giovedì 31 maggio 2018

Sterlina in lieve ripresa, ma giugno potrebbe essere molto volatile

La sterlina continua ad avanzare in modo timido nei confronti del dollaro, contro il quale ha perso circa il 3% nell'ultimo mese. Il Cable ha riconquistato quota 1,3300 dopo aver stampato i nuovi minimi annuali martedì scorso. Contro l'euro invece la situazione è sostanzialmente stabile da circa un mesetto (Eur-Gbp -0,11%).

I driver della sterlina

Il rimbalzo nei mercati azionari e il moderato ritorno di una propensione al rischio ha dato un po' di ossigeno alla sterlina. Tuttavia senza un impulso da parte della Bank of England, i tori sono molto meno inclini a ipotizzare che le cose continueranno a migliorare nel Regno Unito e che interessi i tassi saranno spostati più in alto nonostante le crescenti pressioni inflazionistiche. Chi conosce le dinamiche del trading online (recensioni dei broker e opinioni qui) sa bene quanto questo sia importante.

Ci sono ancora molti più dubbi che sicurezze riguardo l'esito dei negoziati Brexit, e questo è un fondamentale ribassista che non può essere ignorato. Il problema del confine irlandese continua infatti ad essere un problema significativo nello sviluppo dei colloqui con Bruxelles.

Le prospettive a breve

La volatilità della sterlina GBP potrebbe aumentare all'inizio di giugno, dato che il Parlamento sarà chiamato a votare sulla Brexit dopo le modifiche volute dai Lord. La sterlina potrebbe quindi essere vulnerabile nel breve termine. Anche se la valuta britannica ha avuto un piccolo sussulto, i modelli di prezzo suggeriscono piuttosto che si tratti di una temporanea correzione prima di un altro calo. Il sentiment maggiormente diffuso da parte degli analisti della migliore piattaforma forex italiana quindi rimane ribassista sulle prospettive GBP.

L'attenzione continuerà ad essere orientata in buona parte anche sulla Bank of England, sebbene la probabilità di un aumento del tasso sia diminuita notevolmente nell'ultimo mese, dopo che nel periodo precedente sembrava cosa molto probabile.

martedì 29 maggio 2018

Economia italiana, crolla la fiducia di famiglie e imprese

La situazione politica sta facendo sentire i suoi effetti sul clima di fiducia che si respira nel paese. In special modo riguardo all'economia italiana. Secondo le ultime rilevazioni dell'Istat infatti a maggio c'è stato un deciso calo dell'indice che misura il sentiment dei consumatori. Un dato che peraltro interrompe un trend positivo che si era registrato nei primi mesi del 2018. Il report dice che il valore dell'indice di fiducia dei consumatori è arrivato a 113,7 dal precedente valore di 116,9. Si tratta del valore più basso registrato dallo scorso mese di settembre (quando era 111,3).

La fiducia nell'economia italiana

E' palese che la spallata maggiore alle aspettative degli italiani l'abbia data la grave turbolenza che c'è sul fronte politico. Era del resto inevitabile, in tale contesto, che l'apprensione di famiglie ed imprese sarebbe peggiorata. Inoltre questo fattore, che ha già inciso sulla percezione futura, di certo peserà sull'andamento dell'economia italiana dei prossimi mesi. Ricordiamo peraltro che sull'economia italiana pesa la minaccia degli aumenti dell'IVA. Se non si riuscirà a sterilizzare le clausole di salvaguardia, questi aumenti avverranno a partire dal 2019, generando un aggravio di circa 795 euro annui a famiglia.

I dati dell'Istat

Esaminando i dati, si vede che gli italiani hanno una percezione a differente intensità a seconda che si parli di situazioni individuali oppure generalizzate del paese. Riguardo al 'clima personale' (individuale o familiare) gli indicatori arretrano ma non di molto. Se invece si passa a esprimere un parere circa la situazione dell'economia Italiana, allora il calo dell'entusiasmo è massiccio. Si passa infatti da 141,8 a 132,6 mentre quello futuro passa da 121,1 a 116,5.

L'Istituto di statistica inoltre registra un calo anche per la fiducia delle imprese. Passa infatti da 105,0 a 104,7 punti. Sono soprattutto due i settori colpiti da questo incupimento: quello delle costruzioni (da 135,2 a 134,1) e quello dei servizi (da 106,4 a 106,0). Restano invece invariati il clima di fiducia nella manifattura (a quota 107,7) mentre aumenta nel commercio al dettaglio (da 97,6 a 99,8).

venerdì 25 maggio 2018

Yen in recupero grazie al risk-off sui mercati internazionali

La scarsa propensione al rischio che si respira sui mercati globali ha dato una spinta allo yen giapponese. La valuta nipponica infatti è tradizionalmente considerata un rifugio sicuri dagli investitori. Si comprende quindi perché stia beneficiando del fatto che i principali indici azionari mondiali sono in modalità risk-off. Il presidente degli Stati Uniti Trump ha scritto una lettera a Kim Jong On giovedì, affermando che stava cancellando il vertice in programma il 12 giugno a Singapore. Inoltre, le recenti notizie del 25% di tariffe sui veicoli importati negli Stati Uniti. A questo si aggiunge l'incertezza riguardo all'esito dei colloqui in corso tra Cina e Stati Uniti.

L'andamento dello Yen

Tutto questo spiega perché lo yen sia tra le valute più performanti degli ultimi giorni, nonché tra le valute più gettonate da chi fa copy trading (qui trovi una guida come funziona etoro copy trading). La valuta giapponese ha guadagnato l'1,35% contro il dollaro nel corso dell'ultima settimana. Meglio ancora ha fatto contro l'euro: +4%. Peraltro la coppia EUR / JPY viaggia ancora nell'area dei minimi recenti del 2018 in prossimità di 127,50.


Nella giornata di oggi la rivitalizzazione della domanda del dollaro USA, unita al dato debole del CPI core di Tokyo ha fornito un impulso per riportare la coppia Usd-Jpy a un alto livello intraday di 109,74 durante la sessione asiatica, ma poi la coppia ha fatto marcia indietro e attualmente è stabile a 109.27. Lo Yen invece continua a guadagnare terreno contro l'euro, per circa mezzo punto percentuale.

Per chi adotta tecniche di trading forex intraday è interessante osservare come sul grafico a 4 ore, l'USD/JPY è scambiato al di sotto delle medie mobili semplici da 50 e 100 punti (SMA) ma superiore alla SMA a 200 periodi sul grafico a 4 ore. La tendenza principale rimane rialzista, ma non si escludono ulteriori ribassi settimana prossima.