Passerà per l'innovazione e anche (ancora) per i benefit fiscali il piano di rilancio del governo per l'industria. Sono infatti previsti 13 milioni di incentivi nei prossimi anni, oltre che un ammortamento del 250% per consentire alle imprese di incrementare questo vantaggio fiscale.
Oltre a questo, però ci saranno anche 24 miliardi di investimenti privati e altri 10 di impegno pubblico per iniziative quali la banda larga e il made in Italy, a cui dovrebbe corrispondere quello privato per 32 miliardi.
Il nuovo piano per l'industria
Sono i numeri del nuovo piano industriale presentato a Milano da Renzi e il ministro dello Sviluppo economico Calenda. Lo scopo è chiaro: rilanciare la produttività del Paese. Strizzando in special modo l'occhio al settore manifatturiero.
Il progetto dell'Industria 4.0 (chiamato così nell'ottica di una quarta rivoluzione industriale, quella dominata dalla tecnologia e dal digitale) punta forte sugli investimenti e sull'innovazione. E' in tale senso che c'è anche una forte intenzione di puntare su percorsi universitari e istituti tecnici superiori dedicati (raddoppiando gli iscritti a scuole che si occupano di questi temi innovativi).
Un impegno per le infrastrutture
Lo Stato dovrà impegnarsi a fondo per assicurare le infrastrutture (prima tra tutte la banda larga). Ma dovrà anche spingere gli investimenti privati e la ricerca. Insomma darsi quella svegliata che perfino Weidmann ha chiesto nel suo atto di accusa all'Italia. A tal proposito spicca il credito d'imposta alla ricerca. Il credito massimo per contribuente passerà da 5 milioni che vengono attualmente riconosciuti fino a 20 milioni.
Un cambio di impostazione culturale
Quello che dunque caratterizza il nuovo progetto del governo è un cambio di impostazione culturale. Non ci sarà più uno Stato che dice alle imprese in quali settori devono investire. Spariscono anche gli incentivi che vengono assegnati solo alle aziende che superano una valutazione ministeriale. Il piano del governo Industria 4.0, che punta a far crescere gli investimenti privati di 10 miliardi solo nel 2017. Questo dovrebbe dare slancio anche all'occupazione, visto che in tema di lavoro la crescita di Germania e Spagna fa ancora impallidire l'Italia.