lunedì 21 settembre 2020

Banche Europee, un nuovo scandalo fa precipitare le quotazioni in Borsa

E' un lunedì nero per le banche europee, che accumulano ribassi pesantissimi sui listini azionari. A scatenare l'ondata di vendite è l'inchiesta dell’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), secondo il quale tra il 1999 e il 2017 ci sarebbero state oltre 2.100 segnalazioni di attività sospette e circa 2mila miliardi di dollari in transazioni, contrassegnate come possibile riciclaggio di denaro o altra attività criminale.

L'ultimo scandalo sulle banche europee

Bisogna qui ricordare che le normative impongono alle banche europee di segnalare alle autorità movimenti di denaro sospetti. Evidentemente, molte grandi banche europee si sono sottratte a questo dovere. A cominciare dal colosso tedesco Deutsche Bank (in cima alla lista con transazioni sospette per 1300 milardi di dollari) e da quello anglo-asiatico HSBC, due degli istituti più coinvolti.
Peraltro entrambi gli istituti non sono nuovi a certi scandali, visto che già in passato i loro nomi erano comparsi in inchieste su operazioni poco aderenti alle leggi internazionali. Nel 2012, ad esempio, HSBC aveva dovuto pagare una maxi-multa da quasi 2 miliardi di dollari per uno scandalo di riciclaggio di denaro sporco nelle sue filiali messicane.

Ripercussioni in Borsa

Chiaramente, l'ombra di questo scandalo ha immediatamente avuto ripercussioni in Borsa. Chi adotta strategie trading intraday giornaliero ha puntato contro le banche europee. Le azioni HSBC sono crollate del 5%, mentre precipitano del 7% le azioni Deutsche Bank. Il punto è che i dubbi sulla condotta della banca tengono lontani gli investitori che temono possano venire alla luce nuovi scandali e, in prospettiva, nuove sanzioni.

Consiglio: quando si vuole investire sui mercati azionari, occorre prima scegliere bene il proprio miglior broker trading online.

I guai non finiscono

In generale è comunque tutto il settore del credito ad essere in sofferenza sui listini. L’ indice settoriale europeo scende di oltre il 6%, toccando i minimi da marzo. Da inizio anno la perdita per il comparto supera il 40%, anche perché occorre ricordarsi degli ultimi sviluppi riguardo le politiche monetarie delle Banche centrali. Con il Covid che non arretra infatti, si prospetta un lungo periodo di tassi a zero o negativi, una situazione che comprime i ricavi degli istituti di credito.

giovedì 17 settembre 2020

Imprese, secondo Confcommercio il rimbalzo del PIL non salverà il terziario

Malgrado ci siano dei confortanti segnali di ripresa, esistono ancora molte incognite che pesano sul nostro sistema economico. Il rimbalzo congiunturale che c'è stato dopo la tempesta Covid, rischia comunque di non salvare dal baratro centinaia di imprese. Specie quelle del terziario.

Molte incognite per le nostre imprese

A disegnare questo scenario cupo è Confcommercio, ovvero la principale associazione degli esercenti. Nel rapporto congiuntura dell'istituto si legge che il terzo trimestre dell'anno è stato "caratterizzato da un progressivo, seppure complesso, ritorno alla normalità". Il che però non significa che va tutto bene, perché l'istituto precisa anche che per le imprese italiane rimangono "molte incognite".

Lo dimostra l'atteggiamento delle famiglie italiane, i cui consumi ancora non sono tornati alla normalità e viaggiano tra passi in avanti e passi indietro. Questo ovviamente per la paura del futuro sanitario ed economico. In una nota l'associazione sottolinea come ad agosto i consumi dell'indicatore Icc siano scesi dell'-8,7% con una "situazione drammatica per i servizi ricreativi (-61,6%), gli alberghi (-35%) e i pubblici esercizi (-26%)".

Le stime di Confcommercio

Confcommercio stima che nel terzo trimestre il PIL cresca al 10% rispetto al secondo, mentre sarà del - 9,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Alla fine del 2020 invece, la stima è che il Pil cadrà complessivamente di oltre 9 punti percentuali. Più grave, quindi, di quanto si aspetti il governo Conte. Circa i singoli settori, il grosso della crisi è ricaduto sulle imprese dei servizi. In questo ambito infatti il calo è stato del -23,3% nel confronto annuo. Numeri che schizzano ulteriormente verso l'alto con riguardo ai segmenti legati direttamente ed indirettamente al turismo (trasporto aereo, musei, eccetera). Il commercio al dettaglio è diminuito invece del 14,2% rispetto all'anno scorso.

Ma cosa suggerisce la confederazione? Sfruttare al meglio tutte le risorse europee, e puntare con decisione verso una riforma fiscale. Quest'ultima, mai avviata, oggi come oggi diventa ancora di più una priorità.

lunedì 14 settembre 2020

Mercati ME, è possibile un altro sprint dopo quello di agosto?

Il mese di agosto era stata molto positivo per i mercati ME, ovvero quelli dei paesi emergenti. Dopo un periodo durissimo a causa del Covid, c'è stata una forte ripresa. Va ricordato che la tenuta degli emerging market non deve sorprendere. Molti di questi Paesi infatti hanno sviluppato dei punti di forza (a livello di sistemi sociali, governance, fiscale, ecc) grazie ad azioni intraprese negli ultimi due decenni.
Adesso però gli investitori si chiedono se questo rally potrà proseguire anche dopo.

Due driver che possono sostenere i mercati ME


Sotto questo aspetto, secondo gli analisti dei migliori broker CFD un ruolo importante lo gioca la Federal Reserve. La banca centrale degli Stati Uniti ha da poco dato una svolta alla propria politica monetaria, allentando il legame tra tassi di interesse e tasso di inflazione. La maggiore tolleranza all'inflazione verso quest'ultima, ha spinto le azioni statunitensi a nuovi record e il dollaro al ribasso, con il calo dei rendimenti reali. Tutto ciò ha fornito un rinnovato sostegno ai mercati ME.

Trump e la Cina

Ma una altro pezzo importante del puzzle dei mercati ME sono le relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Il clima di tensione ogni tanto si accende e si spegne, ma adesso gli effetti di ogni recrudescenza verranno amplificati dall'imminenza delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. Secondo molti partecipanti al mercato, Trump potrebbe sfruttare una posizione anti-Cina per attirare gli elettori statunitensi. Anche perché il presidente USA difficilmente potrà usare due armi per fare presa sul popolo: la ripresa economica (che non decolla) e il successo nella lotta contro il Coronavirus (il vaccino non c'è).

Cosa fare quindi?

Chi vuole un'ampia esposizione ai mercati ME, può scegliere tra moltissime alternative. Qui ad esempio viene spiegato gli ETF mercati emergenti quali sono. Molti ritengono invece che la cosa più interessante sia l'investimento nel debito dei mercati emergenti, considerato il miglioramento dei rendimenti negli ultimi mesi. Del resto la caccia al rendimento su scala globale non solo non si sta attenuando, ma addirittura si irrobustisce.