martedì 7 agosto 2018

Sanzioni commerciali all'Iran in vigore da oggi. Che danno per l'Italia

Scattano oggi nuove sanzioni commerciali a carico dell'Iran. Si tratta di misure "secondarie", nel senso che non vanno a colpire il paese mediorientale, bensì i soggetti non americani che intrattengono relazioni economiche e commerciali con esso. Chi non fermerà subito i commerci con Teheran, incapperà in durissime ritorsioni che dalle multe potrebbero arrivare fino al blocco del commercio con il mercato statunitense.

Le sanzioni commerciali volute da Trump

Il presidente americano Trump le aveva preannunciate il giorno dell'uscita unilaterale degli Stati Uniti dall'Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa), ovvero l'accordo sul nucleare iraniano raggiunto nel luglio 2015 ed entrato in vigore nel gennaio 2016. 

Questa nuova ondata di sanzioni commerciali vuole colpire l'acquisto di dollari americani da parte del governo di Teheran, il commercio in oro o metalli preziosi, la vendita diretta o indiretta, la fornitura e il trasferimento verso o dall'Iran di grafite, metalli grezzi o semilavorati quali alluminio, acciaio, carbone e software per l'integrazione dei processi industriali.

Un danno per l'Italia

Tra i paesi che risentiranno maggiormente di questa ondata di sanzioni commerciali c'è l'Italia, che nel 2017 è divenuto primo partner commerciale dell'Iran tra i paesi dell'Unione europea. Il volume di scambi tra i due paesi è arrivato a quota 5 miliardi di euro. Al secondo e terzo posto ci sono Francia e Germania con 3,8 e 3,3 miliardi. Probabile che tra breve diverse imprese italiane dovranno rinunciare a molti commerci e business ripresi di recente.

A Teheran è chiaro che serpeggia il malcontento. Di questo stato di tensione ha fatto le spese il riyal, la valuta locale, che è crollata del 50% nei confronti del dollaro rispetto a pochi mesi fa. L'inflazione continua a salire, fornendo un assist importante al mercato nero prospera e alla corruzione. Chi è più fortunato e ricco, cerca di comprare ora perché è l'unico bene immune alla svalutazione in tempi di crisi. Non è un caso che tra maggio e giugno le richieste di metallo prezioso siano salite ai record di quattro anni.

E all'orizzonte c'è il secondo round, che sarà molto più critico perché andrà a colpire le esportazioni di greggio e le transazioni con la Banca centrale iraniana. Appuntamento il 4 novembre.

domenica 5 agosto 2018

Sterlina senza slancio, settimana statica contro l'euro

Malgrado alcuni dati macro poco convincenti relativi alla zona Euro, la sterlina non è riuscita a recuperare terreno sulla valuta unica in questa settimana. Come al solito sono state le incertezze relative alla brexit a penalizzare lo slancio della valuta britannica, che è stata poco "attraente" per tutta la settimana.

L'andamento della sterlina

Analizzando i dati de i migliori siti trading online affidabili, possiamo vedere come dopo l'apertura della scorsa settimana a livello di 0,8896, la coppia EUR / GBP ha oscillato a causa della debolezza sia dell'euro sia della sterlina. La coppia ha toccato il minimo settimanale di 0.8861 giovedì, subito dopo la decisione della Banca d'Inghilterra (BoE) di alzare i tassi. Ma poi ha chiuso la settimana più vicino al livello di 0.8926. Alcuni dati sull'inflazione dell'area Euro migliori delle previsioni sono stati sufficienti per dare alla valuta UE un po 'di sostegno, questo nonostante gli altri dati chiave dell'eurozona della settimana abbiano deluso gli investitori (CPI, PPI, Prodotto interno lordo).

La sterlina dal canto suo non è riuscita a beneficiare del rialzo del tasso d'interesse della Bank of England (BoE) giovedì, poiché le incertezze della Brexit hanno pesato notevolmente. Il Governatore della BoE Mark Carney ha dichiarato che ci sono possibilità elevate di una Brexit "senza accordo", ed ha persino messo in conto l'eventualità che la banca possa dover ridurre i tassi di interesse, se il processo Brexit finirà male. A questo si aggiungono poi anche alcuni dati macro poco incoraggianti. Le PMI britanniche di produzione e servizi della settimana hanno indicato che le attività della Gran Bretagna sono molto incerte.

Previsioni

L'imminente relazione sul PIL (Prodotto Interno Lordo) del Regno Unito potrebbe aiutare la Sterlina a riprendersi dalla recente striscia al ribasso? Si potranno adottare approcci sistemici come una strategia spread trading forex (guida esempi). È probabile che il movimento sterlina sarà ancora guidato dai potenziali sviluppi della Brexit per gran parte della settimana, anche se gli investitori potrebbero optare per posizionarsi long sulla valuta britannica a causa della mancanza di nuovi driver rilevanti. Ciò potrebbe far scivolare leggermente l'EUR / GBP.

giovedì 2 agosto 2018

Mercato dell'auto, riprendono quota le immatricolazioni in Italia

Il mercato dell'auto torna a spingere sull'acceleratore. Nel mese di luglio infatti sono riprese le immatricolazioni, che sono salite del 4,42% rispetto ad un anno fa. Complessivamente le nuova immatricolazioni sono state 152.393. 

I dati del mercato dell'auto

Si tratta senza dubbio di un risultato positivo, soprattutto alla luce del deludentissimo -7,3% che era stato registrato a giugno. Va detto però che questa impennata di luglio è ben lontana dal compensare i cali dei mesi scorsi nel mercato dell'auto. Nel complesso infatti dall'inizio del 2018 le immatricolazioni totali sono state un milione 273.730 (-0,74% rispetto a un anno fa). Due sono gli elementi chiave che hanno consentito l'accelerata di luglio. Anzitutto una giornata lavorativa in più rispetto a luglio 2017, in secondo luogo l'incremento del noleggio a lungo termine.

Le proiezioni per il resto del 2018 dicono che si potrebbe arrivare a un milione e 960mila vetture nuova immatricolate. Poco più della metà riguarda i privati, mentre la parte restante sarà divisa tra auto-immatricolazioni di Case automobilistiche e concessionari, immatricolazioni aziendali dirette e noleggio a lungo termine.

Case auto e tipologie

Circa invece i dati del mercato dell'auto riferiti alle singole case automobilistiche, c'è una bella ripresa di Fiat Chrysler, dopo un periodo di contrazione. La crescita del 3,4% è stata propiziata soprattutto dalla Alfa Romeo (+44,5%) e Jeep (+105% rispetto a luglio 2017). Crescono anche le immatricolazioni Volkswagen, che salgono del 30% a luglio, mentre Renault sfiora il 40%. Va male invece per Peugeot, che perde poco più del 5%, e malissimo per Mercedes che perde circa il 20%.

A livello di tipologie di auto, nei primi sette mesi dell’anno c'è stato un calo del 6% del diesel, comunque meno rispetto al resto d'Europa. Salgono invece le vendite di auto elettriche e soprattutto di quelle a metano, che vedono le loro immatricolazioni nei primi sette mesi dell’anno crescere del 68%. Ottima la performance dei veicoli ibridi, che crescono del 47%.