L'indagine sulle valute virtuali
L'approccio dei paesi nei confronti di questo fenomeno è stato molto variegato. Alcuni si sono adattati rapidamente contro gli exchange di criptovalute, magari colpendo le Ico (initial coin offering) e contro altri aspetti caratteristici del "mining". Altri governi invece stanno mantenendo un approccio molto più cauto, più guardingo mantenendo però un atteggiamento sospettoso. E infatti secondo quanto comunica il Comitato del Tesoro, il clamore mediatico che circonda le valute virtuali e i loro movimenti di prezzo irregolari sono stati la leva per avviare questa nuova fase di indagine.
Ma cosa verrà fatto con questa nuova indagine? Verranno esaminati i potenziali rischi che le valute digitali potrebbero generare per consumatori, imprese e governi. Tra questi rischi c'è anche quello di alimentare il riciclaggio di denaro e la criminalità informatica. Tuttavia verranno esaminati anche i benefici delle criptovalute e la tecnologia che li sostiene (blockchain), nonché le nuove opportunità innovative che potrebbero creare.
Nel frattempo l'estrema volatilità che caratterizza questa industria globale, ha fatto sì che anche una notizia non certo drammatica - come l'idea che un Paese possa intervenire con una regolamentazione aggiuntiva - crea panico e può contribuire a far crollare i mercati.


A questa conclusione si arriva esaminando i dati. L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Osce) ha evidenizato che il debito pubblico salirà quest'anno a 45mila miliardi di dollari, quasi il doppio di quello che c'era nel 2008 (25mila miliardi). Sia a livelli record, che chiaramente non potranno essere sostenuti a lungo.






La novità colta dai mercati finanziari è quindi nel tono ottimistico riguardo al futuro. La crescita marcia in modo robusto, con tassi più forti delle attese. Tuttavia non ci sono segnai di euforia pre-crisi, e al tempo stesso però non c'è spazio per compiacersi. Infatti anche se si è rafforzata la fiducia che l'inflazione convergerà verso l'obiettivo del 2%, al momento bisogna ancora attendere che ciò accada.
