Visualizzazione post con etichetta brexit. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta brexit. Mostra tutti i post

mercoledì 10 marzo 2021

Sterlina, dopo un buon avvio nel 2021 cosa ci dobbiamo aspettare?

In questo primo spicchio del 2021, la sterlina ha saputo apprezzarsi in modo deciso nei confronti dell'euro, e moderatamente anche contro il dollaro. Lo slancio alla valuta britannica è arrivato sia dall'accordo raggiunto in extremis su Brexit, sia dalla veloce avanzata delle campagne di vaccinazione nello UK.

Brexit e sterlina

A fine dicembre Londra e Bruxelles hanno raggiunto un accordo che regola i rapporti commerciali bilaterali a partire dal primo gennaio 2021. Un divorzio amichevole che disciplina diversi aspetti delle relazioni tra i due blocchi, e che ha scongiurato il pericolo di rapporti traumatici. L’accordo permetterà infatti di continuare a scambiare merci senza l’imposizione né di dazi, né di quote. Questo ha sicuramente avuto un effetto positivo sulla sterlina.

Le campagne di vaccinazione

Ma più di quello, è l’ottimismo in merito all’efficacia dei vaccini contro il Covid-19, ad aver dato slancio alla valuta britannica. Il premier Johnson si è detto fiducioso che entro l'estate l'isola verrà immunizzata (tutti gli over 70 entro la primavera). Già oggi lo UK conta oltre 10 milioni di vaccinati, grazie a un programma efficace e veloce. L’isola è il terzo Paese al momento per tasso di vaccinati tra la popolazione, dietro appena a Israele e gli Emirati Arabi Uniti.

Annotazione: tra i vari strumenti che si possono utilizzare negoziando la sterlina, c'è anche il famoso Demarker indicator.

Sterlina in crescita

Questi aspetti alimentano la speranza di una ripresa economica più rapida nel Regno Unito, anche grazie ai pacchetti di stimolo fiscale e monetario. Tutto questo spiega perché la sterlina è cresciuta in questi mesi di quasi il 3% sull’euro, e viaggia sui massimi da meggio scorso. E' inotlre cresciuta di oltre un punto percentuale sul dollaro americano. Chi adotta trading forex intraday tecniche, sta monitorando con attenzione il cammino della valuta britannica.
Intanto il governatore della Banca d'Inghilterra Andrew Bailey ha affermato che la sua valutazione delle prospettive economiche della Gran Bretagna è stata 'positiva ma con grandi dosi di realismo cauto'.

lunedì 19 ottobre 2020

Sterlina, rimbalzo sull'ottimismo da Brexit (nonostante Moody's)

Comincia con il piede giusto la settimana della sterlina, nonostante il declassamento di Moody's. A dare sostegno alla valuta britannica sono le novità incoraggianti dal fronte Brexit, che fino a poche ore fa sembrava incamminata verso un divorzio senza accordo.

Driver della sterlina

Proprio lo stallo nei colloqui con la UE è stato uno dei motivi che venerdì ha spinto l'agenzia di rating Moody's a bocciare il Regno Unito. Ha infatti abbassato il giudizio sul debito pubblico da Aa2 ad Aa3, portandolo allo stesso livello di Belgio e Repubblica Ceca. Il giudizio è stato dato anche in virtù delle incertezze dovute alla pandemia e a quelle relative alle politiche di bilancio del Governo Johnson, con conseguente «indebolimento del quadro istituzionale».

Lo spiraglio Brexit

Si poteva immaginare che il taglio deciso da Moody's venerdì sera, avrebbe potuto fare da shock ribassista per la valuta del Regno Unito. Invece ecco la sorpresa positiva: sono arrivati dei piccoli spiragli sulla Brexit, che hanno innescato l'effetto opposto.
I funzionari britannici sarebbero infatti pronti a riscrivere il disegno di legge Brexit per ottenere un accordo con l'UE, mentre Michael Gove ha affermato che la porta per le trattative è socchiusa, purché l'Unione europea faccia dei passi avanti sulle questioni fondamentali.

Consiglio: quando si vuole negoziare una coppia di valute, occorre imparare prima dei concessti di base come quello di Forex pip significato.

Quotazioni e prospettive

La sterlina, che venerdì era scesa anche sotto 1,29 dollari ed aveva superato quota 0,91 per un euro, oggi marcia al rialzo. Il cambio GBPUSD è di nuovo vicino alla soglia di 1,30 mentre l'EURGBP è a 0,9030, disegnando una candela hammer trading. La scorsa settimana, il pound aveva chiuso con una perdita vicino allo 0,5%.

Nel frattempo, i colloqui tra l'UE e il Regno Unito proseguiranno da oggi via telefono. Ci sono ancora da risolvere i problemi relativi a questioni chiave come i diritti di pesca, il governo societario e la concorrenza leale.

venerdì 13 dicembre 2019

Sterlina, che boom dopo la vittoria elettorale di Boris Johnson

Le elezioni in Gran Bretagna sanciscono la netta vittoria dei Conservatori di Boris Johnson, e danno slancio alla sterlina. Nel trionfo dei Tories infatti si vede la risoluzione all'empasse che ha bloccato il Paese negli ultimi tre anni, nella ricerca di un accordo di divorzio dalla UE.

Voto in Gran Bretagna e sterlina

La linea politica di Boris Johnson s'è dimostrata quindi vincente. Ha voluto fortemente le elezioni per rafforzare il consenso al suo accordo con Bruxelles, e alla fine ha avuto ragione. I conservatori ottengono la netta maggioranza dei seggi in Parlamento (oltre 360), rendendo così scontata l'approvazione dell'intesa raggiunta con Bruxelles su Brexit. Vanno malissimo le cose ai laburisti di Jeremy Corbyn, che di seggi ne hanno circa 200, perdendone un quinto. Flop anche per i liberaldemocratici, la cui leader Jo Swinson addirittura perde il suo di seggio. Bene invece gli indipendentisti scozzesi, che avanzano verso una cinquantina di seggi alla Camera di Comuni.

Fine delle incertezze

I mercati, come detto, hanno fatto festa dopo il voto. Dopo 3 anni e mezzo di incertezze, finalmente la Brexit potrà vivere il capitolo conclusivo. Non sorprende quindi che la marcia della sterlina sui mercati valutari sia stata imperiosa. Sui broker con spread bassi forex si può vedere che la valuta britannica è salita sui massimi da maggio 2018 contro il dollaro USD. Ha inoltre raggiunto il massimo di 3 anni e mezzo contro l'euro, tornando sui livelli che si erano visti poco dopo il Referendum di giugno 2016.

Prospettive future

Secondo molti analisti inoltre la Sterlina crescerà ancora, anche se la maggior parte della dinamica è avvenuta quando ieri sera è stato rilasciato il primo exit poll (qui invece ci sono le previsioni cambio euro franco svizzero). L'effettiva separazione dalla UE avverrà quindi nei termini fissati al 31 gennaio 2020. Poi servirà un accordo commerciale, ma questo spaventa molto meno il governo Johnson, vista la maggioranza di cui gode ora in Parlamento.

martedì 3 dicembre 2019

Sterlina, spunto molto positivo dopo l'ultimo sondaggio sulle elezioni

E' stata una giornata molto positiva per la sterlina, trascinata al rialzo dalle ultime novità sul fronte Brexit. Il pound si è così portato in prossimità dei massimi di maggio contro il dollaro americano.

I sondaggi e la Brexit

Secondo l'ultimo sondaggio, i Tories avrebbero 12 punti di vantaggio sui laburisti, e questo non può che rendere più solida la posizione del premier Boris Johnson. Con un vantaggio così in Parlamento, far approvare l'accordo che ha stipulato con Bruxelles per chiudere la partita Brexit dovrebbe essere molto più agevole. Questa notizia ha dato sollievo ai mercati, visto che di recente si era nuovamente diffuso un certo timore di un Parlamento in bilico.

Sterlina in corsa

Gli investitori hanno così spinto la sterlina verso i massimi di 6 settimane contro il dollaro, e in prossimità di quelli toccati a maggio scorso. La coppia GBP-USD è infatti salita a 1,3010 e sta testando una resistenza sul quale è già rimbalzata di recente, peraltro si sta formando un testa e spalle rialzista rovesciato. Dallo scorso 3 settembre, la valuta britannica ha guadagnato oltre il 6%.

A rendere più sostenuta la marcia della sterlina ci ha pensato la contemporanea pesantezza del dollaro, frenato dalle nuove dichiarazioni di Trump riguardo alla trade war. L'inquilino della Casa Bianca infatti ha detto di non avere alcuna fretta di chiudere l'accordo commerciale con la Cina, ed anzi che potrebbe aspettare anche fino a dopo l'appuntamento elettorale del prossimo anno.

Consiglio: tra i diversi pattern che bisognerebbe studiare c'è anche il Pattern 123 (uncino) Ross guida a questo indirizzo.

Quadro macro

Domani sul fronte macroeconomico è atteso il rilascio del PMI dei servizi Markit nel Regno Unito, che dovrebbe rimanere nel territorio di contrazione. Tuttavia, al momento non c'è altro driver al di fuori di quello politico, vista l'importanza attuale e prospettica delle ormai imminenti elezioni.

venerdì 9 agosto 2019

Economia britannica in frenata, la Sterlina cola a picco

Gli ultimi dati macro sull'economia britannica danno un'altra spallata alla sterlina, già abbondantemente provata alla lunga vicenda Brexit, spingendola ai minimi di oltre due anno contro il dollaro.

I dati sull'economia britannica

L'Ufficio britannico di statistica nazionale ha infatti evidenziato un calo della crescita per la quinta economica mondiale. Nel secondo trimestre infatti la crescita è scivolata all’1,2% su base annuale, rispetto all’1,8% registrato nel primo trimestre. Oltre ad essere il dato peggiore dall'inizio del 2018, si tratta della prima contrazione dell'economia britannica in oltre 6 anni. Il PIL britannico è sceso dello 0,2%, quando nel primo periodo c'era stata una crescita dello 0,5%.

Questi dati stanno alimentando i timori di una recessione, anche in vista del difficile percorso di uscita dalla UE. Il prossimo 31 ottobre, a prescindere che ci sia un "deal" oppure no, Londra e Bruxelles si diranno addio. Proprio in vista dei questo evento, c'è stato un accumulo di scorte a inizio anno, che ha appunto innescato questi dati deboli nel secondo trimestre. Sullo sfondo c'è poi il clima di diffuso rallentamento dell'economia globale, a casua delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Insomma lo scenario è assai fosco.

Suggerimento: se siete interessati agli investimenti nel settore valutario, bisogna prima studiare bene i trading online recensioni dei broker e opinioni.

Ondata di vendite sulla sterlina

Come detto, i dati macro sull'economia britannica resi noti oggi hanno allarmato gli investitori, provocando un immediato sell-off sulla valuta britannica. Come si può vedere su qualsiasi miglior sito forex trading, la sterlina è scivolata al livello più basso dal 2017 contro il dollaro americano a 1,2056, segnando un minimo di 31 mesi. Da quando è diventato premier Boris Johnson verso fine luglio, la valuta di Sua Maestà ha perso oltre il 3%. Male anche l'andamento contro l'euro. Il cambio Euro-sterlina è infatti sceso a un minimo di due anni a 92,885, in calo dello 0,8% nel corso della giornata.

mercoledì 10 luglio 2019

Sterlina sotto pressione dopo i dati macro deludenti (e l'incubo Brexit)

Il futuro delle relazioni tra Gran Bretagna e UE continua ad essere avvolto nell'incertezza, e questo sta facendo inevitabilmente sentire i suoi effetti sulla sterlina britannica, che è in calo prolungato da diverso tempo.

Quadro macro e sterlina

Il lungo e infruttuoso processo di negoziati tra Londra e Bruxelles ha provocato un calo della fiducia tra imprese e privati, e le conseguenze si vedono sui recenti report macroeconomici (e in definitiva sulla sterlina). Settimana scorsa i dati PMI di giugno sono stati molto deboli, mentre questa settimana la fotografia di un Regno Unito che si indebolisce è stata confermata dal report sulle vendite al dettaglio (diminuite dell'1,6% a giugno, dopo il calo del 3,0% di maggio). Finora la crescita dei salari reali non si è tradotta quindi in maggiori consumi. Colpa della Brexit, che spinge i consumatori a rinviare gli acquisti non essenziali.

Il rischio di un No Deal Brexit sta danneggiando il clima economico britannico, dando così una spinta agli "orsi" della sterlina. Chi adotta strategie di breve periodo forex sta puntando forte sul calo del pound. La valuta della Gran Bretagna è scesa a 1,2450 contro il dollaro (GBP-USD) e si sta avvicinando sempre di più ai minimi di ben 2 anni e mezzo, dopo un calo trimestrale di quasi il 5%. Anche nei confronti dell'euro, la GBP si sta indebolendo in modo sensibile ed è arrivata al livello più basso dall'11 gennaio.

Il ruolo centrale della Brexit

Tutto continua a ruotare attorno alla Brexit, comunque, e finché non ci saranno maggiori certezze circa il futuro dei rapporti tra Gran Bretagna e UE, è probabile che i migliori segnali forex gratuiti affidabili continueranno a suggerire un calo della sterlina.
La stessa Bank of England sembra essere rimasta in sospeso. L'istituto centrale ha suggerito che i tassi potrebbero essere ritoccati in entrambe le direzioni, e che tutto dipenderà dall'evoluzione dello scenario Brexit.

martedì 28 maggio 2019

Brexit hard o soft? Le elezioni europee confondono ancora di più lo scenario

Le elezioni europee non sono servite a dare un quadro più chiaro della situazione politica che si vive nel Regno Unito. La questione Brexit, oggi più che mai, sembra aver spaccato il paese tra coloro che vogliono l'addio alla UE, anche "hard", e coloro che invece vorrebbero un secondo referendum per rimanere attaccati al treno europeo. E in tutto questo la sterlina si indebolisce progressivamente.

Brexit sempre più un dilemma

L'esito delle elezioni europee, cui la GB è stata costretta a partecipare proprio per il rinvio del divorzo dalla UE, rendono bene l'idea di quanto questo apese sia diviso. Gli elettori hanno premiato le fazioni più estreme, ovvero i brexiter di Farage da una parte e i LibDem europeisti convinti. A finire male sono invece stati i partiti della tradizione, quei laburisti e conservatori che solo 2 anni fa ottenevano l'80% dei voti. In un quadro del genere, capire che esito finale avrà la faccenda Brexit è impossibile.

Proprio per questo anche i mercati hanno faticato a reagire. E non lo hanno fatto. La sterlina, che da un mese a questa parte si sta indebolendo contro euro e dollaro, ha continuato a viaggiare al ribasso come per inerzia, dopo il testa e spalle trading rialzista di un mese fa. Quel che è sicuro è che visto il contesto, difficilmente potrà riprendersi a breve. Anzi, qualora dovesse prevalere una Hard Brexit, ci sono analisti pronti a scommettere che la valuta britannica si svaluterà di un altro 7%.

Suggerimento: se vi piace il trading ad alta intensità,cercate la migliore piattaforma per scalping forex.

I prossimi eventi chiave

Poiché non sono attesi dati di grande rilievo dal punto di vista macroeconomico, la sterlina rimarrà ancora guidata dagli sviluppi politici riguardo Brexit. Bisogna capire chi sarà il prossimo premier, dopo le dimissioni di Theresa May. Se sarà estremista della Brexit come Boris Johnson, allora il pound potrebbe finire sotto pressione. Se sarà qualcuno di meno impegnato in una Hard Brexit come Philip Hammond, allora le pene del pound potrebbero alleviarsi.

sabato 30 marzo 2019

Brexit, l'ipotesi "no deal" si fa sempre più probabile per i mercati

Ancora una volta la May incassa una bocciatura dal parlamento britannico riguardo alla questione Brexit. L'accordo che lo scorso novembre stipulò con Bruxelles è stato infatti respinto per la terza volta, per 344 voti contro 286. E adesso l'ipotesi una uscita disordinata da parte del Regno Unito si fa sempre più concreta.

Hard Brexit sempre più vicina

La terza votazione è avvenuta venerdì sera, ma il Withdrawal Agreement (così si chiama l'intesa Londra-Bruxelles) non è riuscita a passare. Il leader dei laburisti Jeremy Corbyn, ha immediatamente annunciato che bisognerà cambiare l'accordo raggiunto con l'Ue, oppure sarà necessario andare di nuovo alle elezioni. Dal canto suo la Commissione europea ha fatto intendere di ritenere ormai molto probabile una hard Brexit.

Adesso di fronte al Governo May ci sono solo due possibilità. La prima è di andare effettivamente al divorzio senza un accordo, mentre la seconda è quella di chiedere un nuovo rinvio dell'uscita, che è già slittata dal 29 marzo al 12 aprile. Ma per intraprendere questa seconda strada, che comporterebbe la partecipazione britannica alle elezioni europee del 23-26 maggio, occorre che il Governo May lo chieda in fretta per dare modo ai Ventisette di valutare il da farsi.

Suggerimenti: prima di aprire un account con un operatore, informatevi sui migliori broker CFD cosa sono e come funzionano.

I mercati non sanno cosa aspettarsi

Nel frattempo i mercati hanno reagito in modo meno drammatico del previsto alla terza bocciatura della proposta Brexit di Theresa May. La sterlina ha avuto uno slittamento, ma in misura inferiore rispetto a quello che aveva avuto in occasione delle precedenti due bocciature parlamentari. Il cross GBPUSD ha bucato al ribasso la soglia di 1,30 per la prima volta dallo scorso 11 marzo, mentre rispetto all'euro il deprezzamento è stato più contenuto. Ad ogni modo, non si vedono pattern e figure inversione trend riguardo alla valuta britannica.

I mercati sono in chiara attesa di capire come si evolverà la situazione, e sono mosso unicamente dalle questioni attinenti a Brexit. Anche i dati macro del Regno Unito (come il bilancio delle partite correnti e il PIL) non hanno mosso l'attenzione degli investitori, che rimane focalizzata solo sulla questione Brexit.

sabato 23 febbraio 2019

Brexit, deal ancora lontano ma la sterlina avanza

La settimana della sterlina si è chiusa con il segno più. Il pound infatti si è apprezzato in modo deciso tanto contro l'euro che contro il dollaro, nonostante dal fronte Brexit non siano giunte notizie ottimistiche.

La Brexit e la sterlina

La sterlina è sembrata non risentire affatto degli sviluppi politici sulla questione Brexit. Ciò malgrado la mezzanotte del 29 marzo, il momento del divorzio, si avvicina a grandi passi senza che le acque si calmino. Anzi, dalle parti di Londra si fanno sempre più agitate. Le iniziative nel Parlamento britannico non si contano, tutte con l'obiettivo di evitare il disastro di un’uscita senza accordo. Nel frattempo 25 membri del governo sembrano intenzionati a votare a favore di una posticipazione dell'uscita di tre mesi, in aperto dissenso con la loro leader.

Juncker e May

In settimana il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, ha sottolineato che un "no deal" avrebbe conseguenze economiche e sociali disastrose sia per il Regno Unito che per l'Unione Europea. Ancora peggio quello che ha aggiunto: "Non sono molto ottimista quando si tratta di questa questione, perché nel parlamento britannico c'è sempre una maggioranza contro qualcosa, mai una maggioranza a favore di qualcosa". La May però continua a mostrarsi ottimista, evidenziando che dei passi avanti ci sono stati e che ci sarà un altro voto al parlamento britannico, probabilmente la prossima settimana. Se fallisce, la May dovrà decidere se ritardare la Brexit o mettere in pericolo la quinta economia mondiale lasciandola senza un accordo.

Annotazione: prima di fare investimenti sulle valute, occorre predisporre dei piani di azioni. Qui trovate la spiegazione della strategia bande di Bollinger e MACD forex.

Gli effetti sulla sterlina

Malgrado questa tremenda incertezza, la sterlina si è mantenuta sopra la soglia dell'1,3 contro il dollaro e dell'1,15 contro l'euro, apprezzandosi nei confronti di entrambe le valute. Se osserviamo i dati di una trading Forex online piattaforma, possiamo notare però che il pound era reduce da ben 3 settimane di bilanci negativi contro le due valute principali. E in ogni caso, senza una svolta nei colloqui Brexit sarà difficile per la sterlina attraversare questi livelli e spingersi oltre.

giovedì 24 gennaio 2019

Sterlina in ascesa dopo le ultime novità dal fronte Brexit

Le dinamiche relative alla questione Brexit hanno dato un altro impulso alla sterlina, che è rimbalzata oltre quota 1,30 contro il dollaro, fino a toccare 1,3080.

Le novità su Brexit e sterlina

Le ultime notizie dal fronte Brexit dicono che il rischio di una uscita senza accordo sta sbiadendo, e che è diventato possibile un prolungamento della data di uscita ufficiale del Regno Unito dall'Unione Europea (prevista per il prossimo 29 marzo). A fornire un'apertura in tal senso sono state le parole della cancelliera tedesca Angela Merkel. Nel suo discorso a Davos la cancelliera ha reso noto che alla Germania non dispiacerebbe concedere altro tempo al Regno Unito. La premier May dal canto suo che un rinvio non è al momento una opzione presa in esame e che invece i suoi sforzi sono concentrati sulla realizzazione di un "deal".

Ma a dare una spinta alla sterlina sono state anche le dichiarazioni di Jeremy Corbyn, che a nome dei laburisti ha chiesto formalmente di valutare la possibilità di organizzare un nuovo referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Questa opzione è ritenuta una di quelle valide per evitare le conseguenze del “no deal”. Al momento i parlamentari laburisti favorevoli a un secondo referendum sono 71, ma la campagna per un nuovo voto popolare ha ottenuto il consenso anche di 10 deputati del Partito conservatore.

I driver del pound

La sterlina ha beneficiato di questo clima, guadagnando terreno tanto contro il dollaro che contro l'euro. La coppia Gbp-Usd è rimbalzata oltre quota 1,300, come visto sui grafici dei broker con bonus senza deposito. Nei confronti dell'euro la sterlina è riuscita a salire fino ai massimi delle ultime 10 settimane.

Consiglio: quando fate trading sulle valute, tenete sempre in considerazione l'esistenza di tabella correlazioni valute Forex.
 
Rimane comunque evidente che la questione Brexit rimane l'elemento chiave per i movimenti della sterlina. La speculazione sul divorzio tra Londra e Bruxelles continuerà a spingere il sentiment sui mercati, e soprattutto lo farà l'ipotesi di un rinvio della data di uscita, in calendario il 29 marzo.

giovedì 18 ottobre 2018

Brexit, accordo ancora lontano. Si fa strada l'ipotesi "no deal"

L'Eurozona torna a preoccuparsi in modo forte per la Brexit. Il vertice UE sull'addio di Londra è finito con un buco nell'acqua, e ci si prepara all'ipotesi sempre più concreta di una uscita senza accordo.

Lo stallo sulla Brexit

La premier britannica Theresa May ha incontrato a Bruxelles i leader dell'Unione europea, ma senza raggiungere una intesa. La grossa novità è che i 27 Paesi hanno annullato il vertice straordinario in programma tra un mese, proprio perché si preparano allo scenario del "no deal". Mancando infatti "sufficienti progressi" nelle trattative con il Regno Unito, il vertice allo stato attuale dei fatti sarebbe inutile. Tuttavia, i 27 si sono detti pronti a convocare un Consiglio europeo, se dal capo negoziatore Barnier dovessero giungere segnali di progressi decisivi.

Quanto sia duro trovare un punto di incontro si capisce dalle stesse parole a commento dei fatti. Da una parte Theresa May sostiene che l'accordo si a "portata di mano", ma dall'altra il capo negoziatore dell'Ue dice che manca "molto tempo" perché ci sono divergenze importanti su temi che non sono proprio dei dettagli (primo tra tutti la questione spinosa del confine irlandese). Pessimista il Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, secondo il quale è necessario "preparare l'UE per uno scenario no deal".

Allungare il periodo di transizione

Nel frattempo il Times sostiene che la Gran Bretagna stia cercando di prolungare il periodo di transizione post Brexit, che scatterà il prossimo 29 marzo e durerà 21 mesi. In questo modo si allungherebbero i tempi dei per negoziare un accordo di libero scambio con l'Unione europea. In sostanza la May sarebbe pronta a accettare di allungare il periodo transitorio durante il quale il Regno Unito applicherà le regole Ue anche dopo la Brexit, oltre il 31 dicembre 2020 (quando ciò scadrebbero i 21 mesi già previsti). Secondo il Financial Times, il commissario europeo Michel Barnier, responsabile dei negoziati sulla Brexit per l'Ue, sarebbe disponibile a prolungare addirittura di un anno questo periodo di transizione, quindi fino a dicembre 2021.

domenica 7 ottobre 2018

Sterlina spinta al rialzo dall'ottimismo circa la Brexit

La sterlina si è messa a correre, trascinata da alcune sensazioni positive riguardo alla faccenda Brexit. La valuta britannica è arrivata a toccare un massimo di due mesi rispetto all'euro e ha guadagnato anche contro il dollaro americano.

Cosa accade alla sterlina

I negoziatori hanno affermato di ritenere un accordo di divorzio "molto vicino". Fonti dell'UE hanno detto giovedì che i negoziatori hanno visto la bozza di un compromesso sulla questione dei confini irlandesi, alimentando le speranze che possa essere raggiunta una intesa. Le più recenti indiscrezioni di stampa sostengono che il compromesso tra Unione europea e Regno Unito potrà essere siglato a breve, nell’arco di qualche settimana. E' stata indicata anche una possibile data in occasione delle prossime riunioni tra i leader della Ue che si terranno il 17-18 ottobre e il 17-18 novembre.

Queste indiscrezioni hanno messo le ali alla sterlina, divenuta una dei punti fermi di chi adotta la strategia forex intraday trading. Il pound è salito dello 0,3 percento a 88,045 pence, il valore più alto dal 4 luglio. La valuta britannica è salita anche a un massimo di cinque giorni rispetto al dollaro, raggiungendo $ 1,3101 prima di perdere alcuni di questi guadagni.

Consiglio: se vi piace il trading sulle valute, considerate sempre i costi che sostenete. Qui ad esempio illustriamo gli spread Plus500 fissi.

Il legame sterlina-Brexit

Va ricordato che negli ultimi due anni le incertezze legate al divorzio tra le parti hanno appesantito spesso la valuta britannica. In molti hanno sempre avuto dubbi sulle reali possibilità di trovare il tanto atteso accordo sulla Brexit, e non a caso dal 23 giugno 2016 in poi la sterlina non ha fatto che deprezzarsi. Adesso, a circa 6 mesi dalla scadenza del 29 marzo 2019, le negoziazioni potrebbero essere in dirittura d’arrivo. Il mercato ha creduto all’ipotesi di un prossimo accordo, e gli investitori sono tornati a puntare sulla sterlina.

Va detto che una volta che sul mercato si innesca un certo ottimismo, bisogna che i prossimi passi concreti vadano in questa direzione. Un eventuale ritardo infatti potrebbe essere accolto molto nervosamente dai mercati, finendo per penalizzare di nuovo la sterlina.

sabato 8 settembre 2018

Brexit, i lievi progressi spingono la sterlina sui mercati

L'ultimo giorno di negoziazioni è stato positivo per la sterlina britannica, che ha guadagnato terreno contro euro e yen grazie ad alcuni sviluppi positivi riguardo alla questione Brexit.

La Brexit e la sterlina

Il responsabile Ue per i negoziati sulla Brexit, Michel Barnier, ha inviato delle note al Parlamento britannico lunedì scorso che sono state pubblicate in parte da Reuters. In esse viene evocata l’apertura Ue verso altre soluzioni per superare l’attuale controversia sul confine irlandese. “Siamo aperti a discutere altre misure di sostegno - scrive Barnier - possiamo discutere questo testo, possiamo apportarvi modifiche”. L'Unione Europea ha proposto una barriera che potrebbe comportare la permanenza dell'Irlanda del Nord nell'unione doganale. Cosa però che il governo britannico ha rigettato, in quanto la ritiene una ipotesi lesiva della propria integrità territoriale. Barnier però ha affermato che una collaborazione di entrambe le parti potrebbe permettere di gestirle questo tema senza drammi.

Gli effetti del discorso di Barnier

Le posizioni europee espresse da Barnier sono parse più concilianti di altre volte, e per questo i mercati hanno "festeggiato" la notizia comprando sterline. Analizzando i dati della migliore piattaforma per trading online possiamo vedere che la valuta britannica è arrivata a quota 1,3028 sul dollaro, per poi ridiscendere nuovamente sotto questo livello a seguito dei dati sul lavoro USA. La notizia ha inciso in modo ancor più visibile sul cambio con l'euro, sceso dello 0,50%. Questa spinta è evidenziata anche dal posizionamento degli speculatori con i massimi GBP in ascesa dal maggio 2017, cosa che fa ritenere una attrattiva maggiore del GBP.

Consiglio: prima di fare investimenti sulle valute, imparate bene i concetti di lotti trading forex (minilotti, microlotti).

La valuta britannica ha complessivamente avuto una settimana instabile, dal momento che le notizie sui progressi dei negoziati sulla Brexit hanno costretto gli operatori a cambiare rapidamente posizione in un mercato valutario che è stato comunque prevalentemente short sulla valute di Sau Maestà.

venerdì 8 giugno 2018

Brexit e Irlanda, la May prova il "piano B". Bruxelles lo boccerà

La questione Brexit continua a infuocare il clima politico in Gran Bretagna. Londra ha presentato ieri un piano per gestire uno dei temi caldi, ovvero la frontiera interna irlandese. Questo piano prevede un “accordo doganale temporaneo”, che sostanzialmente non cambia nulla rispetto allo status quo. Regno Unito e Irlanda rimarranno unite a livello doganale de facto, per un periodo di un anno dopo i 21 mesi di transizione già concordati dopo Brexit.

La mossa di Londra su Brexit

Questa mossa è finalizzata a calmare le acque all'interno del Regno Unito, evitando una crisi di Governo su Brexit. Ciò grazie alla scadenza finale di questo piano, che coincide col dicembre 2021, data in cui la Gran Bretagna lascerà il mercato unico e l’unione doganale in ogni caso. Proprio l'aver messo nero su bianco un termine preciso, ha fatto sì che i sostenitori di Brexit si siano calmati dopo le agitazioni degli ultimi giorni. Secondo loro infatti, una soluzione temporanea senza una fine prestabilita sarebbe equivalsa alla firma di un “assegno in bianco” a Bruxelles.

Ma il problema della scadenza fissata dalla May, è che se piace sul fronte interno non piacerà a Bruxelles. Sebbene il capo negoziatore Ue Michel Barnier abbia comunque detto che verrà valutata, il problema è che proprio la scadenza precisa di fatto lascia "scoperto" il periodo successivo. La UE non vuole che sia ignoto cosa accadrà in assenza di un accordo permanente tra le parti. Questo piano britannico invece fa sì che il problema del confine irlandese sia solo rimandato.

A dicembre scorso Londra e Bruxelles erano arrivati a un punto di intesa su questo aspetto di Brexit, concordato sul fatto che fosse impossibile tornare a controlli al confine tra le due Irlande. Londra aveva accettato, in teoria, di restare nell’unione doganale fino al raggiungimento di un accordo permanente. Adesso invece la mezza marcia indietro, che lascia il problema senza soluzione. Oggi Barnier darà il suo verdetto sulla proposta britannica, ma l'esito negativo è scontato.

martedì 9 gennaio 2018

Sterlina, reazione blanda dopo il rimasto del governo May

I mercati hanno reagito in modo tiepido al rimpasto di Governo nel Regno Unito. La May più che stravolgere il suo Esecutivo ha soltanto ricollocato alcune posizioni. Malgrado questo la sterlina è andata leggermente al rialzo contro l'euro, ed anche oggi sale leggermente. Il Primo Ministro britannico ha confermato in blocco i ministri di primo piano (Esteri, Interni, Brexit, Tesoro). La novità maggiore invece è la nomina di Brandon Lewis a presidente del partito conservatore. Peraltro il suo annuncio è stato condito da una grossolana gaffe, visto che al suo posto era stato annunciato Chris Grayling - altro fedelissimo della May - come nuovo presidente dei Tories. Il tweet è stato subito cancellato ma la figuraccia è stata fatta.

Alla fine l'impressione che se ne è ricavata è quella di una May molto debole. Se la premier sperava di riaffermare la sua autorità dopo il disastroso risultato elettorale di giugno, non c'è affatto riuscita. Anche per questo i mercati hanno reagito in modo freddo. Se non è stata penalizzata la valuta britannica nella sessione di lunedì, è solo perché l'euro (nonostante i dati macro in gran parte favorevoli) è rimasto debole a causa dei timori per le difficoltà nei colloqui di coalizione in corso in Germania, che sono in corso da settembre 2017. Il cambio GBP / EUR si è aperto nella regione di 1.1275, chiudendo successivamente più in alto intorno a 1.1336 di sera come visto sulla nostra piattaforma di trading (qui c'è la guida Markets.com cos'è come funziona).

Le prospettive a breve della sterlina

Come detto, anche oggi si assiste a un lieve rialzo della valuta britannica, ma comunque i trader sembrano molto cauti nell'impegnarsi nel cross GBP / EUR. Il punto è che la riorganizzazione dell'esecutivo sta ancora andando avanti. Non è ancora stata creata una posizione di "ministro per il commercio". Se ciò dovesse avvenire oggi, allora la sterlina potrebbe calare bruscamente poiché suggerirebbe che la possibilità di lasciare l'UE senza un accordo è ancora sul tavolo. Tenetelo a mente, se stato osservando la classifica piattaforme di trading online perché pensate di tuffarmi nel mercato.

Dal punto di vista macro, le prossime notizie economiche in arrivo dal Regno Unito saranno l'annuncio della bilancia commerciale (mercoledì mattina) che dovrebbe segnalare un deficit commerciale considerevole. Se così fosse, allora la sterlina potrebbe risultare penalizzata e innescare un calo del tasso di cambio GBP / EUR, a seconda che i trader considerino questo un risultato di instabilità legata alla Brexit. Occhio invece al dato del PIL tedesco (uscirà giovedì). Se dovesse crescere secondo o oltre le attese, allora ciò potrebbe innescare un rally dell'Euro.

martedì 11 luglio 2017

Sterlina giù nei confronti dell'euro. Si avvicina quota 0,90

I negoziati tra Londra e Bruxelles sulla Brexit sono cominciati, e già ci sono state le prima frizioni riguardo alla questione della reciprocità di trattamento. Questioni che ovviamente appesantiscono la sterlina sui mercati valutari, proprio mentre l'euro viaggia con il vento in poppa. Peraltro dobbiamo ancora addentrarci nei negoziati sulle questioni economico-finanziarie, che presumibilmente saranno di notevole importanza, se si pensa che da esse deriverà il futuro economico delle due parti in causa.

Il fatto che non ci sono grosse novità sostanziali non è un bene per la sterlina, dal momento che il fattore tempo gioca a sfavore della City. I negoziati dovranno chiudersi entro due anni, senza proroghe. Più avanti si andrà, peggio sarà per Londra. Le istituzioni finanziarie hanno infatti già chiarito alla May che l'incertezza sull'esito delle trattative è qualcosa che essi non sono disposti a tollerare.

L'andamento del cross tra euro e sterlina

Intanto nel Forex la valuta unica va in pressing sui massimi di giugno contro la sterlina (prima di fare investimenti, cercate sempre di scoprire qual è il miglior sito forex trading). Durante lo scorso mese la coppia EUR/GBP si è più volte andata a fronteggiare con la quota 0,88/0,885, ovvero massimi allineati di gennaio e marzo. Oggi siamo ad un nuovo assalto, e addirittura l'euro si è avvicinato a quota 0,89.

Il trend di lungo periodo è rialzista, e anche gli opzioni binarie segnali gratis affidabili vanno in questo senso. Qualche pausa non rappresenta certo un elemento di cui preoccuparsi. Soltanto qualora vi fossero delle discese sotto quota 0,8653, avvalorate dal cedimento di area 0,86, si potrebbe mettere in discussione l'impronta avuta da questo cross nell'ultimo periodo. A quel punto si potrebbe pensare ad una discesa verso 0,8520/0,855, punto di passaggio della media mobile a 100 giorni e ultimo riferimento per scongiurare il ritorno sui minimi di aprile a quota 0,83.

La prospettiva maggiore al momento però è che venga infranta la resistenza a 0,879/0,88. Da questo se ne ricaverebbe un segnale di forza notevole da parte della valuta unica, con possibili spinte verso 0,905, ovvero il massimo dallo scorso novembre.

martedì 13 giugno 2017

Mercato, la sterlina finisce sotto stress dopo le elezioni

Il peso della sconfitta elettorale della May, si sente sulla Gran Bretagna ma anche sui mercati finanziari. E chiaramente pesa anche sulla sterlina, finita sotto stress dopo che il premier britannico ha dovuto incassare una amara delusione alle urne giovedì scorso. I Tories hanno confermato la loro prevalenza in Parlamento, ma i laburisti hanno assottigliato le distanze. Cosa peggiore però, il partito della May non è riuscito a raggiungere quella maggioranza assoluta che gli avrebbe consentito di guidare saldamente il percorso lungo la Brexit.

Ricordiamo che i negoziati dovrebbero cominciare il 19 giugno. Ed è proprio questo che preoccupa i mercati finanziari. Senza una maggioranza forte, le trattative per la Brexit potrebbero prendere una piega complicata e richiedere più tempo del termine di 2 anni previsto. Peraltro la cosa potrebbe complicarsi ulteriormente nel caso in cui la May - sotto assedio - decidesse di rassegnare le dimissioni. Allo stato attuale ciò non è ipotizzabile, ma lo scenario non va escluso dal momento che queste richieste gli arrivano tanto dai laburisti quanto dagli stessi Conservatori.

La reazioni del mercato

Intanto sul mercato valutario la sterlina accelera al ribasso. Dopo aver toccato il minimo di 7 mesi contro l'euro a quota 1,1280, anche contro il dollaro è andata deprezzandosi (1,2671) finendo nell'orbita dei valori più bassi registrati nell'ultimo bimestre (se vi interessa il trading, qui trovate il confronto broker Forex recensioni).

Dal punto di vista generale, la valuta britannica si è mostrata molto debole nell'ultimo periodo contro l'euro. Questo dipende più dalla sua instabilità che non dalla forza dell'euro, che invece è apparso relativamente stabile. Nel predisporre una strategia vincente opzioni binarie, tenete quindi conto di questa impulsività della coppia.

E dal punto di vista finanziario potrebbe esserci una nuova mazzata in arrivo, visto che le agenzie di rating minacciano il downgrade sul debito britannico. Secondo Moody’s la situazione è talmente complicata che potrebbe essere posticipato l'inizio delle trattative sulla Brexit. Al momento, il rating sul debito britannico da parte di Moody’s è di “Aa1”, un gradino al di sotto della tripla AAA.

mercoledì 5 aprile 2017

Jp Morgan avverte: la Brexit potrebbe sfaldare l'EuroZona

Ci sono due pericoli all'orizzonte secondo il numero uno del colosso JP Morgan, ovvero Jamie Dimon. Il primo è la Brexit, il secondo è la situazione che stanno vivendo gli USA. Il suo punto di vista viene spiegato in un report di 45 pagine, fitte di valutazioni sulla situazione attuale dell'economia globale.

Il rischio Brexit secondo la visione di Jp Morgan

brexitRiguardo alla Brexit, l'idea è che nei prossimi due anni non accadrà nulla di rilevante. Tanto che JP Morgan non dovrebbe esserci necessità di drastici trasferimenti di personale dalla City in qualche altra capitale europea.
Quel che accadrà dopo invece è un'incognita. Dopo che saranno stati completati i negoziati su Brexit, l'Unione Europea potrebbe richiedere che i servizi finanziari non passino più per Londra. E infatti JP Morgan si sta attrezzando per acquistare un palazzo a Dublino in Irlanda.

Ma potrebbero essere molto più gravi le conseguenze di Brexit per l'UE. L'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, infatti potrebbe scatenare tensioni forti in seno all'EuroZona, col rischio di rottura politica ed economica. Di sicuro ci sarà un bel da fare anche per la BCE.

Le preoccupazioni sugli USA

Riguardo agli USA invece, l'opinione è che ci sia qualcosa che non va nel processo di crescita, cosa che si palesa nella bassa partecipazione alla forza lavoro. Comunque il chief executive di JP Morgan crede che l'economia americana dovrebbe trarre vantaggio dalle politiche della nuova amministrazione di Donald Trump (occhio però a prendere con le pinze questa analisi, visto che Dimon fa parte del business forum creato da Trump per stimolare la crescita e il lavoro).

Un passaggio importante riguarda le tasse. Dimon sottolinea che gran parte dei paesi sviluppati ha ridotto le tasse aziendali nel corso del decennio appena passato, ma non gli USA. Se Trump porterà a compimento la riforma fiscale, sarà un beneficio per l'economia americana.

giovedì 30 marzo 2017

Cambio euro-sterlina, secondo SocGen ci si avvia verso la parità

Il futuro del cambio euro-sterlina potrebbe tendere verso la parità, e questa ipotesi potrebbe addirittura concretizzarsi nel giro di pochi anni. Non c'è neppure bisogno di sottolineare quanta importanza rivesta in tal senso la Brexit. Le conseguenze dell'uscita dalla UE potrebbero infatti essere molto pesanti per il Regno Unito. Lo sostengono alcuni analisti di Societe Generale, che hanno illustrato il quadro complessivo del rapporto di cambio tra le due valute, fornendo anche delle previsioni di lungo periodo (Qui invece trovate le previsioni eur usd 2017).

Le previsioni sul cambio euro-sterlina

Appena ieri pomeriggio c'è stato il primo passo storico per dare concretezza alla Brexit. La premier britannica May ha formalmente attivato l'articolo 50 per uscire dalla UE, e questo ha immediatamente fatto sentire i propri effetti sul cross Eur-Gbp, caratterizzato da forte volatilità (abbiamo visto i migliori segnali trading affidabili puntare tutti sui cross che coinvolgevano la sterlina).

Immediatamente dopo gli eventi di ieri, il cross euro-sterlina è scivolato da 0.8684 a 0.8628, per poi recuperare terreno. L’euro-sterlina continua infatti a trovare un valido livello di supporto sulla media mobile di 55 giorni a 0.8603. Va detto che nell'ultimo periodo questa coppia si è mossa in netto rialzo, e secondo molti a breve potrebbe raggiungere quota 0.90 (a fine settembre 2016 era giunto al massimo di 0.9229). Se vediamo il cross da un punto di vista tecnico, sul fronte rialzista nel breve periodo non viene vista una possibile rottura della resistenza a quota 0.8728, ma se così dovesse accadere allora il percorso verso quota 0.88 potrebbe accelerare.

Cosa succederà secondo SocGen? L'elemento cruciale dovrebbero essere i dati economici in uscita da Europa e Gran Bretagna, ma anche eventuali ulteriori shock politici. In special modo si dovrebbe guardare alle elezioni francesi e alla resilienza economica del Regno Unito. Le conseguenze che la Brexit potrebbe avere sull'economia della Gran Bretagna (specie nel settore finanziario) potrebbero incidere moltissimo sul comportamento degli investitori.

giovedì 9 febbraio 2017

Economia: primo via libera alla Brexit. Si avvicina il conto alla rovescia per la May



Arriva il via libera della Camera dei Comuni alla Brexit. E' stato approvato ieri sera il disegno di legge che permetterà al governo di invocare l'articolo 50 del Trattato di Lisbona, quello che di fatto dà il via all'iter concreto per l'uscita del Regno Unito dall'UE, così come deciso dal referendum dello scorso giugno.
Il disegno di legge ha ottenuto l'OK senza alcuna modifica e con una maggioranza schiacciante: 494 favorevoli contro 122 contrari. Adesso il testo va alla Camera dei Lord, che lo voterà il prossimo 20 febbraio.

Il problema degli accordi commerciali e i riflessi sull'economia

Va segnalata una frase presente nella proposta di legge: "Il nostro Parlamento è rimasto sovrano per tutto il periodo in cui abbiamo fatto parte dell’Unione europea, ma non sempre questa è stata la sensazione".  Un vero e proprio atto d'accusa all'Europa.
Certamente una frase non proprio ideale se è vero come è vero che il primo ministro Theresa May desidera un divorzio amichevole, e soprattutto una prosecuzione dei rapporti commerciali con l’Unione Europea.

C'è un aspetto che va sottolineato. L'articolo 50 del Trattato di Lisbona sancisce l'uscita della GB da qui a due anni, momento in cui cesseranno di avere effetti i trattati attualmente in vigore. Questo quindi è il lasso di tempo che avrà il governo britannico per ridefinire i rapporti commerciali con i singoli paesi. Più si tarda, più il Regno Unito agirà in posizione di debolezza, e quindi patirà condizioni di accordo peggiori. Peraltro molti dei paesi con cui la GB vorrà fare accordi, avranno voglia di fargliela pagare cara.

Senza contare che far cuocere la GB nel suo brodo, significa aumentare le possibilità che le grandi aziende scappino da Londra. Chi in Europa vuole farsi sfuggire l'occasione per un simile scippo?
Ecco perché la sensazione è che la Gran Bretagna abbia messo in moto un processo complicatissimo senza avere un paracadute.