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venerdì 1 maggio 2020

Inflazione e dati macro negativi, la BoJ è preoccupata. Ma lo Yen risale

Giornata intensa per il Giappone, con la pubblicazione dei verbali di politica monetaria e il rilascio di diversi dati macro. Come era logico aspettarsi, quasi tutti hanno evidenziato un tenore piuttosto negativo. E preoccupa soprattutto l'inflazione.

Il meeting della BoJ

Nel verbale della politica monetaria della riunione di marzo i responsabili politici della Banca del Giappone hanno espresso preoccupazione per la capacità dell'economia nazionale di riprendersi rapidamente dopo che la pandemia si sarà calmata. Alcuni membri hanno affermato che non è certo che sarà così rapida come si potrebbe sperare. Questo perché già prima della pandemia, l'attività economica aveva mostrato qualche debolezza. Soprattutto riguardo la ripresa dell'inflazione.

Dati sul PMI e l'inflazione

Il PMI manifatturiero è precipitato a 41,9 in aprile secondo la stima finale, raggiungendo il livello più basso in 11 anni. Il valore è peggiore rispetto alla stima preliminare (43,7). E' chiaro che risente dell'impatto negativo della pandemia, che ha causato un ulteriore grave calo della domanda interna e all'estero.

L'Ufficio statistico del Giappone ha inoltre riferito che l'indice core dei prezzi al consumo di Tokyo è sceso dello 0,1% ad aprile, mentre mese su mese l'indice è sceso dello 0,3%. Il calo dei prezzi al consumo ha alimentato le preoccupazioni sulla deflazione. In tal senso, il ministro dell'economia Nishimura ha dichiarato che il governo e la BoJ lavoreranno insieme per evitare che il Giappone ritorni alla deflazione.

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Lo Yen si risolleva

Nonostante le preoccupazioni, è una giornata positiva per lo Yen giapponese, che beneficia della debolezza delle valute legate alle materie prime. Possiamo vederei dati dei migliori siti di trading forex. Dopo un avvio piatto, la moneta nipponica ha messo terreno anche rispetto alle valute principali come dollaro, euro e sterlina britannica. La coppia USD / JPY è scesa sotto 107. La coppia EUR / JPY è passata da 117,29 a 117,22.

lunedì 27 aprile 2020

Economia giapponese, la BoJ irrompe con un piano acquisto titoli illimitato

La Bank of Japan si allinea alla FED e mette in campo un quantitative easing illimitato. L'istituto guidato da Kuroda - al termine di una riunione d'emergenza - ha deciso di fronteggiare l'emergenza coronavirus con una mossa forte, mettendo nuovamente mano alla propria politica monetaria per sostenere l'economia giapponese.

Il piano nipponico per l'economia giapponese

La banca centrale giapponese ha così varato un programma di acquisto di titoli di Stato dal quale è stato rimosso il precedente tetto di 80.000 miliardi di yen annui. Tuttavia, la BoJ non si è fermata qui. Per sostenere in modo ancora più forte l'economia giapponese, ha infatti esteso il QE al debito delle imprese industriali e commerciali, introducendo regole volte ad agevolare l’acquisto di obbligazioni.

Previsioni riviste al ribasso

La banca centrale ha rivisto poi le previsioni sull'economia nazionale, tagliando sia la crescita - che in base alle stime dell'istituto centrale è prevista contrarsi tra il 3 e il 5% nel 2020 - che l'inflazione. Quest'ultima, da ormai anni problema insormontabile per la BoJ, a causa della crisi crollerà ben sotto il target del 2% per altri tre anni. “Per il momento è probabile che l’economia giapponese rimarrà in una situazione grave a causa dell’impatto della diffusione di COVID-19 in patria e all’estero", si legge nel comunicato stampa della banca centrale.
L’odierna riunione della Bank of Japan spianerà la strada ai meeting di Fed e BCE, entrambi previsti per questa settimana. La politica monetaria tornerà centrale nei prossimi giorni.

La reazione dei mercati

La decisione della Bank of Japan ha subito spinto con forza la Borsa di Tokyo, che è schizzata oltre il 2%. Sulle migliori piattaforme trading gratuite si vede che l'indice Nikkei è salito del 2,71% a 19.783 punti, mentre il Topix è salito di circa il 2% a 939 punti.

Bene anche Seoul il cui indice principale termina con un +1,82%, disegnando un morning evening star pattern. Le Borse cinesi hanno chiuso la seduta positive, limando i rialzi nel finale: l'indice Composite di Shanghai sale dello 0,25%, a 2.815,49 punti, mentre quello di Shenzhen segna un frazionale progresso dello 0,06%, a 1.738,05. Taiwan cresce del 2,13%, bene anche Hong Kong e Singapore.

lunedì 19 febbraio 2018

Banca centrale giapponese verso la conferma degli stimoli monetari

Cosa succederà in Giappone, dopo la nuova nomina per Haruhiko Kuroda alla guida della Banca centrale giapponese? L'idea che suggerisce questo passaggio è una continuazione della politica monetaria ultra-espansiva. Ed è proprio questo che ha propiziato il rimbalzo della Borsa dei giorni scorsi. Tuttavia, si fanno strada alcune teorie secondo le quali Kuroda non completerà il suo secondo mandato (vista l'età avanzata) ma potrebbe farsi da parte dopo 2-3 anni, ovvero dopo l'uscita dalla politica monetaria accomodante. In pratica la sua carica verrà "prorogata" per il tempo sufficiente a completare la sua azione di politica monetaria.

Di sicuro al momento invece si andrà avanti così come si sta facendo. Gli stimoli monetari all’economia nipponica verranno mantenuti intatti o quasi, anche se il mondo attorno sta andando in un'altra direzione. C'è pure la necessità di frenare l'apprezzamento dello yen nei confronti del dollaro. Possiamo constatarlo se prendiamo l'elenco broker forex autorizzati Consob e vediamo l'andamento del cross Usd-Jpy. Questo ha già innescato alcuni interventi da parte di alcune autorità politiche giapponesi, come il ministro delle Finanze Aso.

Il futuro della Banca centrale Giapponese

Si andrà quindi avanti lungo la scia già tracciata nella primavera del 2013 dalla Banca centrale giapponese. Del resto essa ha portato buoni risultati sotto il profilo della crescita economica (otto trimestri di crescita consecutiva). Molti meno per quel che riguarda l'inflazione, che resta al di sotto delle attese e del target del 2% (quella “core” è ancora sotto l’1%). Cosa che interessano molto quelli che fanno investimenti con broker che accettano paypal postepay trading.

Va detto però che mentre da un lato la Banca centrale giapponese persegue strategie espansive, dall'altro una specie di tapering l'ha già cominciato. Ha infatti il concept del “controllo della curva dei rendimenti”, acquistando bond a un ritmo annuale. La cifra spesa però è calata, passando a circa 60mila miliardi di yen da quella precedente di 80mila. Un tapering camuffato. Tuttavia, c'è chi critica fortemente queste misure alternative scelte dalla BoJ, perché espongono il Giappone a una crisi finanziaria.

venerdì 27 ottobre 2017

Effetti finanziari delle politiche espansive: in Giappone un milione di milairdi di Yen in fuga

Sono sempre più i dati macro a guidare le scelte dei mercati. Inflazione su tutti. Se Europa e USA non riescono in alcun modo a centrare il loro target di inflazione (fissato al 2%), sta messo molto peggio il Giappone, che questa mattina ha accolto tiepidamente l'ennesimo dato flop sui prezzi al consumo. L'istituto statistico nazionale infatti ha evidenziato che l'inflazione è allo 0,7%, anni luce lontano dal 2% come obiettivo. Questo potrebbe pesare sulle prossime scelte della Bank of Japan, che da tempo sta portando avanti una politica ultra espansiva (chi sa che cos'è il fx trading ormai sa di cosa si parla).

Gli effetti di questa politica si fanno sentire sullo Yen, che nel frattempo ha perso il 3% contro il dollaro da inizio anno, mentre secondo i dati eToro contro l'euro addirittura ha perso il 10% (qui trovi una guida su come funziona eToro).

L'ultra-espansivismo e gli effetti finanziari

Ma pochi però comprendo quanto possa essere grande l'effetto distorsivo che queste manovre monetarie possono avere sull'economia. Già perché questo fiume di liquidi che inonda i mercati da quale parte andrà pure investito. E allora tutti si arrovellano a cercare dei rendimenti recenti.


Proprio dal Giappone arriva un esempio evidente. Qui sono cresciuti a dismisura gli attivi stranieri detenuti dagli investitori privati e istituzionali. Al punto tale che per la prima volta è stata superata la cifra record di un milione di miliardi di yen. Solo nell'ultimo quinquennio questo importo è salito di circa il 50%. Quindi una quota sempre maggiore di giapponesi sposta i suoi capitali dai mercati nazionali a quelli oltre oceano. Il dato diventa ancora più eclatante se pensiamo che questa cifra è più del doppio dell'intero Pil giapponese. E non è che stiamo parlando di un'economia poco evoluta. Parliamo della terza economia al mondo dopo Stati Uniti e Cina.

Ma dove finiscono tutti questi soldi in fuga dal Giappone? La metà finisce in titoli azionari. A inizio estate gli investitori del Giappone avevano in portafoglio circa 453 mila miliardi di yen in titoli stranieri. Per lo più si tratta di azioni di aziende americane, mentre il 30% circa è ubicata in Europa.

sabato 25 febbraio 2017

Mercato, secondo Jp Morgan lo yen potrebbe apprezzarsi sul dollaro

Il futuro del rapporto tra yen giapponese e dollaro potrebbe cambiare direzione e procedere lungo una linea di rafforzamento della valuta nipponica rispetto al dollaro americano. Lo sostengono alcuni analisti di JP Morgan, secondo i quali il cross Usd-Jpy perderà quota, malgrado la forza del dollaro sia destinata a cresce a sua volta (per via del probabile aumento dei tassi da parte della FED). 

Anzi, proprio l'orientamento emerso dalla Federal Reserve (attraverso la lettura delle minute dei verbali Fomc) sostiene la teoria del possibile rafforzamento dello yen. Infatti è emerso in seno all'organo di politica monetaria statunitense che c'è qualche perplessità circa l'opportunità di alzare subito il costo del denaro. I verbali riportano un confronto tra i membri della Fed sulle politiche attese dalla Casa Bianca durante il loro ultimo incontro del 31 gennaio.

Nel complesso quindi non sembrano esserci le condizioni perché avvenga un ciclo aggressivo di normalizzazione nella prima metà di quest’anno. L'ipotesi più concreta è che questo ritocco dei tassi possa avvenire tra maggio e giugno.
Occhio quindi a dare ragione ai sistemi di trading automatico opzioni binarie, perché potrebbero indurvi in errore e quindi in perdite.

Le condizioni che spingono le yen sul mercato

Da qui l'invito di JPMorgan a puntare sullo yen. La valuta giapponese si è indebolita notevolmente dopo la vittoria a sorpresa di Donald Trump alle Elezioni USA. Il cross Usd-Jpy è passato in poco tempo da sotto quota 100 fino a 118.6 (raggiunto a novembre). Adesso secondo il broker Markets.com il cambio dollaro yen viaggia attorno quota 112 (veri qui markets.com opinioni).

C'è poi un altro fattore che potrebbe spingere lo yen al rialzo: l’inflazione. Anche quella giapponese è impostata al rialzo, e ben presto ciò potrebbe spingere la Bank of Japan a riconsiderare la sua politica e virare verso un atteggiamento restrittivo, aumentando a sua volta i tassi di interesse. Questo scenario dovrebbe trasformarsi in uno yen più forte.

Tutto questo senza considerare che, in un clima di grande incertezza soprattutto in Europa, lo yen potrebbe beneficiare del suo status da rifugio sicuro.

mercoledì 12 ottobre 2016

Mercati asiatici freddi, pesa il possibile rialzo dei tassi FED

Dagli USA a Tokyo, l'effetto Federal Reserve fa sentire la sua presenza. La scorsa notte i mercati asiatici hanno raffreddato i loro entusiasmi dopo che le probabilità di un rialzo dei tassi da parte della FED sono arrivate al 70%.

Dollaro, yen e mercati

yen-giapponeLa prima a rintuzzare è stata la borsa di Tokyo, con l'indice Nikkei che ha chiuso in ribasso dell'1,09% a 16.840 punti.
La forza del dollaro si è fatta sentire nei confronti di altre valute così come verso lo yen. Il cross USDJPY è salito a 104,26, come abbiamo visto dalla piattaforma IG markets. Appena una settimana fa la coppia era scambiata poco sopra quota 100. Non è comunque un male, visto che proprio la forza dello Yen pesa sui commercianti giapponesi e sul turismo.

La posizione della Bank of Japan

Per quanto riguarda la Bank of Japan, il governatore della banca centrale Haruhiko Kuroda ha fatto sapere che la BoJ continuerà ancora a comprare grosse quantità di bond. Vengono così smentite le voci che parlavano di una presunta riduzione dello shopping di JGB.
Secondo una comunicazione emersa oggi, la quantità di bond pubblici detenuti dalla BoJ ha superato per la prima volta i 400mila miliardi di yen (quasi 3.900 miliardi di dollari che al cambio euro dollaro che si vede sui broker opzioni binarie Italia).

I dati macro nipponici

Dal punto di vista dei dati macroeconomici più importanti, in Giappone sono calati gli ordini “core” di macchinari, che è un importante indicatore degli investimenti di capitale delle imprese. Nel mese di agosto c'è infatti stata una  contrazione del 2,2% rispetto a luglio, in inversione di tendenza rispetto ai dati positivi di luglio rispetto a giugno, e giugno rispetto a maggio.