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lunedì 4 agosto 2025

Mercato azionario, eToro prepara una svolta blockchain

Chi opera sui mercati conosce il nome di eToro, una delle aziende più innovative per gli amanti del trading online. Da maggio scorso ha anche un proprio titolo quotato al Nasdaq, l'indice tech del mercato azionario USA, e ben presto potrebbe realizzare una nuova svolta.

Una blockchain per il mercato azionario

L'amministratore delegato Yoni Assia, CEO della piattaforma di trading, ha detto in un'intervista a Fortune che verrà sfruttata una propria blockchain per sostenere milioni di transazioni mensili e accelerare l’offerta di nuovi asset digitali.

Uno strumento del genere servirà a eToro per supportare l’enorme volume di transazioni gestito ogni mese (su titoli del mercato azionario, valute, crypto, etf ed altro), visto che le reti esistenti non sono più in grado di farlo con efficienza. Dal punto di vista tecnico verrà sfruttata una sidechain, ossia una “catena leggera” collegata a una blockchain principale. Questo dovrebbe permettere, mantenendo i massimi standard di sicurezza, la gestione in modo più veloce ed economico delle operazioni.

A chi affidare la nuova struttura?

Al momento non è stato ancora deciso a quale piattaforma si affiderà eToro come partner tecnologico. Ci sarebbero trattative in corso con 4 o 5 potenziali candidati. Servirà comunque del tempo prima di arrivare al lancio definitivo, che dovrebbe comunque essere graduale. Inizialmente questa possibilità sarà data solo al mercato Europeo, e comunque aperta solo a investitori scelti. 

La tokenizzazione dei titoli

Concretamente, il processo di tokenizzazione di titoli del mercato azionario e di ETF più popolari negli Stati Uniti, trasformerà questi asset tradizionali in digitali ERC20 (lo standard dei token su Ethereum). Questo consentirà di scambiarli 24 ore al giorno per 5 giorni, ossia oltre le attuali limitazioni degli orari di borsa. 

In partenza, saranno 100 i titoli e ETF tokenizzati, tra cui i principali nomi USA. Inoltre, le azioni tokenizzate potranno essere trasferite tra i wallet digitali di eToro, spianando così la strada a una finanza decentralizzata anche per titoli regolamentati sul mercato azionario.

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giovedì 20 marzo 2025

Inflazione troppo alta, la BoJ non tocca il costo del denaro

L'approccio della Bank of Japan rispetto alla politica monetaria resta meno accomodante a causa di una inflazione persistente. Così l'istituto centrale nipponico, al termine della riunione che si è svolta mercoledì, ha deciso di lasciare tassi di interesse invariati allo 0,5%.

Le preoccupazioni riguardo l'inflazione

La decisione di politica monetaria che conferma l'attuale livello del costo del denaro è stata presa all'unanimità, e giunge dopo il terzo aumento del costo del denaro, determinato nella riunione di gennaio. Nel comunicato ufficiale di accompagnamento l'istituto centrale giapponese ha sottolineato soprattutto il livello ancora elevato dell'inflazione, che varia tra il 3% e il 3,5% su base annuale (fonte dati broker eToro). Inoltre anche le aspettative sui prezzi futuri sono aumentate moderatamente.

L'effetto Trump

Quello che preoccupa i policy maker giapponesi è il possibile impatto della guerra dei dazi innescata da Donald Trump, che potrebbe avere effetti importanti sul commercio internazionale e sull'inflazione stessa. Per questo motivo - si legge nello statement - è necessario "prestare grande attenzione agli sviluppi dei mercati finanziari e dei cambi e a loro impatto sull'attività economica e sui prezzi in Giappone".

Il quadro economico del Giappone

L'outlook economico dell'economia giapponese è abbastanza statico, con l'export e la produzione industriale che evidenziano un andamento piatto mentre crescono i profitti delle imprese, gli investimenti fissi delle aziende e i consumi privati, nonostante l'impatto degli aumenti dei prezzi e di altri fattori. 
Intanto l'ultimo report macro ha evidenziato anche che il saldo commerciale del Giappone ha registrato un surplus nel mese di febbraio, guidato soprattutto dalla crescita delle esportazioni.

La reazione del mercato

La decisione dell'Istituto centrale giapponese era ampiamente attesa dai mercati finanziari, e di conseguenza ha avuto un impatto marginale su questi ultimi. Sul mercato valutario il cambio dollaro-yen (USDJPY) è rimasto attorno a quota 150, con una leggera salita dopo la riunione della Federal Reserve americana avvenuta nella serata di mercoledì, ed un leggero recupero la parte della valuta giapponese nelle ore successive. Uno scenario perfetto per chi adotta una strategia breakout pullback trading.

Il mercato azionario nipponico invece ha chiuso a quota 37.700 punti la sessione di mercoledì sull'indice Nikkei 225. Oggi invece i mercati giapponesi sono chiusi per le vacanze dell'equinozio di primavera.

venerdì 27 ottobre 2017

Effetti finanziari delle politiche espansive: in Giappone un milione di milairdi di Yen in fuga

Sono sempre più i dati macro a guidare le scelte dei mercati. Inflazione su tutti. Se Europa e USA non riescono in alcun modo a centrare il loro target di inflazione (fissato al 2%), sta messo molto peggio il Giappone, che questa mattina ha accolto tiepidamente l'ennesimo dato flop sui prezzi al consumo. L'istituto statistico nazionale infatti ha evidenziato che l'inflazione è allo 0,7%, anni luce lontano dal 2% come obiettivo. Questo potrebbe pesare sulle prossime scelte della Bank of Japan, che da tempo sta portando avanti una politica ultra espansiva (chi sa che cos'è il fx trading ormai sa di cosa si parla).

Gli effetti di questa politica si fanno sentire sullo Yen, che nel frattempo ha perso il 3% contro il dollaro da inizio anno, mentre secondo i dati eToro contro l'euro addirittura ha perso il 10% (qui trovi una guida su come funziona eToro).

L'ultra-espansivismo e gli effetti finanziari

Ma pochi però comprendo quanto possa essere grande l'effetto distorsivo che queste manovre monetarie possono avere sull'economia. Già perché questo fiume di liquidi che inonda i mercati da quale parte andrà pure investito. E allora tutti si arrovellano a cercare dei rendimenti recenti.


Proprio dal Giappone arriva un esempio evidente. Qui sono cresciuti a dismisura gli attivi stranieri detenuti dagli investitori privati e istituzionali. Al punto tale che per la prima volta è stata superata la cifra record di un milione di miliardi di yen. Solo nell'ultimo quinquennio questo importo è salito di circa il 50%. Quindi una quota sempre maggiore di giapponesi sposta i suoi capitali dai mercati nazionali a quelli oltre oceano. Il dato diventa ancora più eclatante se pensiamo che questa cifra è più del doppio dell'intero Pil giapponese. E non è che stiamo parlando di un'economia poco evoluta. Parliamo della terza economia al mondo dopo Stati Uniti e Cina.

Ma dove finiscono tutti questi soldi in fuga dal Giappone? La metà finisce in titoli azionari. A inizio estate gli investitori del Giappone avevano in portafoglio circa 453 mila miliardi di yen in titoli stranieri. Per lo più si tratta di azioni di aziende americane, mentre il 30% circa è ubicata in Europa.

domenica 1 ottobre 2017

Criptovalute di nuovo al centro del mirino delle critiche

Ci sono sempre le criptovalute al centro dell'interesse degli investitori. Dopo un paio di settimane di grosse difficoltà, il Bitcoin infatti è andato in rapida salita tornando oltre quota 4000 euro. I duri colpi incassati dalla Cina (che ha vietato le ICO, raccolte fondi) e da Jp Morgan (il cui Ceo ha definito le criptovalute come "frode") sono stati superati. Aveva ragione quindi chi pronosticava una ripresa del rally delle valute digitali.

Elogi e critiche alle criptovalute


Lo disse in special modo il 29enne Jay Smith, uno che di Bitcoin se ne intende visto che ha ottenuto quasi il 300% di profitto nell'ultimo anno, negoziando la criptocurrency più importante di tutte su eToro (dove vanta oltre 9mila follower). Rimandiamo ad altro sito per conoscere cos'è e come funziona eToro, qui basta dire che consente di clonare le mosse altrui, ed è inutile dire che Smith è seguitissimo. Il giovanotto londinese è convinto che il Bitcoin sia destinato a salire ulteriormente, e tornare oltre quota5mila dollari.



Occhio però, che proprio questo tipo di trading è stato molto criticato. Sappiamo che cos'è il fx trading, mentre il CFD (contratti per differenza) è uno strumento sintetico, che consente di fare trading sulle differenze di prezzo, senza cioè possedere materialmente il sottostante. Ma se il sottostante è un asset con alta volatilità come il Bitcoin, questo aggiunge difficoltà a difficoltà, e con la leva finanziaria può diventare molto insidioso, esponendo a gravi perdite il sottoscrittore.

Ecco perché bisogna fare molta attenzione quando si fa trading in CFD su degli asset molto rischiosi come i vari Bitcoin, Ethereum, ecc

lunedì 6 marzo 2017

Market mover, comincia una settimana cruciale per dollaro e BCE

Comincia una settimana molto delicata per gli amanti del trading online, visto che sono in agenda importanti market mover che potrebbero influenzare l'andamento del cross più scambiato nel Forex market, ovvero l'euro-dollaro. L'antipasto arriverà però dall'Australia, visto che nella notte tra lunedì e martedì la RBA annuncerà la propria decisione sul tasso di interesse (non ci si attendono novità).

Il grosso però riguarda come detto Europa e USA. Il cross euro-dollaro sembra rimbalzare al rialzo dopo aver vissuto un febbraio negativo (seguito a sua volta da un gennaio molto positivo). Lo dicono i dati del nostro conto opzioni binarie bdswiss, consob authorized. Ma è chiaro che molto dipenderà dai movimenti di Fed e BCE.

Appuntamenti con i market mover

Giovedì prossimo è infatti in calendario la riunione della BCE, primo market mover molto delicato. La riunione assume valore enorme visto l'attuale contesto politico molto incerto dovuto alle prossime elezioni in Olanda e Francia (dove avanzano le destre estreme).

A Draghi si chiederanno risposte sull'orientamento della politica monetaria, e in special modo se la BCE ha intenzione di dare luogo al tapering, cioè l'allenamento del piano acquisto titoli. Non sono previste variazioni, ma saranno comunque importanti le parole di Draghi per capire fino a che punto si stanno avvertendo le pressioni (specie tedesche) per svoltare in senso restrittivo. Questo darebbe una spinta alla quotazione dell'euro.

Da monitorare altri market mover minori, come l'indice Sentix e la revisione del PIL del quarto trimestre. Ma anche la produzione industriale tedesca. Tutti dati che possiamo vedere con la piattaforma webtrader etoro openbook.

Dagli USA invece i dati importanti arriveranno venerdì. Gli ultimi Non Farm payrolls sono il banco di prova finale per capire se la FED potrà o meno aumentare il tasso di interesse già nella prossima riunione in programma a metà marzo. Secondo gli analisti sarà proprio così. Secondo gli analisti l'occupazione dovrebbe salire di 186.000 posti. Molto di più quindi dei 100.000 che la Fed considera un buon numero.

domenica 29 gennaio 2017

Economia USA, i dati sul PIL sono modesti e il Dollar Index va in discesa

La settimana finanziaria si è chiusa con dei dati poco esaltanti per gli Stati Uniti, dove il report sul Prodotto interno lordo ha evidenziato un calo del 1,9% nell'ultimo trimestre del 2016. Si tratta di un dato inferiore rispetto alle attese (2,2%) nonché il peggiore dal 2011. E soprattutto si tratta di una rilevazione molto lontana dall'obiettivo fissato da Trump, quello della crescita al ritmo del 4% (l'ultima volta che accadde fu nel 2000).

Il report sull'economia USA

I dati poco incoraggianti hanno subito avuto dei riflessi sul dollaro, che si sta progressivamente indebolendo. Quando il tycoon venne eletto, il biglietto verde schizzò verso l'alto per via della aspettative riguardo la politica fiscale espansiva (taglio delle tasse e spese per infrastrutture).

Questa crescita del dollaro ha finito per danneggiare al tempo stesso la bilancia commerciale americana, tanto che nei giorni scorsi lo stesso Trump ha parlato apertamente di dollaro troppo forte. L'effetto è stato quello di provocare il ritracciamento della valuta USA. Secondo i dati della piattaforma Etoro, il Dollaro Index (DXY) infatti è in discesa da diversi giorni (puoi approfondire qui il discorso riguardo Etoro webtrader).

Dati e inflazione

Tornando ai dati riguardanti il PIL, la componente positiva riguarda i consumi che sono cresciuti del 2,5%. L'aspetto negativo attiene invece alla bilancia commerciale, penalizzata come detto dal dollaro troppo forte. Il 30 dicembre il cross con l'euro secondo la piattaforma Plus500 era pari molto vicino alla parità, a 1,05235 (vedi Come funziona plus500 web trader). Le esportazioni sono scese del 4,3%, mentre le importazioni sono cresciute del 8,3%.

A preoccupare per l'immediato futuro è l'inflazione. Il Price index è salito nel quarto trimestre al ritmo del 2,2% su base annua, ovvero a dei livelli che non si vedevano dal 2012. Ciò è uno stimolo per la FED ad alzare i tassi, ma aggraverebbe proprio la pressione sulla bilancia commerciale.