lunedì 25 luglio 2022

Imprese, la stangata luce-gas potrebbe arrivare a 106 miliardi

Dopo aver affrontato i disastri provocati dal Covid, in questi mesi il mondo delle imprese sta affrontando un'altra sfida pesante. Quella contro i rincari di luce-gas.
Secondo uno studio della CGIA Mestre, la stangata complessiva per il mondo imprenditoriale italiano potrebbe arrivare a 106 miliardi di euro. Tanto sarebbe il costo aggiuntivo a causa dell'aumento delle tariffe di energia elettrica e gas.

Che botta per le nostre imprese

Per giungere a questa stima, l'Ufficio studi Cgia ha applicato i prezzi attuali (relativi all'ultimo semestre) ai consumi che sono stati registrati nell'anno 2019, ossia quello pre-pandemia. 

Il risultato è allarmante, tanto che la stessa associazione parla di concreto rischio di "provocare una vera debacle al nostro sistema produttivo".

La mappa dei rincari

A livello territoriale le realtà che più delle altre subiscono i rincari maggiori sono, ovviamente, quelle dove la concentrazione delle attività imprenditoriali è più elevata, ossia il Nord.
A cominciare dalla Lombardia, dove l'extra-costo dovuto ai rincari supera i 24 miliardi. Il doppio dell'Emilia Romagna, seconda in classifica. Oltre il 63% della spesa aggiuntiva a causa dei rincari andrà a colpire le aziende del Nord.

Per quanto riguarda i settori, le conseguenze peggiori sono state subite per le imprese del vetro e ceramica (il MISE di recente ha stanziato un fondo di sostegno), del cemento, della plastica, della produzione di laterizi, la meccanica pesante, l'alimentazione, la chimica etc.

Potrebbe andare anche peggio...

Ma c'è anche di peggio, perché secondo la CGIA questa stima potrebbe addirittura essere in difetto.
Infatti non tiene conto della possibilità che nel prossimo autunno le fornitura di gas verso l'Europa possano ridursi ulteriormente, provocando un vero e proprio tsunami sui prezzi di questa materia prima. Si ipotizza un costo medio ben superiore a quello registrato nei primi sei mesi del 2022.

LA CGIA sottolinea peraltro che la stangata sulle imprese avrebbe potuto essere (finora) ben più pesante, se il governo Draghi non fosse riuscito a smorzare parzialmente questa impennata.
I fondi spesi a tal fine (includendo anche il decreto Aiuti) sono stati 22,2 miliardi di euro (di cui 16,6 nel 2022). Di questi, 7,5 hanno fatto da sostegno diretto alle imprese (che hanno beneficiato anche dei fondi stanziati anche per le famiglie).

mercoledì 20 luglio 2022

Wall Street, altra scossa dal caso Twitter-Musk: processo a ottobre

La giudice della corte Chancery Court del Delaware, Kathaleen McCormick, dice sì alla richiesta di Twitter per un processo rapido contro Elon Musk.
La decisione è uno schiaffo per il patron di Tesla, che premeva per un processo non prima di febbraio. Twitter ha chiesto un procedimento rapido con inizio a settembre, citando il rischio di deprezzamento del titolo a Wall Street, a causa dell’incertezza che si è creata a seguito del ritiro della proposta di acquisto da parte di Musk.

Lo scontro tra colossi di Wall Street

Alla fine il social ha ottenuto che il processo si terrà a ottobre, solo poco dopo quanto aveva richiesto. Avrà una durata di cinque giorni.

La giudice del tribunale del Delaware, stato in cui hanno sede più della metà delle aziende americane quotate a Wall Street, ha dato ragione alla società che cinguetta, per evitare ulteriori danni al social media, sul quale grava da mesi forte incertezza sul destino futuro.

Gli avvocati di Musk spingevano per rimandare il processo più in là nel tempo, dal momento che è necessaria una revisione e un’analisi forense di molti dati sui bot e sugli account falsi o spam.

Accuse e controaccuse

La società che cinguetta ha fatto causa a Musk avanzando l’accusa di “tentato sabotaggio”, per costringerlo ad acquistare Twitter al prezzo stabilito di 44 miliardi di dollari.
Il ceo di Tesla aveva deciso di ritirarsi dall’accordo già preso per l’acquisizione del social, ufficialmente a causa dell'incertezza sul numero di fake account.

Annotazione: quando si negoziano titoli a Wall Street può essere utile sfruttare gli spread plus500 costi.

Conseguenze

Lo scontro fra il social media e il patron di Tesla, entrambe aziende quotate a Wall Street, va avanti da mesi. Da quando cioè la società con sede a San Francisco ha deciso di portare in giudizio Musk per i danni che gli avrebbe causato a seguito del ritiro dell’offerta di 44 miliardi di dollari per l’acquisizione del colosso.
Quella retromarcia ha causato nell’immediato un calo della azioni di Twitter di oltre il 7%, andando oltre la deviazione standard volatilità.

Una delle ipotesi che si profilano – e che sembra essere la più probabile- è che le parti raggiungano un’intesa extragiudiziale e che il patron di Tesla riesca a spuntare un prezzo inferiore a quello accordato.

venerdì 15 luglio 2022

Aziende, Saipem conclude l'aumento di capitale. Le Banche avranno quasi un terzo

E' giunto alla fine il lungo e travagliato processo di aumento di capitale di Saipem, una delle aziende più importanti del panorama italiano. Non era un'operazione facile, visto lo stato di salute del mercato dei capitali. Alla fine l'operazione da 2 miliardi di euro si è conclusa.
Risorse importanti, che serviranno ad attuare il piano industriale e cogliere a pieno le opportunità di crescita legate al nuovo ciclo di investimenti energetici.

Le sottoscrizioni di capitale dell'azienda

Le sottoscrizioni raccolte sono state il 70,4%, per un controvalore pari a 1,4 miliardi. Le banche, che si erano impegnate a sottoscrivere la parte non coperta fino a 1,1 miliardi, alla fine hanno sottoscritto il restante 29,6% dell'aumento di capitale, con un esborso di 592 milioni.

La nuova composizione dei soci

Quasi un terzo del capitale di Saipem finisce quindi tra le mani di un pool di istituti. Si tratta di Bnp Paribas, Citigroup, Deutsche Bank, Hsbc, Intesa Sanpaolo e UniCredit, che hanno fatto da global coordinator, ead anche di altri 8 istituti del consorzio: Abn Amro, Banca Akros – Gruppo Banco Bpm, Banco Santander, Barclays, Bper, Goldman Sachs International, Société Générale e Stifel, che hanno fatto da joint bookrunner.
Alla fine una delle più importanti aziende italiane, avrà tre soci forti: il pool di banche, Eni e CdP (che insieme controllano il 43% di Saipem).

Turbolenze in Borsa

L'aumento di capitale di una delle aziende più importanti e strategiche del Paese è stato un processo molto travagliato, che ha innescato una forte volatilità sul titolo. Prima del leggero rimbalzo di giovedì, il titolo aveva praticamente dimezzato il suo valore nelle precedenti due sedute.

Altre novità

Adesso gli occhi degli investitori sono puntati alla pubblicazione dei conti del secondo trimestre, che verranno diffusi il 27 luglio.
Intanto arriva la notizia che la oil service italiana ha firmato accordo con Saudi Aramco per l'esecuzione di progetti EPC in Arabia, tramite una joint ventures di nuova costituzione.