Le sanzioni commerciali volute da Trump

Un danno per l'Italia
Tra i paesi che risentiranno maggiormente di questa ondata di sanzioni commerciali c'è l'Italia, che nel 2017 è divenuto primo partner commerciale dell'Iran tra i paesi dell'Unione europea. Il volume di scambi tra i due paesi è arrivato a quota 5 miliardi di euro. Al secondo e terzo posto ci sono Francia e Germania con 3,8 e 3,3 miliardi. Probabile che tra breve diverse imprese italiane dovranno rinunciare a molti commerci e business ripresi di recente.
A Teheran è chiaro che serpeggia il malcontento. Di questo stato di tensione ha fatto le spese il riyal, la valuta locale, che è crollata del 50% nei confronti del dollaro rispetto a pochi mesi fa. L'inflazione continua a salire, fornendo un assist importante al mercato nero prospera e alla corruzione. Chi è più fortunato e ricco, cerca di comprare ora perché è l'unico bene immune alla svalutazione in tempi di crisi. Non è un caso che tra maggio e giugno le richieste di metallo prezioso siano salite ai record di quattro anni.
E all'orizzonte c'è il secondo round, che sarà molto più critico perché andrà a colpire le esportazioni di greggio e le transazioni con la Banca centrale iraniana. Appuntamento il 4 novembre.
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