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venerdì 29 giugno 2018

Dollaro Nzd-Usd in ascesa. Il kiwi approfitta della debolezza del biglietto verde

Dopo qualche tempo di sofferenza, il dollaro neozelandese sembra avere imboccato la via del rialzo contro quello americano. L'impronta della coppia dollaro NZD-USD sembra infatti abbastanza rialzista, come confermato dagli scambi di oggi. Una spinta che è maturata grazie ai rapporti economici di questa settimana, ma soprattutto a causa della debolezza del biglietto verde, innescata dai report economici peggiori delle attese.

I driver della coppia dollaro Nzd-Usd

dollaro nzd-usdDopo essere stata dominata dall'USD - da quando il prezzo ha rotto al ribasso l'area 0,7250 - la NZD sembra potersi rialzare (per un esame suggeriamo di osservare il grafico sulle trading online piattaforme migliori). Come detto hanno inciso i buoni dati macro usciti in settimana. Il rapporto sulla bilancia commerciale neozelandese ha registrato un aumento di 294 milioni rispetto alla precedente lettura di 193 milioni. La fiducia delle imprese è aumentata e il rapporto ufficiale sul tasso di liquidità ha riportato un dato invariato all'1,75%. Il rapporto del Consenso costruttivo ha evidenziato con un aumento al 7,1% rispetto al precedente valore negativo di -3,6%.

Dal lato del dollaro, dopo una diminuzione del PIL finale dal 2,2% al 2,0% il biglietto verde ha perso terreno contro le altre valute principali. Si attendono nel corso della giornata ulteriori report che comunque non sembra possano invertire il destino di una settimana difficile per la valuta americana. A pesare di più in questa fase sono comunque le novità riguardo la guerra commerciale USA-Cina.

Per chi è alla ricerca della migliore strategia forex intraday trading, diamo ora uno sguardo dal punto di vista tecnico. Il prezzo è attualmente impostato al rialzo, e dovrebbe spingere verso l'area di resistenza tra 0,68 e 0,69. Se dovesse avvenire il superamento di quota 0,69 con una chiusura giornaliera, si avrebbe una ulteriore pressione rialzista (forse fin verso 0,7150). Avendo una forte divergenza rialzista a sostegno del momentum rialzista, il prezzo dovrebbe spingere al rialzo in quanto rimane sopra lo 0,67 con una chiusura giornaliera.

venerdì 25 maggio 2018

Yen in recupero grazie al risk-off sui mercati internazionali

La scarsa propensione al rischio che si respira sui mercati globali ha dato una spinta allo yen giapponese. La valuta nipponica infatti è tradizionalmente considerata un rifugio sicuri dagli investitori. Si comprende quindi perché stia beneficiando del fatto che i principali indici azionari mondiali sono in modalità risk-off. Il presidente degli Stati Uniti Trump ha scritto una lettera a Kim Jong On giovedì, affermando che stava cancellando il vertice in programma il 12 giugno a Singapore. Inoltre, le recenti notizie del 25% di tariffe sui veicoli importati negli Stati Uniti. A questo si aggiunge l'incertezza riguardo all'esito dei colloqui in corso tra Cina e Stati Uniti.

L'andamento dello Yen

Tutto questo spiega perché lo yen sia tra le valute più performanti degli ultimi giorni, nonché tra le valute più gettonate da chi fa copy trading (qui trovi una guida come funziona etoro copy trading). La valuta giapponese ha guadagnato l'1,35% contro il dollaro nel corso dell'ultima settimana. Meglio ancora ha fatto contro l'euro: +4%. Peraltro la coppia EUR / JPY viaggia ancora nell'area dei minimi recenti del 2018 in prossimità di 127,50.


Nella giornata di oggi la rivitalizzazione della domanda del dollaro USA, unita al dato debole del CPI core di Tokyo ha fornito un impulso per riportare la coppia Usd-Jpy a un alto livello intraday di 109,74 durante la sessione asiatica, ma poi la coppia ha fatto marcia indietro e attualmente è stabile a 109.27. Lo Yen invece continua a guadagnare terreno contro l'euro, per circa mezzo punto percentuale.

Per chi adotta tecniche di trading forex intraday è interessante osservare come sul grafico a 4 ore, l'USD/JPY è scambiato al di sotto delle medie mobili semplici da 50 e 100 punti (SMA) ma superiore alla SMA a 200 periodi sul grafico a 4 ore. La tendenza principale rimane rialzista, ma non si escludono ulteriori ribassi settimana prossima.

mercoledì 14 marzo 2018

Valute, i trader si chiedono che direzione prenderà l'Eur-Usd

La coppia di valute più scambiata a livello globale è stata anche quella che ieri ha animato di più le piazze di trading. L'inflazione Usa e il licenziamento via Twitter del segretario di stato Tillerson sono i due eventi clou del giorno. Anziché imprimere una decisa rotta al cambio Euro Dollaro, però hanno solo finito per alimentare la situazione di incertezza. La giornata di ieri è stata molto movimenta, ma ha finito per non intaccare il canale dentro il quale la coppia si muove da tempo.

I market mover delle valute

Questa mattina il cambio Eur-Usd si muove in area 1,2391, premiando l'euro tra le due valute. Gli analisti dei broker con spread bassi forex continuano a non sbilanciarsi. Dal punto di vista tecnico si può identificare una resistenza verso quota 1,2410, che comunque sembra essere un target non facile da raggiungere. L'eventuale nuova accelerazione della valuta comunitaria infatti dipende anche dall'attivazione di una fase laterale di accumulazione. Cosa che finora non è avvenuta.

I trader che fanno Forex sono stati ieri alle prese con il report sulla inflazione americana. I dati sono stati coerenti con le aspettative: a febbraio è salita al 2,2% dal 2,1% del mese precedente mentre la crescita dei prezzi depurati dalle componenti più volatili (inflazione core) è stata dell'1,8%. Assolutamente inattesa invece è stata la notizia del licenziamento di Tillerson da parte di Trump. L'allontanamento del Segretario di Stato è una mossa da interpretare. C'è chi dice che sia un segnale di perseveranza riguardo alla guerra sui dazi, altri dicono che sia un segnale rivolto all'Iran.

Ad ogni modo, l'andamento del cross Eur/Usd viene visto ancora incerto dagli analisti nel breve periodo. Un dilemma più arduo di quale broker forex scegliere. Ci sono segnali trading molto divergenti tra loro, e proprio per questo non è facile stabilire quale direzione potrebbe essere intrapresa dalla coppia più famosa del mondo del trading online.

lunedì 6 novembre 2017

Trading, la settimana passata e quella che comincia



Dopo aver vissuto alcuni giorni ad altissima intensità, soprattutto per via di una discreta mole di importanti dati marco, i mercati possono abbassare il ritmo. Così nel trading market la volatilità cala e rientra nella norma, al pari dei volumi. Sullo sfondo resta comunque un moderato ottimismo, soltanto attenuato dalle previsioni sui fattori di rischio. Insomma prudenza sì, ma davvero ridotta al minimo.

Appuntamenti marco per il trading


Sul valutario gli occhi sono puntati sulle decisioni in merito ai tassi da parte di Australia e Nuova Zelanda. Le banche centrali decideranno rispettivamente il 7 e il 9, per cui occhio ai migliori segnali opzioni binarie affidabili gratis in uscita nei prossimi giorni su Aud e Nzd. Il momento per questi due paesi non è positivo, visto che gli ultimi dati sono stati sotto le aspettative.

In Europa invece rimane sempre aperta la questione Catalogna, che per adesso resta fonte di bassissima preoccupazione per i mercati. Nell'ambito trading la questione è stata derubricata a fatto essenzialmente interno alla Spagna. Anche perché così la sta considerando la UE. Chi traffica con l'EUR insomma ha dedicato più tempo a cercare broker con spread bassi forex piuttosto che a occuparsi della questione spagnola.

Usa e Gran Bretagna


Più interesse riguardo alle vicende USA. La nomina di Powell quale futuro presidente FED, la presentazione della riforma fiscale (non senza polemiche), i dati sul lavoro e gli echi del Russian-Gate sono fattori che hanno inciso nei giorni scorsi sull'USD, e che potrebbero incidere ancora nei prossimi giorni, tenuto conto che ci avviciniamo al momento in cui la Fed dovrebbe alzare per la terza volta nell'anno i tassi.

Occhio intanto alla Gran Bretagna, dove la BoE ha appena stroncato gli entusiasmi del mercato, ricevendo in cambio una forte penalizzazione della sterlina. Resta l'incertezza sul fronte Brexit, visto che le trattative che vanno a rilento.

giovedì 25 maggio 2017

Tassi di interesse USA verso il rialzo. Cosa accadrà al cross EurUsd?

Si avvicina sempre di più il momento del rialzo dei tassi di interesse negli USA. Nel corso della scorsa notte sono infatti stati resi noti i verbali del Fomc, ovvero il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, da cui emerge con forza l'idea di procedere a un innalzamento del costo del denaro, probabilmente già durante il prossimo meeting di giugno. Del resto non è un caso se i future Fed Funds oggi danno all'80% questa possibilità.

Ricordiamo che sul finire del 2016 era stato stabilito un crono-programma che prevedeva tre (o quattro) ritocchi ai tassi di interesse USA. Quello di giugno sarebbe il secondo. Una notizia molto interessante per chi spera di capire come guadagnare subito con il Forex.

L'azione del Fomc sui tassi di interesse


Tornando ai verbali del Fomc, l'organo di politica monetaria ha utilizzato una espressione abbastanza eloquente: "Presto sarà appropriato alzare il costo del denaro". Siccome la frase è stata pronunciata durante il meeting dello scorso mese, quando il tasso venne lasciato fermo, diventa chiaro che il riferimento era alla successiva riunione. Quella di giugno appunto.

Attualmente i tassi sono nell'intervallo tra lo 0,75 e l'1%. Un eventuale rialzo potrebbe dare una spinta al dollaro, che attualmente è in indebolimento contro l'euro (basta guardare una migliore piattaforma di trading per Forex per notarlo).

Attenti però che esiste una condizione da rispettare prima di procedere al rialzo del costo del denaro, ovvero che dai report economici emerga un quadro di crescita stabile, anche dopo aver alleggerito l'economia di stimoli monetari nei mesi scorsi.
C'è poi un altro aspetto che interessa gli investitori, ovvero come la banca centrale Usa intende ridurre il proprio bilancio, che ha raggiunto 4.500 miliardi di dollari.

giovedì 20 aprile 2017

Fed, il beige book alimenta scetticismo sul prossimo rialzo dei tassi


Anche se la settimana in corso è improntata alla prudenza da parte degli operatori, che guardano soprattutto all'appuntamento elettorale con la Francia del prossimo weekend, ci sono comunque degli spunti macro interessanti. Dopo il dato sull'inflazione dell'euroZona (stabile all'1,5% e in linea con le previsioni), questa notte è stato reso noto il Beige Book da parte della Federal Reserve.

Si tratta del report complessivo che l'istituto centrale americano pubblica ogni 6 settimane, una sorta di bollettino sullo stato di salute dell'economia. Visti i dubbi sul timing del rialzo del costo del denaro che ha intenzione di portare avanti la Fed, il Beige Book era un elemento di interesse per gli investitori (si vedano qui le previsioni eur usd 2017).

Bene il lavoro, delude l'inflazione secondo la Fed

Ebbene, dal report emerge che l'economia statunitense continua a crescere. Tuttavia lo sta facendo a un "passo moderato". E' vero che i salari sono aumentati, ma non arrivano notizie troppo confortanti dall'inflazione.
L'occupazione è in crescita in tutto il Paese, soprattutto per via di un mercato del lavoro che si conferma forte. Proprio questo aspetto ha propiziato la crescita dei salari.
Il problema, come detto, rimane l'inflazione. Le pressioni rimangono modeste, con i prezzi di vendita che sono saliti solo "leggermente" rispetto alla precedente relazione.

Tutto questo lascia incerti i trader, e in bilico il futuro prossimo del cross euro-dollaro che è il top nel trading Forex e binario (in proposito si veda quanto si guadagna con le opzioni binarie).

Il Beige Book, che fa riferimento al periodo tra la fine di febbraio e marzo, sarà utilizzato nella prossima riunione della Fed in calendario il 2-3 maggio.
Da quel che emerge quindi, non sembra possa essere concreta l'ipotesi di un nuovo rialzo dei tassi già nel mese di giugno. Ricordiamo che l'ultimo ritocco all'insù di 25 punti base è stato deciso appena lo scorso mese. Molto di più però si capirà quando, ad inizio maggio, il governatore Janet Yellen spiegherà la politica monetaria che la Fed intende portare avanti.

martedì 11 aprile 2017

FED, la Yellen predica ancora prudenza sui mercati

La tarda serata di lunedì porta sui mercati una nuova dichiarazione della numero uno della Federal Reserve, Janet Yellen. Era presente a un meeting presso l'Università del Michigan. Sono dichiarazioni ancora una volta improntate alla prudenza. Il capo della FED ribadisce infatti che i tassi di interesse negli Stati Uniti saliranno, ma questo sarà frutto di un processo graduale.

Il punto di vista della FED

dollaroSecondo la Yellen, la stretta monetaria intrapresa dalla banca centrale statunitense è quanto mai appropriata, ma nessuno in seno alla FED vuole ritrovarsi nella posizione di dover alzare i tassi troppo rapidamente, perché questo potrebbe causare problemi all'economia. Inoltre, secondo il capo dell'istituto americano, la crescita del paese è in buona salute, e che anche quella mondiale comincia a farsi più robusta. Ma si tratta - sottolinea Yellen - di risultati positivi che hanno richiesto tempo. Ha inoltre sottolineato che la FED è sempre più vicina a raggiungere i suoi obiettivi.

La situazione del dollaro USD

Dopo le parole del capo della FED, il dollaro americano non ha modificato la sua rotta sui mercati valutari. Del resto anche ieri la coppia EUR/USD era stata stabile.
Il mercato è rimasto all’interno di una gamma di oscillazione molto ristretta, con movimenti estremamente ridotti su ambo i lati e i migliori segnali trading affidabili sono tutti silenziosi questa mattina.
Nel resto della giornata, non sono attese notizie importanti degli Stati Uniti né dall’eurozona pertanto prevediamo oscillazioni ridotte e una fase di consolidamento con orientamento ribassista.

Lo scenario tecnico

Dal punto di vista tecnico, utilizzano la Bande di bollinger non abbiamo avuto grandi input. Al momento il livello superiore degli 1,06 dollari continua a fungere da resistenza. Attualmente il mercato mostra una certa insistente pressione ribassista, ma il livello inferiore degli 1,05 dollari dovrebbe continuare a fungere da supporto e non prevediamo una rottura al di sotto di questa regione al primo tentativo. Dal punto di vista macro, infine, non sono attesi grandi appuntamenti in giornata.

lunedì 3 aprile 2017

Economia Giapponese, l'indice Tankan migliora ma la BoJ non cambierà la propria politica

La settimana dei mercati finanziari si apre con alcuni dati interessanti che sono giunti sull'economia giapponese. L'indice Tankan nel quarto trimestre è cresciuto a un tasso destagionalizzato di 12. Meglio dei 10 registrati nel precedente quarto, ma peggio rispetto alle previsioni che parlavano di un valore pari a 14. Ricordiamo che l'indice Tankan - calcolato dalla Banca del Giappone - misura l'attività manifatturiera del Paese con un'analisi condotta su circa 4500 imprese. Quando è superiore allo zero, vuol dire che il clima che si respira nelle imprese è ottimista.

La situazione dell'economia giapponese

yen-giapponeLa crescita di questo indicatore si lega al fatto che uno yen più debole migliorerà le esportazioni del Giappone nel prossimo trimestre. Attualmente la valuta giapponese è scambiata a 111,31 contro il dollaro, e come si vede dal grafico nell'ultimo periodo è rimasto stabile dopo che si era apprezzato molto a inizio 2017 (nel grafico abbiamo utilizzato anche il demarker indicator).

Il cambio dello yen con il dollaro

Dal punto di vista tecnico lo scenario del cross Usd-Jpy ratifica la tendenza ribassista, anche se nel grafico a breve si evidenzia un allentamento della fase ribassista. La prima area di resistenza è vista a 111,947, mentre il supporto è a quota 110,722 (vedi qui come si calcolano supporti e resistenze).

La politica monetaria della BoJ

Ad ogni modo il dato probabilmente non influenza molto la politica verso la quale si sta indirizzando la Bank of Japan. L'istituto nipponico è infatti alle prese con il grosso problema dell'inflazione, che secondo le ultime rilevazioni è appena allo 0,3%, ovvero molto lontano da quel 2% che è l'obiettivo perseguito dalla BoJ. Ricordiamo che il governatore Kuroda di recente ha sottolineato come non ci sia fretta di alterare lo status quo della politica della Bank of Japan. Attualmente il costo del denaro è -0,10%, e la prossima riunione della BoJ è in programma a fine aprile.

lunedì 6 marzo 2017

Market mover, comincia una settimana cruciale per dollaro e BCE

Comincia una settimana molto delicata per gli amanti del trading online, visto che sono in agenda importanti market mover che potrebbero influenzare l'andamento del cross più scambiato nel Forex market, ovvero l'euro-dollaro. L'antipasto arriverà però dall'Australia, visto che nella notte tra lunedì e martedì la RBA annuncerà la propria decisione sul tasso di interesse (non ci si attendono novità).

Il grosso però riguarda come detto Europa e USA. Il cross euro-dollaro sembra rimbalzare al rialzo dopo aver vissuto un febbraio negativo (seguito a sua volta da un gennaio molto positivo). Lo dicono i dati del nostro conto opzioni binarie bdswiss, consob authorized. Ma è chiaro che molto dipenderà dai movimenti di Fed e BCE.

Appuntamenti con i market mover

Giovedì prossimo è infatti in calendario la riunione della BCE, primo market mover molto delicato. La riunione assume valore enorme visto l'attuale contesto politico molto incerto dovuto alle prossime elezioni in Olanda e Francia (dove avanzano le destre estreme).

A Draghi si chiederanno risposte sull'orientamento della politica monetaria, e in special modo se la BCE ha intenzione di dare luogo al tapering, cioè l'allenamento del piano acquisto titoli. Non sono previste variazioni, ma saranno comunque importanti le parole di Draghi per capire fino a che punto si stanno avvertendo le pressioni (specie tedesche) per svoltare in senso restrittivo. Questo darebbe una spinta alla quotazione dell'euro.

Da monitorare altri market mover minori, come l'indice Sentix e la revisione del PIL del quarto trimestre. Ma anche la produzione industriale tedesca. Tutti dati che possiamo vedere con la piattaforma webtrader etoro openbook.

Dagli USA invece i dati importanti arriveranno venerdì. Gli ultimi Non Farm payrolls sono il banco di prova finale per capire se la FED potrà o meno aumentare il tasso di interesse già nella prossima riunione in programma a metà marzo. Secondo gli analisti sarà proprio così. Secondo gli analisti l'occupazione dovrebbe salire di 186.000 posti. Molto di più quindi dei 100.000 che la Fed considera un buon numero.

lunedì 20 febbraio 2017

Quotazione Yen in calo dopo i dati negativi sulla bilancia commerciale

I primi dati macro della settimana riguardano il Giappone, e non sono lusinghieri per l'economia nipponica. La scorsa notte il Ministero delle Finanze ha reso noto che la bilancia commerciale è tornata in passivo durante il mese di gennaio, facendo registrare un saldo negativo di 1.090 miliardi di yen.

Il dato è doppiamente negativo, perché oltre ad essere il primo segno rosso da cinque mesi a questa parte, si tratta anche di un dato decisamente inferiore alle previsioni degli analisti (-637 miliardi di yen). 
Riguardo le esportazioni, in Giappone c'è stato un aumento contenuto: 1,3% rispetto a un anno fa. Anche in questo caso il dato è inferiore rispetto a quanto ci si attendeva (4,7%). Sono invece salite le importazioni, che si attestano al +8,5%, che è un valore superiore rispetto alle aspettative degli analisti (4,7%). Va evidenziato che erano oltre due anni che le importazioni non facevano registrare un aumento. Inoltre questo dato è il più alto dall'aprile 2014.

Dati macro e riflessi sulla quotazione

Ma quale impatto hanno avuto questi dati sui mercati finanziari? Per adesso nessuno in modo evidente. L'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso in lievissimo rialzo (0,09%), mentre sul mercato delle valute la settimana è cominciata nel segno di un moderato ribasso per lo yen (visto su conto per opzioni binarie Bdswiss consob).

Come vediamo dal grafico, il cross Usd-Jpy sale infatti lievemente (0,28%) e rimane così al di là di quota 113, che era stata superata al ribasso settimana scorsa. Abbiamo utilizzato anche il ventagio di Gann, e si può notare come il prezzo abbia effettuato un paio di rimbalzi interessanti sulle linee che lo compongono (vedi qui come si traccia il ventaglio di Gann).

Possiamo inoltre notare come siamo distanti tanto dall'area di supporto più immediata (112,344), quanto dalla linea di innesco rialzista (resistenza a quota 113,82). 

Nei prossimi giorni, quando verranno resi noti i verbali del Fomc e si comprenderà qualcosa di più riguardo i tempi di rialzo dei tassi USA, probabilmente il cross dollaro-yen prenderà una direzioni più decisa in un senso o nell'altro.

giovedì 29 dicembre 2016

Mercati valutari: il cross Usd-Jpy aggrappato al rapporto Trump-Giappone

Dopo aver volato per diverse settimane, il dollaro si concede una pausa e ritraccia nel Forex market. Il biglietto verde oggi arretra sui mercati valutari nei confronti di tutte le altre monete, e se ieri il Dollar Index aveva sfiorato i massimi da 14 anni di 103,65 punti, oggi ferma la corsa e viaggia su valori più contenuti (102,81 punti). Questo però non mina affatto i dati notevoli messi assieme nel corso del 2016, durante il quale l'indice del dollaro ha guadagnato circa il 4,5%, con una marcata accelerazione subito dopo l'elezione presidenziale di Trump dello scorso 8 novembre.

Il rapporto dollaro-yen nei mercati valutari

E proprio Trump diventa uno dei fattori cruciali specialmente per uno dei cross più negoziati dagli investitori, ovvero quello tra USD e JPY. Nel corso degli ultimi mesi, il nuovo presidente USA ha più volte accusato proprio il Giappone (assieme ad altri paesi) di aver volontariamente svalutato la propria moneta per ottenere dei vantaggi competitivi.

Intanto, il cross Usd-Jpy dopo aver vissuto un anno isterico (crollo nella prima parte, ripresa vertiginosa negli ultimi mesi) ha oggi arrestato la corsa. In base ai dati della piattaforma XM sappiamo che il dollaro sta ritracciando. Dopo essere salito fino a 117,81 yen, oggi è andato in discesa perdendo anche lo 0,8% a 116,23 yen, per poi riguadagnare parzialmente terreno (vedi qui broker XM opinioni). A favorire il ritracciamento sono stati gli ultimi dati sulle vendite di case e una solida asta di titoli di Stato.

Come detto, però, è soprattutto l'evoluzione dei rapporti tra Trump e il Giappone a fare da ago della bilancia di questo cross del Forex. Gli investitori hanno bene a mente le promesse di stimoli fiscali da parte di Trump, nonché il già accennato fastidio del nuovo presidente per la politica di svalutazione volontaria da parte delle autorità monetarie giapponesi.

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sabato 22 ottobre 2016

Sterlina, settimana stabile sul dollaro. Cosa significa?

L'apparente tregua riguardante la quotazione della sterlina potrebbe riservare grossi scivoloni nei prossimi mesi. Lo sostiene Bloomberg, che analizza l'andamento della valuta britannica. Dopo mesi vissuti in evidente calo, il GBP negli ultimi giorni ha oscillato entro un'area di relativa stabilità. Dalla fine di settembre fino all'11 ottobre, c'era stata una forte caduta da 1,3 dollari fino a 1,21. Negli ultimi giorni il cambio è rimasto sostanzialmente immutato attorno quota 1,225, e nel complesso il cross gbp-usd ha guadagnato lo 0,41% (dati +500, altrove è spiegato come usare plus500).

I possibili scenari della sterlina

Ma secondo Bloomberg è una stabilità apparente. Gli operatori, infatti rimangono tesi nei confronti della moneta britannica, soprattutto per le questioni legate alla probabile hard-Brexit.
Secondo "Societe Generale", è possibile che nel breve periodo il pound dia vita a un rally che lo porterà entro fine anno a 1,28 dollari, dal momento che avrebbe già scontato molti dei rischi di Brexit.
Attualmente secondo SocGen, la quotazione di 1,22 dollari incorpora anche il potenziale taglio del tasso di interesse dal parte della Banca d'Inghilterra, oltre che una flessione nell'economia del Regno Unito.

Consiglio: anche se ritenete di aver trovato una fonte dove trovare segnali forex gratis, dovete sempre sottoporre le vostre previsioni ad una verifica. Controllate sempre le performance, e privilegiati le fonti che vi spiegano anche le ragioni delle loro previsioni.

La sterlina ha trovato un certo supporto dal momento che gli operatori vedono nel suo deprezzamento una serie di benefici per una nazione che sta lottando per incrementare le esportazioni e ha bisogno di finanziare un deficit record delle partite correnti.

Però esistono ancora molti pericoli che minacciano la sterlina (che vanta la peggiore performance assoluta quest'anno, -17%), e in corrispondenza di notizie importanti potrebbero esserci dei movimenti bruschi al ribasso.


giovedì 20 ottobre 2016

Forex, volatilità spinta per Eur/Usd sulle parole di Draghi

La giornata dei mercati finanziari è stata caratterizzata dall'intervento del governatore della BCE, Mario Draghi. Nessuno si attendeva chissà cosa da questo discorso, tant'è vero che la cosa più interessante si preannunciavano le domande sul "tapering". A tal proposito, Draghi ha liquidato la questione dicendo che chi ne ha parlato, evidentemente non era ben informato.

Pomeriggio intenso sul Forex 

La Bce ha deciso di portare avanti il suo programma di Quantitative Esaing fino a marzo, ma anche oltre se sarà necessario. Ovvero come era inizialmente previsto. Draghi ha quindi rinviato eventuali nuovi decisioni sulla politica monetaria a dicembre.

Una decisione dovuta al fatto che a novembre ci saranno le elezioni USA, e che subito dopo la FED prenderà le proprie decisioni riguardo il rialzo dei tassi di interesse. Il consiglio direttivo ha deciso di continuare gli acquisti mensili per 80 miliardi di euro.

Sulla scia delle parole del governatore BCE, i mercati hanno vissuto momenti di alta volatilità, una situazione che ha creato fermento che quelli che vogliono guadagnare con le opzioni binarie.
Dopo una prima reazione al rialzo del rapporto EUR/USD (fino a 1,1039), il cross ha poi virato al ribasso toccando dei minimi a 1,0935. Nella stessa giornata, quindi, si sono toccati i massimi da una settimana e i minimi dallo scorso giugno (dati della piattaforma di trading online Plus 500).
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Quello che accadrà di qui a qualche tempo continua ad essere un dilemma. Il fatto che la BCE abbia annunciato che porterà avanti il Quantitative Easing fino a marzo come minimo, non significa che non possa fare una virata in corsa. A maggior ragione se la FED dovesse davvero decidere di alzare i tassi a dicembre, cambiando così le carte in tavola sul mercato. C'è anche da aggiungere che finora la politica monetaria BCE, non è stata in grado neppure di avvicinarsi all'obiettivo inflazione al 2%.

venerdì 7 ottobre 2016

Forex: sterlina, incredibile crollo nella notte... per errore

Qualcosa di molto raro è accaduto durante la notte. Quel che si chiama un "flash crash". Il valore della sterlina è improvvisamente crollata sul forex market. Il cambio GBP-USD è precipitato di oltre 6 punti percentuali raggiungendo quota 1,1789. Si tratta di un altro ritocco al livello più basso raggiunto da 31 anni.

Cosa è successo alla sterlina?

Il tracollo però è durato poco, perché la valuta britannica è rimbalzata subito verso quota 1,2437 dollari, ma è rimasta chiaramente sotto 1,26 dollari, dove quotava prima del sell-off (dati di Plus500, vedi qui come si fa l'apertura conto Plus500 registrazione).

Cosa è successo? Cosa ha innescato questo attacco al pound? Probabilmente un errore. Secondo gli esperti di trading potrebbe essere stato un algoritmo innescato da commenti riportati dal Financial Times, attribuiti a François Hollande sulla Brexit. Il presidente francese ha richiesto che Bruxelles sia inflessibile con il Regno Unito nei negoziati sulla Brexit, onde evitare che altri paesi membri possano seguire il suo esempio.

Il “flash crash” potrebbe essere stato così causato dall'errore di un grande trader, che ha dato eccessivo peso alla notizia, o ne avrebbe fatto un'elaborazione precipitosa, traducendo le parole di Hollande in un incoraggiamento a vendite massicce.
In un mondo come quello del forex, che corre veloce e si gioca molto sui tempi, può succedere anche questo. Resta fermo il fatto che la sterlina si trova da tempo sotto pressione, proprio a causa dei crescenti timori legati alla hard Brexit.