lunedì 11 aprile 2022

Lavoro, le ore medie in Italia sono più alte della media OCSE

Ci sono dati interessanti che riguardano il mercato del lavoro in Italia. A evidenziarli è l'Ocse, ovvero l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
Si tratta di dati relativi al 2020, che comunque offrono una fotografia molto interessante dello scenario del mercato occupazionale italiano.

Dati di Italia e OSCE sul lavoro

Il dato che balza agli occhi è che in Italia restiamo al lavoro 1558 ore ogni anno. Si tratta di 220 ore in più rispetto a quanto accade in Germania. Ipotizzando una settimana lavorativa tipo di 36 ore, significa praticamente un mese e mezzo in più che trascorriamo al lavoro rispetto ai colleghi tedeschi.

In confronto invece alla media Europea siamo soltanto leggermente sopra. Nel Vecchio Continente infatti la media delle ore trascorse lavoro è di 1513. Comunque equivale a una settimana di lavoro in più da parte degli italiani.

Dato messicano shock

Il conteggio è stato fatto considerando sia i contratti a tempo pieno sia i contratti a tempo ridotto.
A livello globale vengono i brividi pensando al numero di ore lavorative dei messicani. Giungono infatti all'astronomica cifra di 2124 ore. Praticamente non si riposano mai. Non stanno messi bene neppure in Costa Rica, Russia e Corea, che superano di poco le 1900 ore di lavoro l'anno.

Il paese in Europa dove si lavora per meno tempo l'anno è la Germania, con 1331 ore l'anno. Probabilmente questo deriva dalla diffusione dei mini-jobs, ossia contratti che prevedono un'assunzione regolare anche per pochissime ore al giorno e per periodi limitati di tempo.

Italia: confronto territoriale e di genere

Per quanto riguarda specificamente in Italia, è al Nord che si lavora mediamente di più. Ogni settimana infatti passano 36 ore al lavoro, ossia un'ora in più rispetto a quello che si fa al Centro e al Sud. C'è molta più differenza invece riguardo al genere, perché gli uomini rimangono al lavoro anche 38 ore a settimana mentre in media le donne si fermano a 32.

Tasso di disoccupazione

Va poi rimarcato che in Italia il tasso di occupazione è inferiore alla media OCSE, che è pari al 66%. Da noi invece ci fermiamo poco sopra il 59%.
Anche in questo caso il dato più debole riguarda le donne, che hanno un tasso di occupazione appena al 49%.
Siamo indietro rispetto alle medie OCSE anche per quanto riguarda il numero di lavoratori con un contratto full time. Da noi appena il 4% rispetto alla media del 10%.

mercoledì 6 aprile 2022

Ricchezza, la classifica di Forbes incorona Musk, Bezos al secondo posto

Come ogni anno, la rivista Forbes ha stilato la classifica della ricchezza individuale. E quest'anno c'è un sorpasso in vetta. Elon Musk infatti è diventato l’uomo più ricco del mondo, superando il patron di Amazon, Jeff Bezos, che aveva guidato il ranking degli ultimi quattro anni.

La graduatoria della ricchezza individuale

In base ai dati, il visionario imprenditore australiano possiede circa 219 miliardi di dollari. Nell'ultimo anno ha accresciuto di 68 miliardi di dollari la sua fortuna, soprattutto grazie a Tesla. Infatti le azioni della sua compagnia di auto elettriche - una delle aziende famose nel mondo - sono cresciute del 33%.

Grazie a queste cifre, Musk ha superato per la prima volta Jeff Bezos, penalizzato dal calo del 3% delle azioni Amazon. Va però anche aggiunto che Bezos ha alleggerito la sua ricchezza con delle generose donazioni di beneficenza. Alla fine l'effetto di questi due fattori ha cancellato 6 miliardi di dollari dal patrimonio netto di Bezos.

Il resto della Top10

Dopo i due Paparoni, in classifica c'è il magnate francese dei beni di lusso Bernard Arnault. La sua ricchezza personale è salita in un anno di 8 miliardi di dollari.
Il resto della Top10 comprende Bill Gates, Warren Buffett, Larry Page, Sergey Brin, Larry Ellison, Steve Ballmer e l'indiano Mukesh Ambani.

Complessivamente, il più alto numero di miliardari si trova negli USA. Sono ben 735, in salita rispetto ai 724 dello scorso anno. Al secondo posto per ricchezza c'è la Cina con 607. L’India ne ha 166.
Va segnalato che sono usciti dalla graduatoria 34 miliardari russi, a causa delle sanzioni occidentali e del crollo del valore delle azioni e del rublo (chi sa fare trading con i volumi nel forex sa di cosa parliamo), seguiti al conflitto in Ucraina.

In Italia

E l'Italia? Nel nostro Paese la leadership della ricchezza va al "papà" della Nutella, Giovanni Ferrero. La sua fortuna è stimata in 36,2 miliardi di dollari (36mo posto della classifica globale).
Sul podio italiano ci sono Leonardo del Vecchio con 27,3 miliardi e Giorgio Armani con 7,8 miliardi.

lunedì 4 aprile 2022

Debito, le famiglie italiane sono in rosso per 22mila euro. Preoccupa il rischio usura

Il debito medio delle famiglie Italiane rimane ancora elevatissimo. Secondo l'ufficio studi della CGIA, l'ammontare dell'indebitamento in capo alle famiglie italiane è di 22.237 euro. Complessivamente quasi 575 miliardi. La variazione avvenuta nell'ultimo anno è stata di circa 800 euro a famiglia.

La crisi attuale e il maggior debito

Quello che preoccupa è il possibile aggravarsi della situazione, dovuto al caro delle bollette che si sta verificando da qualche mese. L’aumento esponenziale dei prezzi, il caro carburante e quello dell'energia potrebbero peggiorare notevolmente la situazione del debito di tantissime famiglie italiane.

Tuttavia, al momento la situazione è critica, ma non ancora drammatica. L'incremento del debito potrebbe infatti essere legato anzitutto alla ripresa economica che c'è stata lo scorso anno. Inoltre l'indebitamento è cresciuto soprattutto per quelle fasce di reddito più elevate.

Il caso del Mezzogiorno

Un discorso a parte merita il Mezzogiorno. Anche se in termini assoluti il debito medio è più basso che altrove, è altrettanto vero che c'è una maggiore incidenza sulle famiglie più povere rispetto al resto d'Italia. In questo senso, il livello più elevato di debito può aumentare il rischio di esclusione sociale.
Un altro aspetto importante è che la crescita dell'indebitamento sta aumentando ulteriormente il divario tra i ricchi e i poveri.

Debito e rischio usura

Se il dato sul debito medio delle famiglie sembra molto elevato, in realtà c'è una preoccupazione più "invisibile". L'ufficio studi sottolinea infatti il pericolo che molte famiglie e imprese possano diventare vittime di usura.
La preoccupazione riguarda in special modo il mondo della piccola imprenditoria, dei lavoratori autonomi e degli artigiani. Spesso fanno debito per poche migliaia di euro con i loro aguzzini, ma dopo pochi mesi vedono gli interessi maturare a livelli spaventosi.

Si tratta di un fenomeno che è complicato misurare, perché i pochi dati statistici - basati sul numero di denunce alle forze dell'ordine - non è molto attendibile. Infatti chi finisce nella rete di questi criminali, spesso ha paura di sporgere denuncia perché teme per l’incolumità propria e dei suoi familiari.
Inoltre si tratta di rilevazioni statistiche neppure recenti, visto che gli ultimi risalgono a un paio di anni fa.