venerdì 30 settembre 2016

Banche, gli USA dopo la Deutsche Bank ne mettono nel mirino altre 5

Il Dipartimento della Giustizia americano non si limita soltano alla battaglia con Deutsche Bank, ma sembra volere scatenare un'offensiva nei confronti di altri 5 banche e istituti di credito europeo. La questione è la stessa: lo scandalo dei titoli venduti mentendo sul loro grado di rischio.

La guerra USA-banche

banche-deutsche-bankIl conto presentato a Deutsche Bank è stato salatissimo, ben 14 miliardi di dollari. Tuttavia secondo gli ultimi rumors, le autorità americane avrebbero avviato una trattativa per un compromesso sulla cifra. Si parla di 5-6 miliardi di dollari. Conto salato, ma comunque molto meno del precedente. 

L'entità dell'importo chiesto dagli USA aveva infatti sollevato dubbi sulla capacità della banca tedesca di farvi fronte senza correre ai ripari: aumenti di capitale o aiuti di Stato. Ciò aveva innescato su Deutsche Bank un grande caos, con i fondi in fuga e il crollo in Borsa. Lo "sconticino" ha poi avuto un effetto benefico sul titolo del colosso bancario tedesco, che è arrivato a chiudere addirittura in territorio positivo.

Peraltro tutto questo succede mentre la finanza tedesca è già impegnata a seguire la vicenda della fusione Deutsche Borse-London Stock Exchange, finita nel mirino della UE.

Le altre banche nel mirino USA

Ad ogni modo, sembra che gli USA abbiano messo nel mirino altre cinque grandi banche europee, con le quali intende arrivare ad accordi o sanzioni entro la fine dell'anno, prima di dover passare il testimone alla prossima amministrazione. Si conoscono i nomi di queste banche: Barclays, Rbs, Credit Suisse, Hsbc e Ubs. Tra le banche statunitensi un'inchiesta è tuttora attiva contro Wells Fargo, già scottata oggi dal caso dei conti fantasma. E' chairo che begli USA nessuno vuole tenere bassa la guardia, perché la crisi finanziaria del 2007-2009 brucia ancora.

Ricordiamo inoltre che il governo americano ha imposto multe per circa 46 miliardi di dollari a sei grandi istituti: JP Morgan, Citigroup, Bank of America, Goldman Sachs e Morgan Stanley, oltre che alla società di valutazione de credito aziendale Standard & Poor's dell McGraw Financial.