggio c'è stato un profondo calo del prezzo, innescato da una comunicazione di Mike Belshe (amministratore delegato di BitGo) che ha spiegato le ragioni per cui non supporterà il fork Segwit2x. La nota peraltro è sottoscritta da diversi personaggi molto influenti nel mondo delle criptovalute, come i CEO di Xapo, Blockchain, Bitmain, Bloq e Shapeshift. Viene spiegato che non è stato raggiunto un consenso ampio per l'aggiornamento. Lo scopo iniziale di SegWit2X infatti era quello di migliorare la scalabilità di Bitcoin e ridurre le elevate commissioni. Tuttavia questo progetto poteva contare solo su un supporto del 30% dei miners. Pochi secondo Belsh.

Turbolenza sul mercato del Bitcoin

bitcoinLa pubblicazione della nota ha innescato un'ondata di acquisti e successive vendite sul mercato del Bitcoin, registrata da ogni migliore piattaforma per trading online. Il prezzo infatti si è impennato fin quasi 8mila dollari, per poi crollare sotto i 7mila su alcune piattaforme di cambio (movimento del 13% in meno di 2 ore). Solo dopo c'è stata una stabilizzazione verso quota 7.300.
La cancellazione del Fork ha generato incertezza (non a caso oggi i migliori segnali di trading opzioni binarie gratis sono altalenanti), e questo è fonte di preoccupazione per i trader. Ricordiamo che quello dei Bitcoin è un mercato dove ci sono tanti speculatori, che potrebbero voltare le spalle per un non nulla. Infine, sottolineiamo che ieri era anche circolata la voce secondo la quale un piccolo gruppo di miner avrebbe voluto procedere con il fork, ma è una voce che non ha avuto seguito e che è stata pressochè ignorata anche dai trader.
Riguardo oggi, il mercato del Bitcoin sembra entrato in una fase di consolidamento. Probabilmente gli investitori stanno ancora valutando gli effetti e l’impatto dell’annullamento del Fork. Magari questa fase favorirà Ethereum, visto che la confusione nel mercato del Bitcoin probabilmente spingerà i trader verso altre criptovalute.

lunedì 6 novembre 2017

Trading, la settimana passata e quella che comincia



Dopo aver vissuto alcuni giorni ad altissima intensità, soprattutto per via di una discreta mole di importanti dati marco, i mercati possono abbassare il ritmo. Così nel trading market la volatilità cala e rientra nella norma, al pari dei volumi. Sullo sfondo resta comunque un moderato ottimismo, soltanto attenuato dalle previsioni sui fattori di rischio. Insomma prudenza sì, ma davvero ridotta al minimo.

Appuntamenti marco per il trading


Sul valutario gli occhi sono puntati sulle decisioni in merito ai tassi da parte di Australia e Nuova Zelanda. Le banche centrali decideranno rispettivamente il 7 e il 9, per cui occhio ai migliori segnali opzioni binarie affidabili gratis in uscita nei prossimi giorni su Aud e Nzd. Il momento per questi due paesi non è positivo, visto che gli ultimi dati sono stati sotto le aspettative.

In Europa invece rimane sempre aperta la questione Catalogna, che per adesso resta fonte di bassissima preoccupazione per i mercati. Nell'ambito trading la questione è stata derubricata a fatto essenzialmente interno alla Spagna. Anche perché così la sta considerando la UE. Chi traffica con l'EUR insomma ha dedicato più tempo a cercare broker con spread bassi forex piuttosto che a occuparsi della questione spagnola.

Usa e Gran Bretagna


Più interesse riguardo alle vicende USA. La nomina di Powell quale futuro presidente FED, la presentazione della riforma fiscale (non senza polemiche), i dati sul lavoro e gli echi del Russian-Gate sono fattori che hanno inciso nei giorni scorsi sull'USD, e che potrebbero incidere ancora nei prossimi giorni, tenuto conto che ci avviciniamo al momento in cui la Fed dovrebbe alzare per la terza volta nell'anno i tassi.

Occhio intanto alla Gran Bretagna, dove la BoE ha appena stroncato gli entusiasmi del mercato, ricevendo in cambio una forte penalizzazione della sterlina. Resta l'incertezza sul fronte Brexit, visto che le trattative che vanno a rilento.

giovedì 5 ottobre 2017

Mercati ancora tiepidi riguardo alla questione della Catalogna

Il popolo dei trader sembra minimizzare la questione relativa alla indipendenza Catalana, anche se a ben guardare il rischio che possa avere una forte ripercussioni sui mercati c'è. Al momento gli investitori sono propensi a prevedere un esito meno invasivo della questione, che viene per lo più vista come una faccenda interna alla Spagna. Tuttavia, mentre si è impegnati a imparare la propria interfaccia di trading, a cercare i broker spread più bassi forex o valutare le proprie strategie, un occhio bisogna comunque darlo alla Catalogna.

Le ripercussioni sui mercati


La Commissione Europea ha preso già posizione contro la mossa Catalana, annunciando che se davvero si arrivasse alla indipendenza, la regione iberica verrebbe subito esclusa dall’UE. Chiaramente questo significa vivere una situazione di incertezza interna, che però ripercuote i suoi effetti anche all'esterno. La lealtà della Catalogna verso l’UE si sta esaurendo, mentre già da tempo questo è successo con Madrid. In sostanza, la Ue ha peccato in diplomazia.

Nel frattempo il governo regionale catalano ha annunciato altre manifestazioni, e la frange più radicale ha chiesto un’immediata dichiarazione unilaterale d’indipendenza, che potrebbe esserci nei prossimi giorni (con una possibile attivazione dell’Articolo 155).

Sul Forex negli ultimi giorni la moneta unica è rimasta stabile poco sotto quota 1,18 nei confronti del dollaro. Secondo i dati Markets (vedi qui markets.com recensione) c'è stato un calo lieve, anche perché l'euro trova benefici dalle ultime indicazioni giunte dagli indici PMI. Tuttavia saranno importanti i prossimi dati macro (come i NFP americani) e l'eventuale acuirsi delle tensioni spagnole per capire dove si sta avviano questo cross nel Forex.

domenica 1 ottobre 2017

Criptovalute di nuovo al centro del mirino delle critiche

Ci sono sempre le criptovalute al centro dell'interesse degli investitori. Dopo un paio di settimane di grosse difficoltà, il Bitcoin infatti è andato in rapida salita tornando oltre quota 4000 euro. I duri colpi incassati dalla Cina (che ha vietato le ICO, raccolte fondi) e da Jp Morgan (il cui Ceo ha definito le criptovalute come "frode") sono stati superati. Aveva ragione quindi chi pronosticava una ripresa del rally delle valute digitali.

Elogi e critiche alle criptovalute


Lo disse in special modo il 29enne Jay Smith, uno che di Bitcoin se ne intende visto che ha ottenuto quasi il 300% di profitto nell'ultimo anno, negoziando la criptocurrency più importante di tutte su eToro (dove vanta oltre 9mila follower). Rimandiamo ad altro sito per conoscere cos'è e come funziona eToro, qui basta dire che consente di clonare le mosse altrui, ed è inutile dire che Smith è seguitissimo. Il giovanotto londinese è convinto che il Bitcoin sia destinato a salire ulteriormente, e tornare oltre quota5mila dollari.



Occhio però, che proprio questo tipo di trading è stato molto criticato. Sappiamo che cos'è il fx trading, mentre il CFD (contratti per differenza) è uno strumento sintetico, che consente di fare trading sulle differenze di prezzo, senza cioè possedere materialmente il sottostante. Ma se il sottostante è un asset con alta volatilità come il Bitcoin, questo aggiunge difficoltà a difficoltà, e con la leva finanziaria può diventare molto insidioso, esponendo a gravi perdite il sottoscrittore.

Ecco perché bisogna fare molta attenzione quando si fa trading in CFD su degli asset molto rischiosi come i vari Bitcoin, Ethereum, ecc

domenica 10 settembre 2017

Investitori delusi dalla BCE. L'euro continua a marciare forte

La settimana che si è conclusa ha visto tutte le attenzioni puntate su Mario Draghi e il meeting della BCE. Tuttavia il numero uno della Eurotower ha fornito poche informazioni sul futuro del QE, tradendo così le aspettative degli investitori. La strategie è stata quella di prendere ancora tempo e non sbilanciarsi troppo. Come era previsto, la BCE ha deciso di non toccare il livello dei tassi d’interesse chiave, mantenendoli al livello minimo. Da parte dei trader c'era la speranza che Draghi presentasse un piano riguardo l'allentamento quantitativo, ma così non è stato. La discussione è stata rimandata alla fine dell’anno, ed anzi Draghi ha aggiunto che se sarà necessario il QE continuerà anche nel 2018.

Draghi non convince gli investitori

Nulla di nuovo quindi, e soprattutto non c'è stata alcuna reazione concreta a quello che è il problema principale della BCE, ovvero il forte apprezzamento dell’euro degli ultimi mesi. La valuta unica da inizio anno ha guadagnato quasi il 15% contro il dollaro e i migliori segnali gratis opzioni binarie continuano a puntare sul rialzo del cross Eur-Usd. Draghi ha solo affermato che la “volatilità dell’euro rappresenta una fonte d’incertezza", ma non ha detto nulla circa le mosse che intende fare. Gli investitori quindi non avranno certezze fino almeno alla prossima riunione di ottobre. Ma è plausibile che ogni risposta arriverà non prima di dicembre.

La reazione dell'euro durante la conferenza stampa è stata immediata. Dopo esserci chiesti quali sono i migliori broker opzioni binarie, apriamo le loro piattaforma e vedremo che l'EUR/USD si è impennato a 1,2059 e in seguito la sua salita è continuata fino a entrare nell'orbita 1,21. Il fatto che Draghi non sia sembrato troppo preoccupato per la forza dell’euro è stato interpretato come un segnale rialzista quindi.

Adesso gli investitori si stanno già concentrando sul prossimo evento chiave in calendario, ossia la riunione del FOMC - l'organo di politica monetaria della FED - in programma il 20 settembre. Al momento comunque non sembrano esserci le condizioni affinché la Fed possa continuare il suo programma di rialzo dei tassi, ma è comunque interessante sapere le novità riguardo la data d’inizio del programma di riduzione degli attivi di bilancio USA.

martedì 5 settembre 2017

Criptocurrency sotto pressione dopo il bando della Cina alle ICO

Tempi durissimi si prospettano per le criptocurrency. Secondo autorevoli indiscrezioni che giungono dalla Cina, l'istituto centrale cinese infatti si appresta a colpire duramente le raccolte fondi effettuare per finanziare i progetti sulle criptovalute. Le così dette ICO (Initial coin offering) avrebbero infatti violato le norme sulla raccolta fondi. In molti casi addirittura si è accertato che si tratterebbe di frodi belle e buone. Complessivamente, dall'indagine fatta dall'istituto cinese emerge che il 90% dei casi di ICO presenta delle violazioni, che verranno punite rigorosamente.

Le ripercussioni sul mercato delle criptocurrency

Inevitabilmente c'è stata una ripercussione sui mercati. Aprendo una qualsiasi piattaforma forex migliore per trading si vede chiaramente il grafico della coppia BTCUSD scivolare verso il basso. Dalla soglia dei 5000 si è passati in breve tempo sui 4300 dollari.

Ricordiamo che la Cina è uno dei mercati più proficui per coloro che fanno ICO sulle criptocurrency. Secondo la relazione del Comitato Tecnico Nazionale per la Sicurezza Finanziaria Nazionale della Cina, le raccolte effettuate nel territorio cinese hanno fruttato circa 2,6 miliardi di yuan, ovvero più di 300 milioni di euro. La scossa subita quindi è pienamente giustificabile. Nonostante il fatto che le autorità cinesi non abbiano emesso alcuna legge ufficiale, la ripercussione c'è già stata sul mercato. Va anche detto che molti dei progetti stanno cercando di dimostrare che operano legalmente, che effettivamente raccolgono fondi e lo fanno nel pieno rispetto delle leggi vigenti.

Quello che accadrà adesso è molto incerto, e suggerisce di limitarsi a fare operazioni virtuali sulla migliore piattaforma forex demo trading, piuttosto che avventurarsi nel mercato reale. Gli investitori probabilmente proveranno a vendere o convertire i Bitcoin in altre valute, e questo finirà per esercitare una certa pressione sul prezzo. Discorso non diverso vale anche per Ethereum, già scivolato dalla soglia dei 400 dollari fino a 300.

venerdì 1 settembre 2017

BCE, prove di frenata all'euro. Ma i mercati non abboccano

A pochi giorni dal meeting della BCE, sono giunti dei rumors riguardo un possibile incontro tra banchieri dell'istituto centrale. Roba da far drizzare le antenne agli operatori di mercato. Roba che fa venire il dubbio che magari la cosa sia stata montata ad arte, in modo da vedere le reazioni delle piazze alla notizia. Del resto c'è un precedente importante: quando Draghi parlò a Sintra un mesetto fa, malgrado non disse nulla di esplicito i mercati interpretarono le sue parole nel modo che vollero. Risultato: l'euro schizzò verso l'alto.

Le mosse della BCE


Quel precedente ha fatto capire come si stia vivendo il momento sui mercati, e quanto sia importante calibrare bene le parole. Forse proprio per questo sono emerse le voci di ieri. Per capire fino a che punto i mercati sono sensibili a ciò che accade sul fronte europeo. Non c'è dubbio che molti banchieri abbiano drizzato le antenne ieri per vedere le reazioni anche ai dati sull'inflazione. Il punto è che l'istituto europeo deve fare i conti con una valuta che è troppo forte. Peggio ancora sembra inarrestabile. Ha varcato i confini di 1,20 contro il dollaro, e chi fa analisi tecnica sul Forex avrà notato il comportamento dello stocastico (miglior settaggio stocastico lento 20 5 5) verso l'ipercomprato.


Ieri dopo quei rumors si è visto sì un immediato indebolimento, che però è rientrato riportando il cambio col dollaro in area 1,19 a fine giornata. La coppia EUR/USD durante tutta la settimana ha navigato in acque agitate, per lo più a causa del biglietto verde (si veda il cross con il trading system Ichimoku strategia).

È chiaro che la BCE è tenuta sotto pressione da un euro forte, ma Draghi nei suoi discorsi ha evitato ogni riferimento a quest’aspetto. D’altro canto, è chiaro che il calo del dollaro è visto di buon occhio dalla Federal Reserve. I timori che la BCE possa fare qualcosa per indebolire l'euro sono durati poco, insomma. Nessun terremoto, nessun overshooting. Del resto molti già si aspettano un rallentamento del ritmo al cui avverrà la riduzione del piano di acquisti. E molti si aspettano che questo annuncio non avverrà subito, ma solo al meeting di ottobre.