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venerdì 20 maggio 2022

Dividendi sta per arrivare il giorno tanto atteso dagli azionisti

L'inizio della prossima settimana sarà caratterizzato per il mercato azionario italiano soprattutto da un appuntamento molto atteso. Lunedì 23 maggio infatti sarà il giorno dei dividendi.

Chi pagherà i dividendi

Alla Borsa di Milano sono prossime a staccare il dividendo ben 19 società che sono quotate sul listino principale FTSE Mib. A queste si aggiungono 21 società quotate su altri indici.
Il piatto è quindi molto ricco e non potrebbe essere altrimenti, visto che parliamo di colossi come Eni, Intesa, Banca Generali

Va peraltro aggiunto che ben 7 società del listino principale hanno rendimenti superiori al 5%.

Qualche numero sui dividendi

Ad aprile l'Ufficio Studi di Equita per Mf-Milano Finanza ha elaborato dei calcoli riguardanti lo stacco dei dividendi a Piazza Affari nel 2022.
Complessivamente il totale erogato dalle società quotate sul listino milanese dovrebbe superare i 26 miliardi di dollari. Una cifra enorme, che supera di ben 9 miliardi di dollari quella dello scorso anno. Ci sono anche delle stime più prudenti che parlano di circa 23 miliardi, ma comunque parliamo sempre di cifre enormi.

Nota operativa: chi negozia titoli azionari con Vanilla Options, dovrebbe capire cosa succede quando un trader acquista un'opzione vanilla al prezzo bid ask.

Chi pagherà di più

Lo stacco dei dividendi consentirà a molti investitori di assorbire con il sorriso i recenti cali avvenuti in conto capitale. Nelle ultime settimane infatti la borsa italiana - come gli altri listini europei - ha vissuto un periodo complicato. Lo sa bene chi adotta strategia scalping RSI 5 periodi.

Se il dividendo medio sarà attorno al 4,2% (ben oltre la media dell'ultimo decennio pari a 3,44%), ci sono alcune aziende quotate che si spingeranno ben oltre.  

La migliore è Intesa San Paolo, che già a novembre scorso aveva pagato un acconto sul dividendo pari a 0,0721 euro per azione. Il 23 maggio staccherà un saldo di 0,0789 euro. Il dividendo totale sarà quindi di 0,151 euro per azione. In base agli attuali valori di Borsa, equivale a un rendimento complessivo che sfiora il 7,6%.
Al secondo posto c’è Azimut: 1,3 euro per azione con uno yield del 6,38%. In terza posizione Eni, che lunedì staccherà un saldo di 0,43 euro per azione.

martedì 16 novembre 2021

Borse europee fiacche, Milano scende dopo i record della vigilia

Le Borse Europee chiudono contrastate e comunque senza grandi strappi, confermando una certa cautela in attesa di segnali più chiari dai tassi d'inflazione e quindi dalle banche centrali. Milano è tra quelle che archiviano la seduta in ribasso. 

Cosa hanno guardato le Borse Europee

La giornata è stata caratterizzata da alcuni dati macro positivi in arrivo dall'Europa, per via delle indicazioni migliori delle attese sul PIL. Anche dagli Stati Uniti arrivano dati macro buoni, visto che le vendite al dettaglio e la produzione industriale sono andate meglio delle attese.

E poi c'è un altro aspetto che ha dato conforto agli investitori nelel Borse Europee, ossia il colloquio tra i presidenti Biden e Xi Jinping, che potrebbero portare a relazioni più distese tra Stati Uniti e Cina.

Milano in discesa

Come detto, tre le borse del Vecchio Continente c'è stato un andamento andivago. Se Francoforte e Parigi vanno in progresso, Londra e Madrid scendono. Molti di quelli che amano fare scalping Dax 1 minuto, oggi non hanno avuto un grosso lavoro.

Anche Milano si muove in lieve ribasso. L'indice Ftse Mib infatti perde 0,12% dopo che ieri aveva raggiunto nuovi massimi, e finisce a 27.833 punti. Sulla stessa linea baldna anche il FTSE Italia All-Share, che chiude sotto i livelli della vigilia a 30.450 punti.
Ha chiuso in rialzo invece la borsa di Wall Street.

I singoli titoli

A Piazza Affari il controvalore degli scambi in Borsa è attorno ai livelli della vigilia, con 2,04 miliardi di euro.
A livello di singoli titoli, il migliore del giorno tra le migliori Blue Chip è stato Interpump, +3,26%, che ha recupera dopo un periodo di recente debolezza. Inoltre l'indicatore ATR analisi tecnica sembra essere più positivo.
Si sono mosse in deciso rialzo anche DiaSorin (+1,46%) e CNH Industrial (+1,38%), così come Telecom Italia (+1,29%).

Male invece i titoli del settore finanziario, come le assicurazioni Generali (-2,47%) e le banche come Bper -1,3%, Unicredit (-1,2%) e Mediobanca (-1,1%).
Debole anche Amplifon, che ha ceduto l'1,7% finale, seguito da Terna (-1,6%).

giovedì 13 febbraio 2020

Borse, seduta in altalena sulle novità dalla Cina. Piazza Affari chiude sopra la parità

Giornata in altalena per le Borse, che vivono una prima fase molto deludente, per poi riprendersi proprio sul finale. Piazza Affari conclude la seduta in prossimità della soglia dei 25 mila punti, grazie soprattutto alla performance del comparto finanziario.

Il coronavirus e le Borse

Dicevamo di una giornata a fasi alterne, cominciata male con le vendite partite dall’Asia in scia dei nuovi dati sul Coronavirus. Le autorità cinesi della provincia di Hubei (dove si trova Wuhan, la città epicentro del contagio) hanno iniziato ad adottare una nuova metodologia per valutare l'impatto del virus, e questo ha prodotto un balzo di oltre 15mila nuovi casi e di 254 decessi. Il picco di nuovi casi ha deteriorato il morale degli investitori, spingendo le Borse europee in territorio negativo nel corso della mattinata. Alla fine però Milano recupera e chiude a 24.892,15 punti in progresso dello 0,12%. Il FTSE Italia All-Share a +0,10%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,09%, il FTSE Italia STAR a +0,14%.

Nel resto delle Borse d'Europa rimane il segno meno, ma molto modesto. Francoforte perde lo 0,04%; Parigi lo 0,19%; Madrid -0,3%. La piazza peggiore è Londra, che cede oltre un punto percentuale dopo le dimissioni a sorpresa del cancelliere dello scacchiere Sajid Javid. Secondo i giornali inglesi dietro quest’addio potrebbe esserci uno scontro con il primo ministro Boris Johnson.

Suggerimento: prima di operare sui mercati reali, occorre acquisire le giuste competenze. Ad esempio bisogna imparare l'utilità delle medie mobili trading, perché sono tra gli strumenti più utilizzati in assoluto.

A Milano brillano i titoli del comparto finanziario

A Milano, come detto, il merito della performance della Borsa è dovuto al comparto finanziario. In esso spiccano Nexi (+4,53%), Ubi Banca (+1,86%) e Banco BPM (+1,7%). Molto bene anche Telecom Italia (+3,65%), che ha capitalizzato il possibile accordo con KKR per rilevare Open Fiber. Sulla migliore piattaforma opzioni binarie possiamo anche vedere che salgono anche le azioni della Juventus (+1,39%) dopo l'annuncio del nuovo matrimonio con lo sponsor Allianz per un corrispettivo di 103 milioni. Il crollo dell’auto in Cina in gennaio spinge al ribasso Pirelli -2,15% ed Fca -1,21%. Male i titoli petroliferi Saipem -1,59%, Tenaris -0,98%, Eni -0,85%.

sabato 18 gennaio 2020

Borsa di Milano in rally. La settimana si chiude sui massimi di maggio 2018

Dopo la chiusura contrastata di giovedì, Piazza Affari e le borse europee volano sulla dopo che il commissario europeo per il Commercio (Phil Hogan) ha mostrato ottimismo riguardo alle trattative con Washington. Il placarsi dei timori per una possibile escalation delle tensioni commerciali tra gli alleati transatlantici, ha dato slancio a tutte le piazze europee compresa quella italiana.

Chiusura della Borsa di Milano

Il colpo di reni in chiusura di ottava consente al Ftse Mib di aggiornare i massimi da maggio 2018. L’indice guida di Piazza Affari ha chiuso a 24.141 punti, con un rialzo di quasi un punto percentuale. Nelle ultime cinque sedute l'indice delle blue chips ha messo a segno un progresso dello 0,5% rispetto al close del venerdì precedente. Il FTSE Italia All-Share chiude a +0,83%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,76%, il FTSE Italia STAR a +1,03%. Riguardo al resto d'Europa, il Dax30 ha guadagnato lo 0,72%, il Cac40 ha messo a segno un rialzo dell'1,02%.

Titoli in evidenza a Milano

A Milano si sono messi in evidenza Buzzi (+3,44%) e Diasorin (+2,81%). In generale i titoli dei settori dei materiali edili e delle costruzioni è andato forte, tanto che l'EURO STOXX Construction & Materials segna +1,2%. Prysmian ha chiuso a +2,9% dopo l'individuazione del guasto tecnico che ha interrotto il progetto Western Link lo scorso 12 gennaio. Buona la performance anche di STM (+1,51%), che ha seguito la corsa dei titoli tecnologici a stelle e strisce. Enel intanto prosegue il cammino verso i massimi storici (+1,5% a 7,725 euro), ma anche le altre utility marciano spedite (Snam e Terna).

La borsa americana

Per quanto riguarda Wall Street, la chiusura d'ottava è stata in moderato rialzo e sui nuovi massimi storici. La Borsa americana lunedì resterà chiusa per il Martin Luther King Day. Nel dettaglio, il Dow Jones ha strappato al close un rialzo dello 0,17% a 29.348,10 punti con al gancio il Nasdaq Composite, +0,34% a 9.388,94 punti. Bene pure l'S&P 500, +0,39% a 3.329,62 punti, mentre il Russell 2000 ha perso lo 0,33% a 1.699,64 punti.

giovedì 27 dicembre 2018

Borse Europee in calo, si sta chiudendo un anno pessimo

La penultima seduta del 2018 è stata all'insegna del rosso per le Borse europee. Tutte le grandi piazze del Vecchio Continente hanno infatti chiuso in territorio negativo, spinte al ribasso anche dalla debole performance di Wall Street.

Cosa frena le Borse europee

Sui mercati sta prevalendo l'orientamento alla prudenza, visto che se ne sta andando il peggiore anno dell'ultimo decennio e che rimangono ancora molte incertezze riguardo al futuro. Il rallentamento dell’economia mondiale infatti si manifesta in modo sempre più concreto, e come se ciò non bastasse ci si mettono pure le tensioni a livello internazionale a creare un clima di avversione al rischio nelle Borse europee.

In attesa che il prossimo 29 dicembre venga approvata la nuova legge di Bilancio, Milano ha lasciato sul parterre l’1,81%. Ma come detto c'è stata una chiusura in forte calo per tutti i principali indici delle Borse europee. Francoforte (-2,37%) ha accusato la performance peggiore del Vecchio Continente, risentendo dell’andamento del comparto auto. Male Londra (-1,5%) e Parigi (-0,6%). Lo spread BtP-Bund è sceso a 251,5 punti.

A livello di singoli titoli, possiamo ottenere i dati dalle piattaforme di trading online migliori. A Piazza Affari è andata malissimo per i bancari. Banco Bpm è scivolato del 2,45%, mentre fuori dal paniere principale va registrato il crollo del 18,7% di Banca Carige, dopo che l’assemblea di sabato scorso ha bloccato l’aumento di capitale. Telecom Italia ha perso il 3,7%, riavvicinandosi ai minimi che non si vedevano dall’estate 2013. Sono andate male le Saipem (-3,3%), le Fca (-3,86%) e le Ferrari (-2,97%), sulla scia della debolezza dei titoli auto tedeschi. In evidenza le Juventus (+1,14%) nel primo giorno di contrattazione nel Ftse Mib.

Il mercato valutario

Dalle Borse europee passiamo al fronte dei cambi. L'euro è scambiato a 1,14 dollari (occhio al ventaglio di gann trading fan). Contro lo Yen la valuta unica scambia a 126,48 yen, mentre il dollaro-yen si attesta a quota 110,8 (111,16). Va evidenziato che la Banca Centrale Europea nel suo Bollettino mensile ha ribadito che i tassi rimarranno attorno allo zero almeno fino all’estate 2019.

giovedì 6 ottobre 2016

Unicredit, vicina la cessione di Pioneer. C'è Amundi in prima fila

Mentre in borsa i titoli bancari viaggiano di buon ritmo, continua a catalizzare l'interesse del mercato la situazione di Unicredit, impegnato in un piano industriale importante. Di questo piano fa parte la cessione di Pioneer, dalla quale ci si attendeva un ricavo di poco superiore ai 3 miliardi di euro. Ebbene, la situazione potrebbe essere più rosea del previsto.

Pioneer mette le ali a Unicredit

unicreditPer altre ragioni il mercato ha già al centro dell'attenzione le banche (UBI sembra disposta a comprare le tre "good bank"), e quello riguardante Unicredit è un altro fronte che si aggiunge. La banca guidata da Jean Pierre Mustier, infatti, potrebbe ottenere dalla cessione di Pioneer circa 4 miliardi. L'operazione è stata annunciata entro la fine dell'anno, e in prima fila c'è Amundi. Le altre pretendenti sono invece Poste Italiane-Anima Holding-CdP, Macquarie e Aberdeen.

L'offerta di Amundi per Pioneer

Secondo indiscrezioni di stampa, Amundi avrebbe offerto circa 4 miliardi di euro, quindi nettamente al di sopra delle attese. Molto oltre la proposta presentata dalla cordata Poste-Anima-Cdp (circa 3,4 mld di euro) che era ritenuta quella maggiore. Le ipotesi finora circolate ventilavano una valorizzazione del 100% del capitale di Pioneer nel range 2,5-3 miliardi. Ricordiamo che le offerte dovranno essere presentate entro il 3 novembre. Un paio di settimane fa si parlava di 7-8 proposte ricevute da Unicredit per Pioneer.

L'impatto sul patrimonio di Unicredit

Se Pioneer fosse ceduta per 4 mld, è chiaro che sarebbe un bel colpo per Unicredit. Secondo gli analisti l'impatto sul capitale sarebbe di oltre 90 punti base, riducendo così le dimensioni dell'aumento di capitale con cui Unicredit è alle prese. Il che si traduce anche in una bella spinta per il titolo in Borsa. E infatti sulla scia di queste voci, il titolo segna la performance migliore del listino principale con un balzo del 3,63% a 2,168 euro con un Ftse Mib in progresso dello 0,47%.