mercoledì 14 settembre 2016

Mercati agitati da petrolio e FED. Milano chiude sulla parità

Sulle piazze europee c'è stata un'altra seduta turbolenta. I mercati sono agitati per le incertezze sul fonte del petrolio e delle prossime mosse della FED. 
L'unica piazza che riesce a salvarsi oggi è Londra, che chiude in rialzo dello 0,12%. Male le altre: Piazza Affari, già partita in retromarcia a inizio settimana, perde lo 0,05%, Francoforte cede lo 0,08% mentre Parigi segna -0,39%. Prosegue il rialzo Wall Street: quando chiudono i mercati europei il Dow Jones guadagna lo 0,3% come l'S&P 500, mentre il Nasdaq recupera lo 0,7%.

Fed e petrolio tengono in ostaggio i mercati

petrolioMa è chiaro che sono altre le notizie che si attendono dagli USA. E ci riferiamo alla questione dei tassi di interesse. L'intenzione della FED sui tassi di interesse rimane un mistero, perché nessuno ha chiarito ancora quale posizione assumerà. Un giorno sembra possibile un aumento del costo del denaro, il giorno dopo arriva una smentita.
Logicamente, questa situazione di incertezza tiene sulle spine i mercati, orientati alla prudenza. Per non parlare del mercato valutario, il Forex, letteralmente aggrappato agli umori statunitensi.

Il meeting di fine settembre

Diventa così quasi una liberazione l'appuntamento del prossimo 20-21 settembre, quando la FED dovrà tirare giù (almeno in parte) il velo riguardo alla questione del rialzo dei tassi di interesse. Finora sappiamo che la Yellen è possibilista, che i dati macro dicono che non è consigliabile operare adesso una stretta monetaria, mentre un paio di esponenti FED hanno opinioni sostanzialmente opposte in merito. Intanto Goldman Sachs ha ridotto le probabilità di rialzo dei tassi USA.

La situazione del mercato del petrolio

Non meno difficoltoso lo scenario del petrolio, che continua a scivolare sempre di più. L'accordo tra produttori per congelare la produzione e stabilizzare il mercato resta lontanissimo. Questo aumenta la pressione al ribasso della quotazione del greggio, anche oggi malgrado si sia saputo della diminuzione delle scorte USA ad agosto

I dati macro pubblicati oggi

Dal punto di vista macro, intanto, giungono nuove notizie. L'Italia resta in deflazione mentre in Francia i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,3% congiunturale e dello 0,2% su anno. L'inflazione di fondo italiana (al netto dell'energia) è stabile e aumenta dello 0,4% su anno.
A luglio, intanto, la produzione industriale europea è in frenata dell'1,1% nell'Eurozona e dell'1% nell'Ue a 28 paesi, dopo che nel mese precedente era aumentata.