domenica 8 luglio 2018

Consumi, cresce del 10,5% la voglia di BIO nel carrello della spesa

I consumi degli italiani hanno sempre più una impronta bio. Nel corso del primo quadrimestre del 2018 l'incidenza dei prodotti biologici sul carrello della spesa è salito del 10,5%. Lo rileva una analisi della Coldiretti basati su dati della Nielsen, limitatamente a Iper e Supermercati. Peraltro non si tratta di un exploit isolato, visto che i trend è in crescita ormai da un decennio.

I dati sui consumi bio

Secondo l'analisi, 6 italiani su 10 nel corso dell'ultimo anno ha comprato prodotti bio. Il prodotto più ricorrente sono le uova, seguiti dai panetti croccanti, dalle confetture di frutta, dai sostituti del latte, l’extravergine, il latte fresco, la pasta di semola integrale, farro e kamut, la frutta secca senza guscio, lo yogurt intero e i biscotti.

Stimolata da una domanda in costante crescita, anche la produzione nazionale è salita. Adesso è giunta a 1,8 milioni di ettari tra bio e in conversione. Tra le colture con maggiore incremento ci sono gli ortaggi (+48,9%), seguite dai cereali (incremento del 32,6%), la vite (salite del 23,8%) e l’olivo (+23,7%). Dal punto di vista della diffusione geografica, la regione con la superficie maggiore destinata alle coltivazioni bio è la Sicilia (363.639 ettari), cui seguono altre due regioni del Sud: Puglia (255.831 ettari) e Calabria (204.428 ettari).

Consumi bio, occhio alle frodi

La diffusione dei consumi bio ha avuto come effetto collaterale il proliferare di tentativi di frode. Ovvero di commerciare prodotti spacciandoli per biologici quando invece non lo sono. I controlli fatti dai carabinieri dei Nas hanno di recente portato a 100 tonnellate di merce sequestrate e 1.500 confezioni di alimenti non idonei alla commercializzazione, sia per motivi di etichettatura e tracciabilità che per ragioni igienico sanitarie e di superamento dei termini di conservazione.

Secondo la legge per essere commercializzato come “biologico” un alimento deve essere stato prodotto da aziende certificate da Organismi autorizzati dal Ministero dell’Agricoltura che appongono su tali prodotti il loro logo, identificandoli quali biologici. Gli alimenti “biologici” provengono da coltivazioni o allevamenti che utilizzano tecniche agronomiche e zootecniche a basso impatto ambientale, attraverso protocolli produttivi nei quali è vietato o limitato l’impiego di diserbanti, insetticidi o concimi contenenti sostanze di sintesi chimica.

giovedì 5 luglio 2018

Euro in ascesa dopo i dati della Germania. Sfiorati i massimi di 3 settimane sul dollaro

I dati sugli ordini industriali della Germania hanno messo le ali all'euro, che si è avvicinato ai massimi di tre settimane contro il dollaro. La valuta unica inizialmente era giunta a guadagnare circa mezzo punto percentuale, anche se in seguito i guadagni sono stati limati. L'attesa infatti è per il rilascio delle minute della Fed in serata.

L'industria tedesca spinge l'euro

Partiamo dai dati. Gli ordini industriali tedeschi sono saliti a maggio in modo più sostenuto delle previsioni. Dopo 4 cali mensili consecutivi, la ripresa della domanda da parte dei clienti domestici e del resto della zona euro ha spinto il dato finale che ha mostrato un rialzo del 2,6% su base mensile (dal -1,6% della passata rilevazione). Su base annua gli ordini di fabbrica sono saliti del 4,4% dal precedente +0,8% (dato rivisto da -0,1%). Il mercato si attendeva una crescita mensile dell'1,1% e dell'1,7% su base annua.

Inevitabilmente l'euro ne ha tratto subito beneficio. Come detto, la valuta unica si era spinta oltre quota 1.17 avvicinandosi al picco di tre settimane a quota 1,1722 (per una panoramica storica completa, scegliete la vostra migliore piattaforma trading Forex online e accedete ai dati di archivio). Tuttavia, le preoccupazioni commerciali continueranno a dominare i mercati e inoltre c'è molta attesa per la pubblicazione dei verbali dell'ultimo meeting FED di giugno. Gli investitori sono alla ricerca di indizi sul fatto che la Federal Reserve sia ancora sulla buona strada alzare i tassi di interesse due volte di più quest'anno.

Consiglio: prima di tuffarvi sui mercati valutari, studiate bene la vostra piattaforma di trading. Qui ad esempio è spiegato come funziona plus500 web trader

Europa a lavoro sui tassi e dazi

Sul fronte Europeo comunque i media riferiscono che la Banca centrale europea potrebbe alzare i tassi di interesse entro il prossimo settembre o ottobre (2019), ma anche che alcuni membri del Consiglio direttivo ritengono che sarebbe tardi aspettare la fine del 2019 per una mossa simile. Nel frattempo i mercati continuano a metabolizzare il rapporto del Financial Times (FT) secondo cui l'Unione europea (UE) sta considerando dei colloqui multilaterali per raggiungere un accordo tariffario tra gli esportatori di auto di grandi dimensioni al mondo, per impedire una guerra commerciale a tutto campo con gli Stati Uniti.

martedì 3 luglio 2018

Vacanze estive, pochi soldi: 8 milioni di italiani devono rinunciarci

La crisi economica continua a farsi sentire sulle scelte degli italiani. Circa 8 milioni di loro infatti dovranno rinunciare alle vacanze estive, proprio a causa delle difficoltà economiche. Lo rivela un'indagine a campione dell'istituto di ricerca mUp Research.

Le vacanze estive degli italiani

Secondo questa analisi, circa il 64% di coloro che non partirà (circa 5,3 milioni di italiani) resterà a casa proprio per le precarie condizioni economiche. Quelli che non possono permettersi le vacanze estive sono soprattutto i nuclei familiari di 3 o 4 componenti, ma anche i giovani in età compresa tra 25 e 34 anni.

Tra quelli che invece potranno partire per una meta estiva - circa 35,5 milioni - il 73% ha deciso di rimanere in Italia. Soltanto il 18% ha deciso già che varcherà i confini nazionali. Il resto non ha ancora programmato se rimarrà in Italia oppure andrà fuori dal paese. A livelo di spesa, in media verranno spesi circa 1580 euro. Tuttavia il quadro è molto spaccato, visto che la metà non arriverà a superare i mille euro, mentre l'altra metà oltrepasserà i 2000 euro.

Un'altra indagine legata al turismo evidenzia invece una forte crescita delle entrate turistiche, specie grazie ai visitatori provenienti dal Medio Oriente e dal Far East. Grazie all'anlisi delle valute che hanno visto aumentare di più gli scambi (effettuati dai cambiavalute in Italia), si è evidenziato un forte aumetno di transazioni per Dinaro kuwaitiano (+55%), Shekel israeliano (+30%), Yen (+16%), Rublo (+14%) e Lira turca (+13,6%). Il sadlo negativo spetta invece alla sterlina.A causa della Brexit la valuta di Sua Maestà che si è molto svalutata vede crollare le transazioni del 13,5%.