Il prodotto interno lordo (PIL) non è più amico della Germania. Secondo quanto riporta il Bollettino mensile della Bundesbank, infatti l'economia tedesca cresce a ritmo più lento nel terzo trimestre. Questa frenata, che fa seguito all'espansione robusta registrata in primavera, pare sia dovuto alla debolezza del settore manifatturiero e dal deterioramento della fiducia delle imprese.
Bundesbank rassicurante malgrado il PIL
Nonostante il report debole, secondo la Bundesbank la situazione resta buona. Infatti la valutazione complessiva dell'economia teutonica resta favorevole. Nonostante il rallentamento del terzo trimestre, la situazione tedesca si conferma solida. «I dati in avvio di trimestre sono stati molto deboli» ed è atteso un «rallentamento della crescita nel Q3».
Del resto altri report hanno già evidenziato che l'economia Europea è spaccata e l'Occidente frena mentre l'Est avanza.
Weidmann accusa l'Italia
Intanto dalla Germania risuona l'eco delle dichiarazioni del Presidente della Bundesbank, Jen Weidmann. Il numero uno dell'istituto tedesco punta il dito contro l'Italia, che secondo lui abusa della flessibilità ed è responsabile di non aver tagliato il debito pubblico.
Secondo Wiedmann, il Jobs Act e l'Italicum hanno un approccio corretto, ma il governo italiano deve portare avanti le riforme strutturali che ha già iniziato. Weidmann ha aggiunto che il patto di stabilità e crescita non è rigido, ma ci sono delle eccezioni che non sono contemplate soltanto in caso di oneri imprevisti. Però, secondo lui tale flessibilità è già stata stravolta e abusata.