Una delle sfide più grandi nel 2016 riguarderà il settore delle telecomunicazioni. Banche a parte, il settore delle TLC è quello che ha patito di più la crisi in questa prima parte dell'anno. Lo dimostra il -33% che mediamente hanno registrato i titoli del comparto a Piazza Affari. Molto più del -21% media di tutto il listino. Peggio hanno fatto solo i titoli bancari.
Cosa succede alle imprese TLC
Il nodo da sciogliere sarà anzitutto quello riguardante la guerra delle tariffe, che ha finito per penalizzare tutti. Ha portato così riflessi pesantissimi sul fatturato delle aziende. Negli USA i competitor sono meno di una decina. In Europa se ne contano un centinaio.
I gestori privati si muovono per coprire un mercato tutto da conquistare, e lo fanno a colpi di concorrenza sui prezzi.
(grafico Sole 24 ore)
L'unica strada che finora viene percorsa da queste aziende per accrescere il fatturato, è quella di una sempre più stretta connessione con i media. In special modo, si guarda con sempre maggiore interesse al modello delle pay-tv, un segmento che viene agitato dalla lite tra Vivendi e Mediaset.
Italia indietro sulla banda larga
L'efficienza delle TLC è uno dei maggiori desideri dei clienti. Però bisogna sviluppare infrastrutture all'avanguardia, recuperando così il grave ritardo accumulato negli anni. Infatti va evidenziato che l'Italia paga un aspetto fondamentale: siamo il paese con maggiori difficoltà di accesso alla banda ultra-larga. Soltanto il 5,6% della popolazione ha questo privilegio.
