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mercoledì 5 gennaio 2022

Tassi di interesse, la banca centrale polacca li alza ancora

Cambiano ancora i tassi di interesse di riferimento in Polonia. Nella giornata di martedì infatti, la Banca Centrale polacca ha deciso di operare una nuova stretta di politica monetaria. Il tasso di interesse di riferimento è stato alzato di 50 punti base, portandolo al 2,25%.
La Banca Centrale ha inoltre aumentato anche il tasso Lombard, quello sui depositi e quello di risconto.

La Polonia e i tassi di interesse

L'istituto centrale polacco ha così effettuato la quarta stretta consecutiva a partire da ottobre 2020. In questi mesi il tasso di interesse è stato complessivamente aumentato di 215 punti base

Le mosse recenti della banca centrale della Polonia rispondono all'esigenza di contrastare la crescente inflazione. I prezzi al consumo infatti continuano a correre, e il tasso di inflazione a dicembre è schizzato al 7,8%, ossia il valore più alto degli ultimi 20 anni. Volendo rappresentare graficamente l'andamento dell'inflazione, si disegnerebbe una candela spinning top.

Vale la pena evidenziare che il target fissato dalla Banca Centrale polacca e del 2,5% (più o meno un punto percentuale).

La ripresa economica polacca

Dal punto di vista generale, la Polonia sta viaggiando lungo il percorso della ripresa economica. L'economia polacca è cresciuta del 5,3% su base annua nel terzo trimestre di quest'anno, in calo dall'11,2% nel secondo trimestre, e NBP ha affermato di aspettarsi che le condizioni economiche rimangano favorevoli nei prossimi trimestri.
Malgrado una nuova ondata di infezioni da Covid, i dati mensili sulla produzione industriale e le vendite al dettaglio confermano la ripresa economica. Come sono più confortanti anche i dati sul mercato del lavoro.

La reazione dei mercati

Nel frattempo la mossa della NBP non ha mosso granché lo Zloty polacco. Il cambio USDPLN rimane infatti in prossimità della soglia di 4,00, e sta testando la EMA50 (qui si parla invece delle previsioni cambio euro real brasiliano). I mercati infatti aspettano con ansia di conoscere il contenuto delle minute della Federal Reserve, per capire meglio l'orientamento della banca centrale statunitense sul fronte dei tassi di interesse.

lunedì 11 gennaio 2021

Economia degli States, ripresa in vista ma per Biden il compito sarà comunque difficile

Inizia un anno complesso per l'economia degli States, e spetterà a Joe Biden risollevarla. Il 2021 comincia infatti con il cambio di inquilino alla Casa Bianca. Biden si sta per insediare e prendere il timone del Paese, dopo il lungo periodo sotto la guida di Trump. L'insediamento ufficiale ci sarà il 20 gennaio, poi il candidato democratico assumerà a tutti gli effetti la guida del Paese.

Cosa aspettarsi dall'economia degli States

Sarà investito di una responsabilità enorme, visto che la crescita dell'economia degli States deriverà proprio dalle politiche che il suo governo adotterà. C'è da rimettere in piedi un Paese che ha subito un pesante contraccolpo dal Covid.
In realtà, questo contraccolpo continuerà a sentirsi in modo forte, visto che per almeno il primo semestre il Covid sarà ancora ben presente. L'evoluzione della pandemia dovrebbe continuare a dominare lo scenario sull'economia degli States anche nella prima parte del 2021, e fino a quando non sarà commerciabile su larga scala un vaccino efficace. Questo significa che potrebbero essere ancora nuove battute d’arresto dell’attività economica, e picchi di infezione.

Tuttavia, la spinta di Cina e USA dovrebbe dare slancio all’economia mondiale. Il consensus stima un rimbalzo pari a 5.2%, dopo un calo del 3.8% subito dall'economia globale nel 2020.

Come agire sui mercati?

Ma gli investitori come dovranno comportarsi? Occorre tenere presenti alcuni tratti che potrebbero avere l'economia degli States e quella globale del prossimo anno. Una crescita disomogenea tra aree geografiche e settori, ancora alti tassi di disoccupazione, una progressiva ripresa del commercio internazionale, un aumento delle le spinte inflazionistiche dovute all'enorme liquidità in circolazione, banche centrali ancora accomodanti, ripresa del commercio globale e una minore tensione fra USA, Cina, Europa.

Nota: chi investe sui mercati finanziari dovrebbe conoscere il concetto di candela shooting star pattern.

Azionario e obbligazionario

Considerati tutti questi fattori, bisogna essere cauti sull'esposizione al mercato americano, anche se ci sono ampi margini di crescita. Questo discorso vale sia per l'azionariato che il credito e la valuta. Potrebbe essere preferibile una esposizione ad Emerging Markets ed Europa rispetto a USA (a tal proposito si veda il cambio euro real brasiliano previsioni 2021).
Il mercato obbligazionario potrebbe, invece, essere leggermente penalizzato. Infatti dovrebbe esserci una moderata tendenza al rialzo dei rendimenti dei titoli del Tesoro americani.

lunedì 2 marzo 2020

Povertà e crisi economica, in Siria la situazione si fa sempre più drammatica

La situazione in Siria è drammaticamente malmessa. La distruzione bellica - il conflitto dura da 9 anni - è la prima delle cause di un sistema in crisi profonda, che ha mandato oltre l'80% della popolazione sotto la soglia della povertà, come ha rilevato l'ONU.

Le cause della povertà in Siria

povertà siriaIl conflitto in Siria ha provocato gravi danni all’industria e all’agricoltura, azzerando inoltre le entrate che derivavano dal turismo. Sempre a causa del conflitto, si è ridotta anche la produzione ed esportazione di petrolio, con la conseguenza che negli ultimi anni gli afflussi di dollari sono diminuiti notevolmente, facendo svalutare la Lira (protagonista di un three white soldiers pattern su lungo periodo contro il biglietto verde). La svalutazione della Lira (100% in pochi mesi) ha spinto il prezzo del cibo ai massimi, visto che è diventato più costoso importare i prodotti alimentari dall’estero.

La battaglia per il cibo

Le famiglie sono praticamente sotto assedio economico. L’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità sta rendendo sempre più difficile procurarsi cibo, carburante ed elettricità. In tutte le città, ogni giorno ci sono file lunghissime di persone per ricevere la propria razione di cibo. Uomini, donne e bambini che, stremati dal lungo conflitto e in condizioni di grave povertà, dipendono oggi in gran parte dagli aiuti umanitari. Nel frattempo il mercato nero dilaga senza sosta. Secondo il World Food Programme, circa 6,6 milioni di persone (quasi il 35% della popolazione) non ha disponibilità sicura di cibo.

Valute emergenti: sono quelle più instabili a causa di fattori politici ed economici. La Siria è un caso estremo, ma ce ne sono altre interessanti. Qui si può vedere ad esempio, il cambio euro real brasiliano (previsioni 2020).

Sanzioni, crisi libanese e Iran

Un altro durissimo colpo all'economia siriana sono le sanzioni di Stati Uniti e Unione europea, che hanno ridotto l'export di petrolio e disincentivato gli stranieri a investire nella ricostruzione. Sono calati pure i finanziamenti esteri ai nemici del regime, facendo scendere così i flussi illeciti di dollari nel Paese. Pesa pure la crisi finanziaria nel confinante Libano. Finora il collasso definitivo è stato evitato grazie all’Iran, che con le sue rimesse consente ancora l’afflusso di milioni di dollari e mette a disposizione linee di credito per beni di consumo. Ma anche quello non potrà durare in eterno.