mercoledì 5 aprile 2017

Jp Morgan avverte: la Brexit potrebbe sfaldare l'EuroZona

Ci sono due pericoli all'orizzonte secondo il numero uno del colosso JP Morgan, ovvero Jamie Dimon. Il primo è la Brexit, il secondo è la situazione che stanno vivendo gli USA. Il suo punto di vista viene spiegato in un report di 45 pagine, fitte di valutazioni sulla situazione attuale dell'economia globale.

Il rischio Brexit secondo la visione di Jp Morgan

brexitRiguardo alla Brexit, l'idea è che nei prossimi due anni non accadrà nulla di rilevante. Tanto che JP Morgan non dovrebbe esserci necessità di drastici trasferimenti di personale dalla City in qualche altra capitale europea.
Quel che accadrà dopo invece è un'incognita. Dopo che saranno stati completati i negoziati su Brexit, l'Unione Europea potrebbe richiedere che i servizi finanziari non passino più per Londra. E infatti JP Morgan si sta attrezzando per acquistare un palazzo a Dublino in Irlanda.

Ma potrebbero essere molto più gravi le conseguenze di Brexit per l'UE. L'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, infatti potrebbe scatenare tensioni forti in seno all'EuroZona, col rischio di rottura politica ed economica. Di sicuro ci sarà un bel da fare anche per la BCE.

Le preoccupazioni sugli USA

Riguardo agli USA invece, l'opinione è che ci sia qualcosa che non va nel processo di crescita, cosa che si palesa nella bassa partecipazione alla forza lavoro. Comunque il chief executive di JP Morgan crede che l'economia americana dovrebbe trarre vantaggio dalle politiche della nuova amministrazione di Donald Trump (occhio però a prendere con le pinze questa analisi, visto che Dimon fa parte del business forum creato da Trump per stimolare la crescita e il lavoro).

Un passaggio importante riguarda le tasse. Dimon sottolinea che gran parte dei paesi sviluppati ha ridotto le tasse aziendali nel corso del decennio appena passato, ma non gli USA. Se Trump porterà a compimento la riforma fiscale, sarà un beneficio per l'economia americana.

lunedì 3 aprile 2017

Economia Giapponese, l'indice Tankan migliora ma la BoJ non cambierà la propria politica

La settimana dei mercati finanziari si apre con alcuni dati interessanti che sono giunti sull'economia giapponese. L'indice Tankan nel quarto trimestre è cresciuto a un tasso destagionalizzato di 12. Meglio dei 10 registrati nel precedente quarto, ma peggio rispetto alle previsioni che parlavano di un valore pari a 14. Ricordiamo che l'indice Tankan - calcolato dalla Banca del Giappone - misura l'attività manifatturiera del Paese con un'analisi condotta su circa 4500 imprese. Quando è superiore allo zero, vuol dire che il clima che si respira nelle imprese è ottimista.

La situazione dell'economia giapponese

yen-giapponeLa crescita di questo indicatore si lega al fatto che uno yen più debole migliorerà le esportazioni del Giappone nel prossimo trimestre. Attualmente la valuta giapponese è scambiata a 111,31 contro il dollaro, e come si vede dal grafico nell'ultimo periodo è rimasto stabile dopo che si era apprezzato molto a inizio 2017 (nel grafico abbiamo utilizzato anche il demarker indicator).

Il cambio dello yen con il dollaro

Dal punto di vista tecnico lo scenario del cross Usd-Jpy ratifica la tendenza ribassista, anche se nel grafico a breve si evidenzia un allentamento della fase ribassista. La prima area di resistenza è vista a 111,947, mentre il supporto è a quota 110,722 (vedi qui come si calcolano supporti e resistenze).

La politica monetaria della BoJ

Ad ogni modo il dato probabilmente non influenza molto la politica verso la quale si sta indirizzando la Bank of Japan. L'istituto nipponico è infatti alle prese con il grosso problema dell'inflazione, che secondo le ultime rilevazioni è appena allo 0,3%, ovvero molto lontano da quel 2% che è l'obiettivo perseguito dalla BoJ. Ricordiamo che il governatore Kuroda di recente ha sottolineato come non ci sia fretta di alterare lo status quo della politica della Bank of Japan. Attualmente il costo del denaro è -0,10%, e la prossima riunione della BoJ è in programma a fine aprile.

sabato 1 aprile 2017

Equitalia apre anche di pomeriggio per consentire la rottamazione delle cartelle

Gli sportelli di Equitalia rimarranno eccezionalmente aperti anche di pomeriggio nelle prossime tre settimane. Fino al prossimo 21 aprile infatti per andare incontro alle esigenze dei contribuenti che sono interessati alla cosiddetta rottamazione delle cartelle, gli orari di lavoro dell'agenzia verranno allungati anche nel pomeriggio.

I nuovi orari di Equitalia

equitaliaGià un primo provvedimento era stato adottato per allungare il termine per aderire alla definizione, visto che con decreto il Governo aveva prorogato la scadenza originaria del 31 marzo fino al prossimo 21 aprile. Adesso, dopo aver raggiunto una intesa con le parti sociali, l'Amministratore delegato Ernesto Maria Ruffini ha disposto l'allungamento dell'orario pomeridiano al pubblico, che sarà fino alle 15,15.

Le sedi con apertura pomeridiana

Le sedi interessate dal provvedimento sono 15, ovvero quelle dove si registra di solito la più alta affluenza di contribuenti. Va detto che ci sono già diversi sportelli aperti anche al pomeriggio (3 a Roma e uno a Napoli, 2 a Milano e uno a Torino), sono 15 gli altri sportelli coinvolti. Si tratta di Padova, Bologna, Firenze e, con operazioni di cassa fino alle 13.15, Bari (via Marin), Perugia, Napoli (viale Kennedy e via San Gennaro al Vomero), Caserta, Salerno, Cagliari (via Giorgio Asproni), Sassari, Catanzaro, Cosenza, Crotone e Reggio Calabria.

Intanto proprio da Equitalia arriva un avviso ai contribuenti: attenzione alle false e-mail con presunti avvisi di pagamento firmati proprio da Equitalia. In realtà si tratta di truffe finalizzate ad entrare illecitamente in possesso di informazioni riservate del contribuente. L'agenzia raccomanda di non tener conto della e-mail ricevuta e di eliminarla senza scaricare alcun allegato.