Visualizzazione post con etichetta e-commerce. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta e-commerce. Mostra tutti i post

giovedì 19 gennaio 2023

Commercio elettronico, continua il trend crescente in Italia

La crescita dell'e-commerce continua ad essere robusta nel nostro paese. Assieme ad esso avanza l'intera filiera associata. Il valore del commercio elettronico è giunto in Italia a 71 miliardi di euro, in base agli ultimi dati disponibili relativi al 2021.

La corsa del Commercio elettronico

commercio negoziNon sembra conoscere pause il trend positivo che sta caratterizzando questo settore da diversi anni. I numeri delle vendite online sono eclatanti. La sua rete del valore è la migliore tra le 99 attività economiche italiane per incidenza sul fatturato complessivo del settore privato. 
Nei cinque anni compresi tra il 2016 e il 2021, il contributo del comparto al fatturato del totale delle attività economiche italiane del settore privato è salito al 40,6%.

Lo studio di Netcomm

A fotografare la situazione del commercio elettronico d'Italia è uno studio condotto da Netcomm in collaborazione con The European House – Ambrosetti, che mette in evidenza come parlare in questo caso di un semplice trend sia ormai semplicistico. Non si tratta più di un exploit, bensì di una filiera concreta e robusta della nostra economia. Talmente tanto che il suo contributo alla nostra economia è il migliore tra tutte le altre attività prese in considerazione.

Lavoro e sviluppo economico

La sua importanza si manifesta anche in ambito occupazionale. Per ogni 100 unità di lavoro generate in modo diretto dalle attività di commercio elettronico, si attivano infatti ulteriori 141 unità di lavoro.
Inoltre il moltiplicatore economico dell'e-commerce è pari a 2,48. Significa che per ogni 100 euro investiti nella filiera estesa, se ne generano ulteriori 148 nel resto dell'economia

Analisi geografica e per settore

A livello geografico, il commercio elettronico è sviluppato in modo trasversale in tutta Italia. Più della metà del fatturato proviene però dal Nord-Ovest (51,1%, con un importante contributo offerto dalla Lombardia).
Tra i sotto-settori, emerge il ruolo di traino esercitato dalla logistica, che ha conosciuto una fase di ripresa durante la pandemia, la cui crescita si attesta al +13,7% medio annuo in termini di fatturato.

lunedì 12 dicembre 2022

Vendite on-line, rivincita dell'e-commerce si nasconde nei numeri

Quando cominciò a diffondersi il fenomeno delle vendite on-line, i negozi tradizionali - di qualsiasi dimensione e fama - si sentirono minacciati. Ma oggi anche questi ultimi vedono nell'e-commerce un canale fondamentale per i propri bilanci.

La rivincita delle vendite on-line

Da quando nei primi tempi della loro diffusione, le vendite on-line erano considerate qualcosa di controverso, è passato tantissimo tempo. Ma soprattutto è passata la pandemia di SARS-CoV-2.
Con la crisi sanitaria l'e-commerce è diventata una risorsa strategica, per non dire vitale, delle imprese. Lo dimostra il fatto che per la prima volta il volume di vendite globali ha superato i 5000 miliardi di dollari, arrivando a rappresentare più del 20% del totale delle vendite.

Anche chi all'inizio osteggiava questo fenomeno si è ricreduto. Ad esempio i settori del lusso e della moda, che hanno sempre fondato le loro radici sul rapporto personale con clienti e distributori, hanno vissuto una continua crescita delle vendite on-line.
E pensare che una quindicina d'anni fa c'era chi spingeva addirittura per l'imposizione di un divieto o di un limite al fenomeno dell'e-commerce per tutelare il proprio marchio.

La tecnologia e la digitalizzazione

Oltre alla pandemia, ha agito un altro fattore che ha spinto le vendite on-line. Si tratta della progresso tecnologico. Innovazione e digitalizzazione hanno cambiato anche il comportamento dei consumatori, che diversificano le loro abitudini di acquisto e cercano occasioni di risparmio, oppure preferiscono la comodità di comprare e ricevere direttamente a casa.

La doppia sfida

Più che per scelta, le imprese che non credevano nell'e-commerce si sono trovate di fronte alla necessità di affrontare una doppia sfida. Da una parte difendere il valore del proprio brand, dall'altra aumentare le proprie vendite.
A distanza di 15 anni si può dire che molte di esse sono riuscite a cogliere l'opportunità che si nascondeva dietro questa duplice sfida.

lunedì 24 gennaio 2022

Commercio elettronico di vino, entro il 2025 un giro d'affari di 42 miliardi

Il mercato del vino sarà sempre più caratterizzato dal commercio elettronico, al punto tale che secondo l'Iwsr (istituto di ricerca britannico) entro il 2025 il giro d'affari sull'e-commerce potrebbe arrivare alla iperbolica cifra di 42 miliardi di dollari. Si tratta di un incremento del 66%.

Il vino e il commercio elettronico

La spinta al commercio elettronico del vino è arrivata dalla pandemia, perché a causa delle misure di lockdown anche in questo settore sono aumentati gli acquisti sul web. Ci sono perfino siti dove è possibile acquistare persino una sola bottiglia, poco prima della cena con consegna a domicilio, purché in un raggio chilometrico accessibile.

Argomento correlato: ecco quali vini vengono cercati di più sul web.

Ma il trend era positivo anche prima del covid, che lo ha soltanto accelerato. Questo è evidente sulla base dei dati: nel 2019 il trend crescente del commercio elettronico era del 10% nel 2020, ed è schizzato al 43%, continuando a tassi sostenuti anche nei prossimi anni.

USA e Cina a ritmo crescente

Secondo la ricerca, il mercato dove il commercio elettronico è più penetrante sono gli Stati Uniti, dove si registra un tasso di crescita annuo del 20%. La conseguenza di questo trend crescente è che gli Stati Uniti diventeranno il più importante mercato globale on-line degli alcolici.
Dietro al mercato americano ci sarà quello cinese, che già una delle piazze più grandi. Oggi vale circa il 33% del commercio online di alcolici.

Questi dati devono far riflettere l'Italia. Perché se è vero che il nostro vino vale 14,2 miliardi di euro (terzi dietro Francia e Regno Unito), il nostro commercio elettronico di vino si ferma al 4% del totale delle vendite.

La polarizzazione dei consumatori

È interessante inoltre e sottolineare come questa ricerca evidenzi l'esistenza di due grandi categorie di consumatori di vino. Da una parte ci sono quelli più avveduti, anche più in là con l'età, che cercano prodotti di convenienza perlopiù appartenenti a Brand conosciuti e che acquistano su piattaforme di vendita di enoteche e siti specializzati.
Dall'altra ci sono i consumatori più giovani, che sfruttano il commercio elettronico per ordinare alcolici di fascia premium tramite app e su tempi di consegna piuttosto ridotti.

lunedì 15 novembre 2021

E-commerce, problemi per il Black Friday: corrieri in scopero

I driver che svolgono servizi di consegna per conto di Amazon potrebbero creare un po' di problemi al colosso dell'e-commerce. Hanno infatti indetto uno sciopero in occasione del Black Friday, il prossimo venerdì 26 novembre.

Lo scontro tra driver e colosso dell'e-commerce

La decisione di incrociare le braccia è stata presa in occasione du un'assemblea nazionale unitaria, che ha riguardato quadri e delegati delle consegne delle merci in appalto Amazon. L'annuncio è stato invece dato da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, che hanno ricevuto un mandato in tal senso.

Il motivo alla base dello scopiero contro il colosso dell'e-commerce è economico ma anche operativo. Infatti non solo si protesta per i compensi, ma anche per i ritmi di lavoro che sarebbero "divenuti insostenibili". Si arriva anche a 200 pacchi al giorno, con 130-140 stop da effettuare in 8-9 ore. Per questo motivo si chiede anche una riduzione dell'orario di lavoro settimanale dei driver.

Forse può interessare: il Black Friday è già iniziato, offerte in anticipo su molti siti e-commerce.

Questioni economiche e operative

Ci sono poi anche altri motivi. Si chiede infatti la continuità occupazionale a tutto il personale, spesso interrotta dai cambi di appalto e di contratto.
Tra le altre cose, al gigante dell'e-commerce viene anche chiesto di ridurre la responsabilità dei driver nei casi in cui si verificano danni alle merci consegnate, ma si chiede l'introduzione del premio di risultato, nonchè un aumento del valore economico della trasferta. Inoltre i driver rivendicano un maggiore rispetto della normativa sulla privacy, una diversa gestione del controllo a distanza, escludendo ogni ripercussione di carattere disciplinare.

Amazon risponde

Per il momento, Amazon assume un profilo soft e conciliante rispetto allo sciopero. L'azienda di e-commerce infatti ha spiegato in una nota che lavora "con i fornitori di servizi di consegna per definire insieme degli obiettivi realistici che non mettano pressione su di loro o sui loro dipendenti", e che auspica "che le trattative riguardo i fornitori di servizi di consegna possano riprendere e giungere ad una conclusione positiva".

Tuttavia, il'operatore di e-commerce risponde ad alcune delle accuse che gli vengono fatte. In merito agli orari di lavoro, ritiene infatti che la "tecnologia di pianificazione delle rotte" consente ad "oltre il 96% delle rotte effettuate in Italia di essere completato entro la conclusione dell'orario lavorativo e, frequentemente, con largo anticipo rispetto alla conclusione dello stesso". Inoltre in caso di interruzione del rapporto con "un fornitore, ci adoperiamo affinché i corrieri di un fornitore di servizi di consegna che termina la sua collaborazione con Amazon, possano comunque continuare il loro lavoro attraverso il nuovo fornitore che subentrerà per occuparsi delle consegne".

lunedì 10 maggio 2021

Commercio online, fatturato in calo per colpa del turismo. Ma per il resto è boom

Il 2020 è l'anno in cui il commercio su internet ha vissuto un'accelerazione formidabile. E' chiaro che a incidere è stata la pandemia, che ha portato alla diffusione dell’online tra la popolazione. A dicembre 2020 internet ha raggiunto il 74,7% di utenza: 3,2 milioni di nuovi utenti, in crescita del 4,7% rispetto all’anno precedente.
Per le aziende questo significa una crescita del potenziale bacino per le vendite online.

I numeri del commercio online

Non stupisce quindi che ci sia stato un incremento del 50% di aziende che si dedicano al commercio online. Oltre 2 milioni di persone hanno acquistato online per la prima volta lo scorso anno. Tutte queste persone non torneranno più indietro.
Anche se il commercio online già navigava con il vento in poppa prima della pandemia, senza dubbio la crisi sanitaria e i lockdown hanno dato una spinta ulteriore a questa crescita.
Eppure non tutti i segmenti ne hanno beneficiato, e questo ha portato ad alcuni risultati sorprendenti.

Fatturato in lieve calo, ecco perché

A fare una fotografia del settore ci ha pensato il report E-commerce Italia 2021, presentato durante un evento in streaming al quale hanno partecipato oltre 1.500 persone tra imprenditori, manager e professionisti. Questo report si basa sull'analisi del commercio online del 2020, che in Italia ha raggiunto un fatturato di 48 miliardi di euro.
Si potrebbe pensare ad un aumento rispetto al 2019, vista la pandemia. E invece il fatturato è sceso del 1% rispetto al 2019.

Tracollo del turismo

Ma perché questo dato così diverso dalle aspettative? La spiegazione si racchiude in due parole: turismo, spettacolo.
In questi due segmenti di mercato, che erano trainanti dell'e-commerce prima della pandemia, il fatturato ha avuto un calo nel primo caso del 58%, nel secondo del 9% (forse può interessare: crisi tursimo da Covid, serviranno ani per riprendersi).
Il calo di questi settori ha finito per bilanciare gli aumenti registrati nel settore Tempo Libero, che rappresenta il 48% del fatturato. Sono cresciuti tantissimo il gioco online, l’hobbistica, lo sport e i Centri Commerciali (+36%). Ma anche Assicurazioni (+6%), Alimentare (+63%), Elettronica (+12%), Moda (+12%).