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lunedì 23 marzo 2026

Mercato finanziario, la guerra nel Golfo tiene banco anche questa settimana

Anche durante la prossima settimana il conflitto nel Golfo è destinato a restare il driver principale del sentiment degli investitori. Il mercato finanziario è preoccupato dalla crescita dei prezzi dell'energia e dai riflessi che avrà sull'inflazione, che a sua volta potrebbe condizionare le mosse delle banche centrali nel prossimo futuro.

Gli eventi più importanti per il mercato finanziario

Nel corso dei prossimi giorni ci saranno comunque dei dati macroeconomici importanti da tenere d'occhio. Negli Stati Uniti il calendario economico propone soprattutto l'indice PMI globale di marzo e i prezzi del commercio estero di febbraio. 

Gli operatori del mercato finanziario osserveranno anche il dato dell'indice di fiducia dei consumatori dell'università del Michigan, che nella sua lettura preliminare aveva evidenziato i primi segnali di tensione legati alla crisi nel Golfo. Questi dati si potranno seguire sul calendario economico di Pocket Option Italia.

Appuntamenti in Europa

Nel vecchio continente i report più attesi dal mercato finanziario riguardano gli indici PMI preliminari, tanto per l'Eurozona quanto per Germania, Francia e Regno Unito. L'escalation in Medio Oriente dovrebbe riflettersi sull'indice IFO che dovrebbe scivolare al minimo di 11 mesi.

C'è in calendario anche la riunione di politica monetaria della Norges Bank, che dovrebbe fare lo stesso delle altre grandi banche centrali che si sono riunite di recente, mantenendo i tassi invariati a causa della nube incertezza derivante dalla crisi nel Golfo. Nel frattempo il petrolio è salito di nuovo oltre i 100 dollari per barile, tornando oltre uno dei liveli di Fibonacci trading.
Il mercato finanziario guarderà alcuna attenzione anche alle elezioni anticipate parlamentari in Danimarca.

Gli appuntamenti nell'Asia Pacifico

Pochi appuntamenti di rilievo in Cina, dove il calendario economico è abbastanza scarno. In Giappone invece il focus sarà sull'inflazione di febbraio e si leggeranno con interesse anche verbali dell'ultima riunione della Bank of Japan.
Attesi in Australia i dati sull'inflazione, soprattutto dopo che la Reserve Bank of Australia ha deciso di aumentare per la seconda volta i tassi di interesse.

giovedì 5 febbraio 2026

Tassi di interesse, la Bank of England conferma tutto ma diventa più dovish

La riunione di politica monetaria della Bank of England si è conclusa senza sorprese sostanziali. L'istituto britannico infatti ha deciso di confermare i tassi di interesse al 3,75%. Tuttavia l'esito della votazione evidenzia una forte spaccatura all'interno del board di politica monetaria, e la forte prospettiva che ci avviciniamo a dei tagli ai tassi di interesse nelle prossime riunioni.

La scelta sui tassi di interesse

La decisione di lasciare invariato il costo del denaro è stata presa con il voto favorevole di 5 membri, mentre 4 membri si sono espressi a favore di un taglio immediato per 25 punti base. Emerge quindi una forte tendenza all'interno dell'istituto a tagliare i tassi di interesse nel corso di quest'anno.

Ciò che preoccupa i membri della comitato di politica monetaria è la crescita debole dell'economia britannica, nonché la crescente capacità inutilizzata del mercato del lavoro. Al contrario, l'inflazione fa un po' meno paura perché se è vero che rimane ancora al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla Bank of England (fonte dati Pocket Option Italia), dovrebbe tornare a quel livello a partire da aprile. Inoltre i rischi dell'inflazione persistente sembrano essere diminuiti.

La reazione del mercato

L'approccio più accomodante adottato dalla Bank of England riguardo ai tassi di interesse ha finito per spingere al ribasso la sterlina sul mercato valutario. Il cambio con il dollaro è sceso infatti verso 1,355, allontanandosi ulteriormente dal massimo di quattro anni toccato pochi giorni fa. Tuttavia va segnalato il recente incrocio delle medie mobili che ha inviato un messaggio rialzista al mercato.

La valuta britannica ha chiuso il mese di gennaio con un forte guadagno rispetto al Dollaro, pari a circa il 2%, ma in questo momento è sotto pressione anche per fattori politici. Emergono infatti dei dubbi sulla durata della leadership del premier Starmer in seguito alla nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti: si è scoperto che quest'ultimo ha avuto forti legami con Jeffrey Epstein.
Intanto sul mercato azionario l'indice FTSE100 rimbalza all'indietro, dopo aver aggiunto il nuovo massimo storico mercoledì.

mercoledì 5 febbraio 2025

Mercato finanziario nervoso sulle tensioni commerciali tra USA e Cina

Sono giorni intensi per la Cina, tra dati macro che stanno arrivando e il tema della battaglia commerciale con gli USA. Situazioni che rendono nervoso il mercato finanziario, alimentando la volatilità sui listini azionai e anche sullo yuan.

I temi caldi per il mercato finanziario

Martedì, la Cina ha imposto tariffe su alcune importazioni statunitensi tra cui petrolio, gas, carbone, automobili e attrezzature agricole, a partire dal 10 febbraio. Ha inoltre lanciato un'indagine antitrust su Google. Tutto questo per rispondere alle tariffe del 10% annunciate da Trump su tutte le merci cinesi.

Con la disputa commerciale che si approfondisce, il mercato finanziario spera che i leader delle due più grandi economie del mondo possono concludere un accordo per evitare una escalation tariffaria.

I dati macro deludenti

Intanto sul fronte economico, il PMI composito cinese è sceso a 51.1 a gennaio (fonte Pocket Option Italia) toccando il livello più basso da settembre. Il rallentamento è stato guidato da una crescita più debole nel settore dei servizi, nonostante un'attività manifatturiera più forte. Il PMI dei servizi elaborato da Caixin/S&P Global è sceso a quota 51,0 punti a gennaio 2025 dai 52,2 precedenti. Il valore rimane sopra la soglia chiave dei 50 punti, che segnala una espansione dell'attività, ma delude le attese degli analisti che indicavano un aumento a 52,3 punti.
Nel frattempo, l'occupazione è diminuita per il secondo mese consecutivo a causa di dimissioni e licenziamenti.

L'andamento di Borsa e Yuan

Il mercato azionario cinese (alla riapertura dopo una vacanza di una settimana) ha reagito con un calo. L'indice composito di Shanghai è sceso dello 0,65% per chiudere a 3.229 punti. I titoli peggiori sono stati Zhongji InnoLight (-14,4%), FoxConn Industrial (-6,8%) ed Eoptolink Technology (-18,5%).

Sul fronte valutario invece lo Yuan offshore è scivolato a circa 7,29 per dollari, dopo due sessioni consecutive di guadagni, innescando le vendite impostate con il trailing stop loss. La debolezza dello Yuan è stata parzialmente compensata dalla banca centrale, che è intervenuta impostando il fix a 7,1693 per dollaro, più forte del livello 7,20.

domenica 20 ottobre 2024

Mercati finanziari, focus sulle trimestrali e sulla Bank of Canada

Dati macro, trimestrali Usa e alcune decisioni sui tassi da parte delle banche centrali, saranno i piatti forti della settimana per i mercati finanziari.

L'America e i mercati finanziari

Negli USA sono attesi le stime flash per l’S&P Global PMI, che forniranno alcune indicazioni sull'andamento del settore privato. Inoltre, sarà interessante seguire le vendite di case esistenti e nuove, i dati finali sul sentimento dei consumatori del Michigan.

Lo stato di salute dell'economia americana è importante per valutare le prossime mosse della FED, che sembra più orientata ad un approccio cauto sui tassi di interesse, dopo il maxi-taglio di settembre. Questo del resto ha spinto il dollaro sui massimi di due mesi (fonte Pocket Option Italia).
Sempre dagli USA arriveranno altre trimestrali societarie. In calendario i dati di Tesla, Coca Cola, 3M, General Motors e Verizon.

Dati macro per l'Europa

Nel vecchio continente ci sarà una bella sfilza di dati macro. Le stime flash PMI offriranno informazioni chiave sulla performance economica di ottobre (è probabile una contrazione del settore manifatturiero e una modesta accelerazione del settore dei servizi). Tuttavia, si prevede che la fiducia dei consumatori nell’area euro migliorerà, raggiungendo il livello più alto da febbraio 2022.
Nel Regno Unito si prevede una crescita più debole sia nel settore manifatturiero che nei servizi.

La Bank of Canada decide sui tassi

Un altro appuntamento interessante per i mercati finanziari sarà la riunione della Banca del Canada. Si prevede che la BoC ridurrà i costi di finanziamento di 50 punti base. Sarebbe il quarto taglio consecutivo dei tassi, poiché l’inflazione in Canada è scesa al di sotto dell’obiettivo del 2% per la prima volta in oltre tre anni all’1,6% a settembre.

NB. Le riunioni di politica monetaria sono sempre un'insidia per i mercati finanziari, perché possono innescare fenomeni di slippage Forex.

In Asia e Australia

Dalla Cina si attende un taglio dei tassi da parte della Banca Popolare, per favorire la trasmissione delle recenti misure di stimolo monetario, mentre il Ministero del Commercio dovrebbe rilasciare nuovi flussi di IDE. In Giappone, gli investitori attendono l’IPC di ottobre di Tokyo come indicatore anticipatore del percorso politico della BoJ.

giovedì 27 luglio 2023

Prezzi di benzina e gasolio mai così alti dall'estate scorsa

Per chi si mette in viaggio è in arrivo la consueta stangata estiva sui prezzi di benzina e gasolio. Ormai gli incrementi del costo del carburante, in concomitanza degli spostamenti per le vacanze, è una brutta consuetudine. La notizia peggiore però è che al distributore non si vedevano prezzi così elevati da un anno.

I dati sui prezzi di benzina e gasolio

Sulla base di un report fornito da Staffetta Quotidiana, la media dei prezzi di benzina praticati alla pompa in modalità self-service è 1,88 euro per litro. Lo scorso anno, anche grazie allo sconto sull'accisa di 30 centesimi per litro, il prezzo era inferiore di questi tempi. La benzina al servito in autostrada è a 2,2 euro. Il costo di un litro di gasolio invece è arrivato a 1,73 euro per litro, come non succedeva dallo scorso mese di aprile.

Se si allarga il confronto con il 2021, si scopre che benzina e gasolio costano oggi circa il 14% in più di allora.

Le ragioni della corsa

Alla base dell'incremento dei prezzi di benzina e gasolio c'è anzitutto il rialzo delle quotazioni per i prodotti raffinati. L'incremento di questi ultimi si lega alla riduzione delle scorte americane e allo stop di alcune raffinerie importanti in Europa, negli Stati Uniti e in Asia.
Non da ultimo c'è anche l'aumento del prezzo del petrolio, con il Brand europeo che è salito oltre gli 83 dollari (dati Pocket Option Italia).

Conseguenze

La maggiore spesa che si deve sostenere per un lungo viaggio in auto potrebbe avere delle ripercussioni anche sulle vacanze estive, perché più si spende per il carburante, meno si potrà spendere per altro.
Allo stato attuale dei prezzi, fare un pieno di carburante può arrivare anche a costare 110 euro. Dal momento che gli indicatori che anticipano il trend stimano un esodo di milioni di vacanzieri ad agosto, si può ipotizzare una stangata da 800 milioni di euro.

Trasparenza mancata

In teoria ad aiutare i clienti nello scegliere le stazioni di rifornimento più convenienti ci dovrebbero essere i cartelloni con l'indicazione dei prezzi medi regionali, in base a un recente obbligo di legge che scatterà dall'inizio di agosto

Tuttavia i ritardi nella consegna di questi cartelloni da parte delle compagnie del petrolio, rischia di provocare una falsa partenza per questa novità che avrebbe dovuto garantire maggiore trasparenza agli automobilisti.

mercoledì 24 maggio 2023

Inflazione shock, l'Argentina introduce la banconota da 2000 pesos

Uno dei drammi dell'Argentina, che si avvicina a grandi passi verso le elezioni presidenziali, è il livello dell'inflazione che ha superato il 108,8%, anche a causa di una valuta nazionale che si deprezza sempre di più.
Per questo motivo il governo ha lanciato una nuova banconota dal valore record di 2000 pesos.

La nuova banconota anti-inflazione

Finora il taglio più grande delle banconote in circolazione era stato di mille pesos, peraltro lanciata appena sei anni fa.
Per capire quanto l'inflazione abbia eroso il potere di acquisto degli argentini, bisogna pensare che la banconota da 1000 pesos all'epoca valeva 55,5 dollari, mentre quella da 2000 pesos che verrà introdotta ha un valore ufficiale di 8,59 dollari americani.

Se però ci riferiamo al rapporto di cambio non ufficiale, usato come riferimento quotidiano, 2000 pesos valgono soltanto 4,08 dollari americani. La nuova banconota serve quindi a malapena per comprarsi un panino e una bibita in un fast food.

Annotazione: il cambio dollaro-peso può essere negoziato su molti broker stp ecn (differenze).

Introduzione anticipata

Il nuovo biglietto mira a risolvere il problema sempre più serio della circolazione, dello stoccaggio e del costo del trasporto di banconote, che hanno un valore sempre più irrisorio. 

La nuova banconota verrà distribuita gradualmente, secondo il programma della banca centrale Argentina, che inizialmente doveva introdurla nel secondo semestre. Tuttavia l'accelerazione della svalutazione del peso, ha reso indispensabile la sua introduzione anticipata. Il cambio USD-ARS negli ultimi tre mesi è salito del 50%, secondo i dati Pocket Option Italia.

Crisi senza fine

L’Argentina si trova in una crisi economica gravissima. L’alta inflazione impoverisce la popolazione e rende sempre più oneroso il debito pubblico espresso in dollari.

Con una serie di interventi il paese prova a evitare il tracollo. La Banca centrale ha annunciato un aumento dei tassi di interesse di 600 punti base, portandoli dal 91 al 97%, dopo il precedente rialzo di 10 punti percentuali autorizzato a fine aprile 2023. La misura sarà accompagnata da un importante intervento sul mercato dei tassi di cambio.