Dopo un avvio in calo, la valuta unica ha ripreso un po' di fiato, ma il cambio dollaro-euro resta fortemente sotto pressione sui mercati valutari. Il driver rialzista della coppia al momento sono le prospettive sui tassi di FED e BCE.
La questione tassi e il Dollaro-Euro
Continuano infatti a pesare le prospettive di un allargamento della forbice tra i tassi di interesse, perché la FED sembra sempre più vicina ad alzare il costo del denaro.
Le probabilità di un evento simile sono salite fino al 68% negli ultimi giorni, anche perché nel frattempo alcuni esponenti della FED hanno alimentato le convinzioni dei trader che si verifichi questa possibilità. Intanto i fari sono accesi sui dati inflazione e il terzo dibattito presidenziale.
La posizione cauta della BCE
Dall'altra parte dell'oceano, invece, la BCE sembra voler andare avanti in quel programma di quantitative easing che finora non è che abbia portato grandi frutti, tenuto conto che l'inflazione rimane ancora lontanissima dal target 2%.
Eppure Draghi ha confermato l'intenzione di mantenere il programma invariato fino a marzo 2017, ed eventualmente portarlo anche oltre. Ciò ha provocato una volatilità spinta per Eur/Usd sulle parole di Draghi.
L'euro ritocca i minimi sul dollaro
Sul mercato valutario, intanto l'euro resta molto vicino ai minimi degli ultimi 7 mesi, che questa mattina ha aggiornato a 1,0857 USD, per poi avviare un recupero. La moneta unica rimane attorno a quota 1,09 dollari. Nell'ultimo mese la valuta unica ha perso quasi il 3% del suo valore nei confronti del biglietto verde (dati della piattaforma XM conto demo).
Peraltro la situazione complessiva sembra far propendere i rischi politici per lo più dal lato dell’Europa, perché gli USA dovrebbero aver schivato il "pericolo" Trump (che a Washington spaventa analisti e investitori), mentre nel Vecchio Continente le tensioni continuano ad aumentare anziché diminuire.