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giovedì 24 agosto 2017

Cambio Usd-Jpy in calo, ma occhio al simposio di Jackson Hole

L'effetto Trump si fa sentire sui mercati valutari, dove si vede una forte tendenza ribassista del dollaro americano contro lo yen giapponese. Una spinta dovuta soprattutto ai nuovi proclami del presidente USA, che è tornato a parlare di costruire un muro con il Messico, spingendosi fino a minacciare lo stesso Governo.

Questo ha spinto nuovamente gli investitori a puntare sugli asset rifugio (oro e yen in primis). Abbiamo visto il cambio USD/JPY viaggiare in ribasso (con formazione di forex gap lap trading), evidenziando un possibile test del supporto a 108,729 mentre la resistenza è in area 109,375. In sostanza è successo che questa coppia non è riuscita a superare la regione situata in area 110,00, che rappresenta anche una soglia importante dal punto di vista psicologico.

Dati macro, banche centrali e cambio Usd-Jpy


Una spinta allo yen giapponese è arrivata anche dai dati sul PMI manifatturiero. I risultati hanno battuto le attese del mercato e hanno così contribuito all’apprezzamento dello yen contro il dollaro. Oggi inoltre è stato evidenziato un miglioramento del "superindice". Il leading indicator relativo al mese di giugno è stato portato a 105,9 punti rispetto ai 106,3 punti della stima preliminare. Nello stesso periodo l'indice coincidente si è attestato a 117,1 punti, quindi in aumento rispetto ai 115,8 punti precedenti. L'indice differito è salito a 117,4 punti. Tutti dati a sostegno dello Yen.

Prima però di tuffarvi nel mercato dopo aver scelto quali sono i migliori broker di opzioni binarie, dovrete prestare attenzione a una cosa. Da oggi comincia il simposio di Jackson Hole, ovvero un summit tra i banchieri centrali che potrebbe far emergere delle novità in merito alle diverse politiche monetarie. Particolare attenzione sarà data alle parole di Janet Yellen. La numero uno della FED con una retorica più da falco potrebbe dare una spinta al dollaro, e quindi alla copppai Usd-Jpy.

sabato 11 marzo 2017

Banca centrale del Messico sotto pressione: pronto un nuovo rialzo dei tassi?

In Messico torna forte la paura dell'inflazione. Secondo gli ultimi dati, sotto la spinta della crescita dei prezzi dei carburanti, la variazione annuale dei prezzi è salita al 4,86%. Si tratta cioè di un valore che non si vedeva dal 2010. Inoltre è una misura che doppia le cifre che si registravano un anno fa in questo periodo. Questo aumenta le pressioni sul peso messicano, come si può vedere osservando i grafici del cross Usd-Mxn su ironfx demo binary.

A rivelare gli ultimi dati è stato l'INEGI, ovvero l'Insituto Nacional de Estadistica Y Geografia. L'indice dei prezzi al consumo a febbraio è cresciuto dello 0,58%. Più delle attese degli analisti. Questo dati fa il paio con un altro dati messo in evidenza di recente, ovvero il deficit pari al 2,9% del PIL.  
I fondamentali dell'economia messicana mostrano quindi una certa debolezza, il che preoccupa in vista del prossimo futuro.

Il peso sostenuto dalla Banca centrale

Dal punto di vista valutario, il peso finora ha cercato di reggere a questa pressione (ricordatevelo se provate a fare trading automatico opzioni binarie). Anzi la valuta messicana è tra quelle che hanno fatto meglio contro il dollaro da inizio 2017. Solo a febbraio ha guadagnato il 5%. Ma qui entra in ballo soprattutto la questioni politica alimentate da Trump, e l'effetto di alcune mosse della Banxico.

Quest'ultima ha aumentato di 50 punti base il tasso per provare a contrastare l'inflazione. Adesso il costo del denaro è a 6,25%, ed è stato il terzo rialzo da novembre. Ovvero da quando Trump è presidente USA. A fine marzo ci sarà un nuovo meeting, e qualcuno ipotizza che possa esserci un altro rialzo del tasso da parte della Banxico. Del resto, proprio dopo le mosse dell'istituto centrale, il peso era riuscito a risalire la china nei riguardi del dollaro ( recupero che si era innescato 2in ritardo" verso la fine di gennaio).

lunedì 16 gennaio 2017

Forex: peso messicano ancora in calo dopo le minacce di Trump a chi investirà in Messico

Donald Trump sta provando a fare terra bruciata in Messico, dando sempre più consistenza alle sue minacce pre-elettorali. E il peso continua così a scivolare sempre di più nel mercato valutario Forex. Stavolta tocca alla Germania incassare un pericoloso aut aut dal neo-presidente USA, che si è rivolto alla BMW intimando di non produrre auto in Messico, altrimenti scatteranno fortissimi dazi alle importazioni dei veicoli negli States.

Trump scuote il Forex

La prima conseguenza si è avvertita in Borsa, dove i titoli dell'auto tedeschi chiudono tutti in rosso: Volkswagen perde oltre il 2%, Daimler e BMW l'1,5% circa. Dall'altro capo del mondo invece continua a piangere il peso messicano, che nel Forex anche oggi ha accusato un forte deprezzamento nei confronti del dollaro americano. Secondo i dati del broker IQ option, infatti il cross Usd-Mxn è arrivato a quota 21,6423, con un rialzo dello 0,80% (approfondisci il discorso su IQoption opinioni).

Lo stesso trattamento era stato riservato a FCA, che alla fine ha dovuto cedere dirottando nel Midwest gli investimenti che inizialmente erano previsti in Messico. Prima ancora anche Toyota ha dovuto mettere sul piatto 10 miliardi, così come anche la Ford ha rinunciato ad investire in Messico.

Adesso, come detto, la scure di Trump si abbatte sulla BMW. Ma stavolta la famosa casa d'auto tedesca ha detto no, confermando che produrrà le sue auto in un impianto messicano, dove pure hanno grossi investimenti anche le sue connazionali Volkswagen e Daimler. La risposta di Trump è stata preannunciare dazi salatissimi, fino al 35% per ogni veicolo importato.

La situazione continua quindi ad essere molto tesa su Forex e nei mercati internazionali, e adesso lo scontro Trump-Messico si allarga fino a coinvolgere altri paesi stranieri.